Archivi categoria: Giorno Marmotta
La conquista del bagno turco (e altre storie)
Ieri sera sono andato in palestra. Dopo le fatiche turistiche del weekend, bramavo soprattutto la sauna e il bagno turco che mi sarei concesso in coda agli esercizi. In tutta l’area benessere campeggiano ben visibili gli inviti al silenzio, tranne nel bagno turco. Anche lì si è invitati al silenzio ma la cosa è segnalata da un piccolo cartello a lato. Risultato? Il chiacchiericcio regna spesso sovrano, perché per la mentalità italica il buon senso non esiste: servono gli espliciti divieti. Torniamo a ieri sera. Entro in bagno turco e trovo due coppie di donne. Non è stato difficile temere il peggio: chiacchiere non stop anche a volume elevato. Ho dovuto prolungare la mia permanenza per aspettare uscissero e, devo dire, ne è valsa la pena. Approfondiamo però il tema di quelle comari. Soprattutto una delle coppie parlava in modo animato e a volume alto. Impossibile non sentire. In pratica una delle due era sul punto di chiedere il divorzio. Mi ha fatto specie come non si curasse di farsi sentire dai più. Mi è tornata in mente la scena dello stadio di Harry ti presento Sally, quando lui si lamenta con l’amico che la moglie ha chiesto il divorzio e che il tipo incazzoso dei traslochi avesse saputo della cosa prima di lui. Mi sono sentito quel tipo dei traslochi.
L’ultimo strudel della pasticceria Zeni
I miei sono andati in montagna (Pinzolo – Val Rendena) questo weekend e sono tornati con una brutta notizia. La pasticceria Zeni, quella storica del paesello (Spiazzo Rendena) dove per anni abbiamo avuto la casa, con ieri cessava definitivamente l’attività. Non solo era una pasticceria storica ma anche quella che faceva il mio strudel preferito. Fortunatamente sono tornati non solo con la brutta notizia ma anche con uno strudel. Mentre vi scrivo sto mangiando quella che è probabilmente l’ultima fetta che assaporo e lo dico con molta tristezza.
Grazie di tanti anni di dolcezza.
Ecco un articolo in merito, da cui ho tratto anche la foto.

Legge di Bio Massa sulle priorità lavorative
Non esistono lavori urgenti ma solo persone in ritardo
Mi sembrano delle sante parole per chiudere un venerdì lavorativo ante ponte del 2 giugno.
Tubetti di super colla
Qualcuno di voi è mai riuscito a finire un tubetto di super colla? Dai, avete capito, non fatemi dire il nome di una marca (anche se la potete vedere dalla foto). Quando lo acquistate magari fate come me: cercate quello più piccolo possibile. Del resto sono piccoli, solo pochi grammi. Che ci vorrà a finirlo? Mi dico sempre. Tanto più che si finisce per acquistarlo sempre quando effettivamente serve subito per qualcosa. Una volta utilizzato, provate ogni sistema per riporlo nel modo adeguato: svuotare bene il beccuccio, chiudere bene, magari infilare anche un ago nel tubetto per far sì che non si secchi. Tutto inutile. Ogni volta che poi mi serve è inesorabilmente secco o inutilizzabile. Lo si ricompra e si riparte da capo.
Soluzioni per uscire dal circolo vizioso? Io forse ne ho trovata una: il vasetto col pennellino. Per ora sembra funzionare… Anche se sono ben lungi dal finirlo.
L’emofilico più veloce del mondo
Io sono emofilico. Di questo non ho fatto mai mistero, soprattutto perché non c’è nulla di cui vergognarsi. È una malattia genetica. Ce l’ho. Ci convivo. È una malattia rara ma talvolta capita che qualcuno di noi salga agli onori della cronaca. Già vi scrissi per parlavi del mio “collega” britannico Dowsett, che un paio d’anni fa vinse una tappa del Giro d’Italia. Oggi sono ricapitato per caso sulla sua pagina di Wikipedia e ho notato due cose. La prima è che il fatto che sia emofilico è menzionato giusto nelle sue note biografiche, giusto per dire che lui è un ciclista professionista e emofilico, non un emofilico e ciclista professionista. La seconda è che all’inizio di maggio ha stabilito il nuovo record dell’ora di ciclismo su pista, lo stesso record che noi ricordiamo per le imprese di Moser negli anni 80. Un bravo a lui e un monito: non sarò mai veloce come lui magari qualche acciacco in più ce l’ho, questo non vuol dire che non possa fare le cose di tutti i giorni… O magari tenere in braccio qualcosa o qualcuno.
Nb non ho nulla che bolle in pentola, solo un riferimento a una frase che mi dissero tempo fa…
Sono falliti. Anche per colpa (anche) mia?
No, la mia attività professionale in questo caso non c’entra. La cosa riguarda il mio blog che, da oltre dieci anni vivacchia coi suoi pochi lettori, praticamente senza pubblicità e sostenendo solo il costo del dominio. Il grosso di voi che capita su queste pagine lo fa tramite due sistemi: o vi siete registrati tramite wordpress, e fate quindi parte di quei quasi 120 blogger che ricevono i miei aggiornamenti nell’aggregatore, oppure siete mie amici su facebook e vi trovate sulla vostra bacheca le mie amenità. Quest’ultima fonte di visite si è abbastanza prosciugata nell’ultimo mese. Il motivo è presto detto. Per la condivisione dei post usavo un’app interna a facebook, rssgraffiti. Questa ha chiuso col 30 aprile. Capitando ora sulla loro homepage ho scoperto il motivo: delle 300.000 pagine che aggiornavano, solo circa 500 erano soggetti iscritti a pagamento. Hanno quindi dovuto chiudere per mancanza di introiti.
Mi sono sentito in colpa. Potevo metter mano al portafoglio. Anche se in fondo chi di voi lo farebbe se la versione free di un servizio copre già tutte le vostre necessità?
Mi sono quindi messo alla ricerca di un’alternativa e ho trovato un servizio molto simile dlvr.it. Mi sono registrato e poi mi sono detto: ok, vediamo un po’ però quanto costano… se fosse una spesa accessibile potrei anche farla. Dieci dollari al mese. Sinceramente un po’ troppi. Fino a 20-30 dollari l’anno ci sarei anche arrivato ma con prezzi così non attireranno certo i piccoli blogger amatoriali.
Stop vivisection?
Chi di voi ascolta Virgin Radio, o altre radio anche non del medesimo network, è stato tempestato dalla pubblicità che invitava a sottoscrivere la petizione Stop Vivisection. Questa iniziativa popolare aveva il fine di smuovere il parlamento europeo al fine di sospendere la sperimentazione medica sugli animali.
Come sapete se mi conoscete, sono solito dire che se non fosse per questa sperimentazione, io da tempo guarderei l’erba crescere da sotto. La mia posizione in materia quindi è decisamente formata da tempo. Ieri mi è stato girato un interessante articolo dell’inverno salute se Il Sole 24. Ne consiglio la lettura a tutti, indipendentemente dalla vostra posizione.
Sempre più nella plastic society
Non so chi di voi abbia la carta PAYBACK. In pratica è una carta fedeltà multimarca. Non l’avevo mai fatta ma, ora che ci sono le app che consentono di non avere fisicamente la tessera in portafoglio, non trovavo motivi per non farla. Leggi il resto di questa voce

