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Pt & Furious

Giusto ieri vi parlavo della mia auto. Oggi altro appassionati mi segnalano come un esemplare modificato appaia nel trailer di Fast & Furious 7. Tralasciamo per un attimo commenti cinematografici… Guardate al secondo 36 l’auto che esce sulla destra.

La fantasia tua e la fantasia di qualcun altro

Si sa. Quando si legge un libro, immagini i personaggi come vuoi. Ognuno lo fa. Quando poi da un libro nasce un film devi sottostare all’idea che il regista (o più spesso la produzione…) ha di un personaggio. Lo dico spesso, sono un fan di Nick Hornby e devo dire che i protagonisti dei film ispirati ai suoi romanzi mi avevano abbastanza soddisfatto. Lo Hugh Grant di About a boy, il Colin Firth di Febbre a 90°, il John Cusack di Alta fedeltà. Tutti attori compatibili con l’idea che mi ero fatto dei rispettivi personaggi. Oggi mi imbatto nel dvd del film (di scarso successo) Non buttiamoci giù. Delusione delle delusioni. Nessuno dico nessuno dei personaggi è come me lo ero immaginato. Potrei non vedere il film solo per questo.

Ps in caso di presenza di sdmc sul titolo del post, consiglio questo link

Italy in a day

Ieri sera ero all’Apollo di Milano per vedere l’unica giornata cinematografica di Italy in a day, docufilm per la regia di Gabriele Salvatores. Si tratta della versione italiana di una produzione di Ridley Scott. In pratica è stato chiesto a chiunque di mandare i propri filmati girato in un particolare giorno.
Il tutto è stato montato per raccontare una giornata degli italiani. Il risultato è decisamente bello, proprio cinematograficamente parlando. Nei contenuti poi è toccante. Salvatores ha affiancato con sapienza momento leggeri ad altri toccanti, riuscendo a non risultare quasi mai pesante. Come dicevo, sabato sera dovrebbe essere su Rai 3. Ve lo consiglio anche se in tv la resa non sarà la stessa del grande schermo, per una questione più di coinvolgimento che tecnica.

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Red Army

Nonostante negli anni abbia preso in giro il Milano Film Festival (più che altro una parte dei suoi appassionati), quest’anno avevo iniziato a guardarne il programma con occhi diversi. Per un breve lasso di tempo avevo pensato di fare l’abbonamento. Più realisticamente avevo puntato un paio di titoli decisamente interessanti. In cima alla lista c’era Red Army. Si tratta di un docufilm (credevo un film vero e proprio e invece…) che parte dalla storia di Slava Fetisov per raccontare dalle sue parole cosa fosse la cska e la nazionale russa di hockey durante la guerra fredda. In pratica una macchina da propaganda. Interviste e filmati storici sono montati con molta sapienza, alternandosi con gran ritmo e una cura dei particolari che fa raccontare molto anche ai silenzi degli intervistati, più che alle loro parole. Oltre all’aspetto politico c’è anche quello sportivo perché se non segui l’hockey non puoi capire fino in fondo cosa sia la scuola russa rispetto a quella nordamericana e come siano intrinsecamente diverse. Un must.

Per chi poi vuole approfondire un particolare evento narrato nel film, consiglio  The Miracle: pellicola americana che racconta “alla americana” la semifinale di Lake Placid tra lo squadrone russo e gli universitari americani. Match ribattezzato dai giornalisti “The Miracle on ice”. Ricordo che poi un giocatore di quella formazione ha vinto  Lo Scudetto (con le maiuscole) del H.C. Milano Saima: Mark Johnson

Inciso: l’utenza era quasi esattamente quella che mi aspettavo e di cui avevo parlato in un vecchio post che non ritrovo più.

Un’ottima sceneggiatura

Oggi, scanalando sonnolente dopo pranzo, mi sono imbattuto in Will Hunting, genio ribelle. Ad un certo punto c’è questo monologo:

Se ti chiedessi sulle donne. Probabilmente mi faresti un compendio delle tue preferenze. Potrai perfino aver scopato qualche volta. Ma non sai dirmi cosa si prova risvegliandosi accanto ad una donna e sentirsi veramente felici.

Se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile. Non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi. Sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te. Per saltarti dagli abissi dell’inferno.

Trovo che sia una delle più belle descrizioni dell’essere innamorato. Tutto sommato sono contento di potergli dare ragione. A ragion veduta.

Il tarlo in testa

Io non ho una buona memoria. Ve ne parlavo in un recente post. O forse no, era solo una bozza che forse ho buttato. Non so, perché come vi dicevo ho una pessima memoria. Capita così che magari mi venga in mente un film ma non ne ricordi il titolo, in attore o uno sportivo e non ricordi il nome. Questa sera mi è venuta in mente la citazione da un film… Sì, ma da quale? Per fortuna che c’è google e soprattutto per fortuna che c’è gente che mette qualunque cosa in rete. Posso dormire ora.

Ps la citazione era “quello intinge il cazzo negli steroidi” e il film era “The Commitments”

Peccato non averlo fotografato

clerks-1-vs-2-T-egpdKRDomenica andavo con amici a prendere il sole in una spiaggia appena dopo Lecco. Nonostante guidassi, mi guardavo in giro ad osservare il paesaggio. Ad un certo punto una cosa ha attirato la mia attenzione, non poteva essere altrimenti visto quanto io sia patito di Kevin Smith e del suo Clerks: il negozio di un distributore di benzina aveva le saracinesche abbassate ma uno striscione esposto con la scritta “siamo aperti”. Proprio come avveniva nel famoso film. Purtroppo non ho avuto la prontezza di riflessi fermarmi, ripromettendomi di farlo al ritorno. Purtroppo poi facemmo un’altra strade e così mi è rimasto questo piccolo rimpianto. Compenso solo in parte con un fotogramma del film.

 

Commedie sentimentali italiane

Stasera ho avuto la malaugurata idea di provare a vedere “Passione Sinistra”, una commedia sentimentale italiana che per imprecisati motivi mi era anche venuta voglia addirittura di vederla al cinema. Risultato: dopo mezz’ora ho alzato bandiera bianca. Onestamente non mi piaceva proprio. Le commedie sentimentali non mi piacciono più come una volta o non ne fanno più come una volta? Probabilmente la seconda ipotesi, in particolar modo se parliamo del cinema italiano. L’unica che di recente è riuscita a strapparmi un sorriso è “Tutta colpa di Freud”, di cui quindi vi lascio il tema, scritto e interpretato da daniele silvestri.