Archivio dell'autore: Puck74

Ho fatto la haka: le prove!

Sono riuscito a recuperare un primo video di quando ho fatto la haka e di cui vi ho già parlato. Purtroppo per questa volta dovete seguire il link di youtube perché non riesco a intervallo direttamente nel post.

Clicca qui!

… E ora non potrete dire che non ballo mai! 🙂

I veri vincitori della vacanza

I veri vincitori della vacanza sono i sacchetti per sottovuoto da viaggio. Fin da quando ho deciso di passare l’agosto al freddo, una delle prime preoccupazioni è stata “come far star tutto nel bagaglio?”. Non avevo mai fatto un viaggio di tre settimane in inverno. In soccorso mi sono venuti i miei che, quando andarono nella Terra del Fuoco, utilizzarono questi fantastici sacchetti. Ho passato la dritta ai miei compagni di viaggio e siamo tutti entusiasti. Un piumino diventa piccolissimo (e in pochi secondi ritorna poi alle dimensioni originali). Nella foto vedete il diametro di un sacchetto in cui ho messo due felpe e un maglione di lana. Il tutto senza ausilio di aspirapolvere.

IMG_5415.JPG

La Christchurch ferita

Siamo arrivati a Christchurch la sera tardi. La nostra principale preoccupazione era lasciare in albergo le valigie e trovare un posto ancora aperto che ci desse da mangiare. Sapevo il nostro hotel fosse in centro ma il paesaggio arrivando, dopo la solita periferia di casupole, motel e concessionari d’auto, sembrava strano. Troppi isolati liberi. Arrivando a destinazione, nonostante il buio fu più chiaro. Tutto quello spazio erano “semplicemente” gli isolati degli edifici rasi al suolo dal terremoto del 2011 o comunque abbattuti perché danneggiate. Il vuoto era intervallato da alcuni vecchi palazzi e sporadiche nuove costruzioni, come il nostro hotel. Con la luce del giorno la situazione appariva ancora più toccante. La maggior parte delle vecchie costruzioni erano in realtà inagibili e transennate, probabilmente in attesa di demolizione, qualcuna di restauro. Non avevo mai visto un The day after e per quanto siano passati tre anni e si vede che stiano lavorando, fa parecchio impressione. La città è comunque viva e i lavori fervono. La maggiore preoccupazione è la cattedrale, parzialmente danneggiata. A quanto letto, il vescovo anglicano la vorrebbe demolire, i cittadini restaurarla. Ci sono poi altri progetti, come un centro commerciale ricavato da container. Detto così pare una cosa squallida ma in realtà è piuttosto di design. Insomma, la città è viva.

IMG_5417.JPG

IMG_5419.JPG

Il Bernina neozelandese

Oggi abbiamo avuto un’altra delle tappe che attendevo maggiormente. Da Christchurch abbiamo preso il treno panoramico TranzAlpine, che taglia in orizzontale l’isola sud dal Pacifico al mare della Tasmania e poi torna indietro. Tra i due mari c’è la maggiore catena montuosa del paese. Un po’ come il nostro trenino rosso del Bernina, con le dovute proporzioni. Nonostante il clima non favorevole (non dimentichiamo che siamo molto a sud durante l’inverno australe, quindi certe cose erano preventivate) è stato molto spettacolare. Treno bello e paesaggi ancora di più. Per gli arditi, ovvero giapponesi, vecchietti locali e il sottoscritto, c’era anche un vagone senza vetri per fare foto. Nonostante le difficoltà, date dalla pioggia, dal freddo e dalle numerose gallerie in cui ci si ricorda che la locomotiva è diesel, mi sono venute delle belle foto. Soprattutto nel viaggio di ritorno quando, a sorpresa, il cielo si è aperto proprio nella parte più spettacolare del percorso.

IMG_5413-0.JPG

Mare mosso

Oggi tappone di trasferimento da Wellington a Christchurch. La mattina era grigia e ventosa e il traghetto ne ha risentito. Le prime due ore del passaggio tra l’isola nord e quella sud sono stati difficoltosi e caratterizzati da un beccheggio importante. Poi il tutto si è calmato e io mi sono ritemprato con la soup of the day e le patatine fritte. Una volta attraccati ci attendevano quattro ore di auto, in un paesaggio sempre più selvaggio, sotto una stellata come ne avevo viste poche. (considerando la luna).

20140806-193843-70723126.jpg

Un’ottima cena

Questa sera ci siamo concessi una bella cena di pesce allo Shed 5, ristorante sul molo di Wellington di proprietà dello chef, a quanto pare rinomato, Simon Gault.
Mi sono tolto lo sfizio di provare delle ostriche locali e devo dire che oltre a essere davvero buone erano anche decisamente diverse rispetto a quelle che avevo assaggiato in passato e in genere provenienti dal nord della Francia. Erano molto più corpose e con una consistenza maggiore. Stesse differenze che avevo già visto in questi giorni tra le cozze nostrane e quelle locali. La cena è poi proseguita con un ottimo pesce, di cui nessuno di noi quattro è riuscito a capire il nome e con un dolcetto al cioccolato che in fondo è stato il punto debole del tutto. Rapporto qualità prezzo decisamente buoni e materie prime di qualità.

20140806-095529-35729861.jpg

Sembra fatta apposta per me

Qualche giorno fa passammo casualmente a fianco dello stabilimento della birra Tui, a quanto pare molto diffusa qua. Una sosta fu d’obbligo, anche all’annesso negozietto dei gadget. Potevo farmi sfuggire la maglietta che vedete in foto? Date le iniziali, sembra fatta apposta per me!

20140806-081321-29601010.jpg

Una volta sola

Quando viaggio cerco di guardare e capire il più possibile di quello che mi circonda. La mia ottica è però, per così dire, ordinaria. Qua invece mi capita di guardarmi intorno e pensare che sono così dall’altra parte del mondo che ogni singola cosa non la rivedrò mai più in vita mia. Neppure in Armenia e in Islanda, i miei viaggi più particolari fino ad oggi, avevo mai avuto questa sensazione. C’è sempre l’idea che magari un giorno ci tornerai. Qui no. Fa una strana impressione.

20140805-153800-56280540.jpg