Archivio dell'autore: Puck74
Abiuro (ma non troppo)
Ieri sera sono stato al concerto di Milano degli Elio e le storie Tese. Non ricordo più quanti loro concerti ho visto in totale, basti dire che al primo frequentavo ancora i primi anni delle superiori. Soprattutto negli ultimi anni ne ho saltati diversi perché, nonostante resti un loro grande fan, dal vivo qualcosa non mi convince del tutto. Soprattutto la scelta delle scalette: dal loro repertorio fanno delle selezioni a mio avviso spesso discutibili. Inoltre il loro tende spesso a diventare più uno spettacolo che un concerto, con un copione più che un canovaccio.
Ieri sera mi sono dovuto ricredere, almeno parzialmente. La scaletta è stata una delle migliori degli ultimi anni, anche se si è sentita la mancanza delle canzoni in cui Rocco Tanica (assente) ha un peso maggiore. Anche il ruolo di Mangoni è stato misurato, meno invasivo di qualche anno fa. Questa però è una tendenza che si era già vista negli ultimi anni. Il vero problema però è stata la durata, inferiore alle due ore. Ci dovrebbero essere dei validi motivi ma resta sempre l’amaro in bocca quando un concerto è così corto. Sono stato comunque contento di non aver venduto il biglietto, come avevo pensato di fare in questo giorni.
Come sempre “Forza Panino”
Ancestrali ricordi inutili
La memoria è una brutta bestia. Ci si dimentica di cose recenti, anche di una certa importanza, per ricordarsi invece cose vecchissime di risibile utilità. Io dico sempre che mi piacerebbe liberare un po’ la mia RAM da informazioni inutili per poterne immagazzinare di più fra quelle recenti. Qualche esempio di inutili ricordi? Mi ricordo, dai tempi in cui seguivo di più il tennis, che Romano Grillotti era un noto arbitro di tennis quando seguivo questo sport stabilmente. Soprattutto ho un ricordo delle elementari. Come quasi tutte le classi milanesi di quegli anni, facemmo la gita alla redazione e alla tipografia de Il Giorno. Ci dissero di guardare bene che strada facemmo, per scriverlo poi nel tema. Allora ci facemmo una cantilena per ricordarsi le fermate della linea 2. Ancora oggi quando salgo sulla verde il primo pensiero è “Lanza Moscova Garibaldi Gioia”.
Essere storditi
Sono la quintessenza dell’essere stordito. Stasera devo andare ad un concerto ma stamane avevo altresì un appuntamento di lavoro piuttosto formale. Incredibilmente prima di uscire di casa, sono riuscito a ricordarmi di fare la borsa con un cambio veloce, così da poter andare direttamente dopo il lavoro.
Che bravo che sono! Sì… Peccato abbia dimenticato il biglietto del concerto a casa…
Michele, Narciso e l’intrigo nella moda
L’intrigo della moda arriva quando meno te lo aspetti e non è un crescendo costante: quando scoppia sembra che tutte l’avessero sempre saputo e si fossero mosse di conseguenza. Un giorno un nome è un emerito sconosciuto, il giorno dopo non puoi passeggiare in centro senza imbattertici. Due esempi delle ultime stagioni? Narciso Rodriguez (e già qua… Vogliamo parlare del nome? Mi auguro che sia uno pseudonimo) e Micheal Kors. Di quest’ultimo i negozi sono apparsi come funghi e se provi a fare una ricerca su google (come ho fatto io poco fa per verificare come si scrivesse), la composizione automatica te lo rimanda come risultato suggerito prima degli altri Micheal: Jackson e Jordan. Io tra l’altro avrei voluto veder apparire anche J. Fox…
Tant’è. Quando noto queste cose non posso non canticchiare una canzone degli Elio e le storie tese.
Veganesimo emotivo
Dal dialogo con un’amica
“Togli le fette di salame dagli occhi, mettile in una michetta e mangiale”
“Emotivamente sono vegano” 🙂
“Allora togliti le fette di tofu”
Non ci sono più le banche di una volta
Non ci sono più le banche di una volta. Non parlo dei grandi istituti, intesi nel senso no global del termine. Parlo delle piccole e singole filiali. Mi sono reso conto che tutto era cambiato quando ho iniziato a vedere all’ingresso cartelli del tipo “questa filiale non dispone di contanti” o qualcosa del genere. Ma come? Sei una banca e non hai contanti? a chi devo chiederli allora??? Il passaggio successivo è stato quasi consequenziale: meno contanti, meno appetibile per rapine, non serve più la guardia giurata. Così il paffuto poliziotto provato che prima stazionava stabilmente all’ingresso e stato sostituito dalla videosorveglianza. Però, per fare ai clienti la sensazione di maggiore vigilanza, è stato posto un televisore che in teoria mostra l’immagine dell’agente che controlla i monitor. Non credo di essere l’unico malfidente che si è chiesto se l’immagine fosse in diretta e così alle spalle ora campeggia quasi sempre un orologio con datario. Al malfidente che è in me però resta ancora un dubbio: quante filiali contemporaneamente dovrebbe controllare una sola tele-guardia?
L’action figure del gatto di schrodinger
Da tempo vanno di moda, più all’estero che da noi, le collezioni di piccole statuette che si acquistano a scatola chiusa. Ogni serie ha un certo numero di personaggi di diversa rarità. Quando prendi una confezione, in genere di modico prezzo, non sai cosa trovarai dentro. Diciamo che è una cosa molto Nerd che stimola il collezionismo. L’apertura della confezione è sempre il momento topico: cosa si troverà dentro? Un doppione? Una rarità? Una schifezza? Un po’ come il gatto di schrodiger puoi essere tutte queste cose contemporaneamente. Lasciare allora chiuso conservando l’illusione? Naaaa

Da un Jackson 5 all’altro
Quando viaggio io finisco sempre per pensare molto e per ascoltare molta musica. Ecco che quindi mi è venuto in mente un pensiero sulla discografia dei Jackson 5 (con chiosa finale che non c’entra).
Una volta mi trovavo molto nella canzone:
Ve l’ho proposta nella scena di Clerks 2 che adoro, anche perchè è quella in cui la stupenda Rosario Dawson cerca di insegnare a ballare ad un impacciato protagonista del film, in cui mi rivedo molto sotto questo aspetto.
Ora invece mi verrebbe da cantare:
E leggendo questo, c’è gente che mi canterebbe : 😀

