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La devo smettere di prendere la 90
La 90, una delle poche (e storiche) linee di filobus rimaste a Milano, è anche una delle più inquietanti. Sarà perché gira in alcune delle zone meno raccomandabili, sarà per preconcetto, sarà quel che sarà. Fatto sta che stasera verso le 20.30 ero seduto che mi facevo i fatti miei (leggi: giocavo a candy crush) quando mi si avvicina una tipa sui 50 anni. Un metro e sessanta scarsi. Una che non brillava certo per finezza. “Mi scusi” mi fa “devo mandare una foto col cellulare, mi può dire quale è meglio? Sa, è per un uomo” oh melma, penso tra me e me, non potevo prendere la metro? Mentre scartabella sul Samsung io inizio a temere il peggio. Per fortuna niente di compromettente: due foto di lei in piedi di fianco ad un quadro. Le dico la mia a monosillabi. “Ma è sicuro?” Sì “questa?” Melma te l’ho già detto! Si rassegna ringrazia e si dilegua.
Amo i mezzi pubblici ma la 90 no.
Analisi del 2014
Come ogni anno, WordPress mi ha gentilmente fornito le statistiche relative all’anno appena concluso. Lo ammetto, proprio quando compiva 10 anni il mio blog ha avuto un exploit inatteso. Le visite e la partecipazione sono di molto aumentate e questo non puo’ che farmi piacere.
Quindi un grazie a tutti voi che ogni giorno passate a leggere le cavolate e le cose più serie che mi passano per la testa.
Se siete curiosi, guardate il riassunto di un anno di blog (cliccando sull’immagine sottostante).
NB Ironico notare che l’articolo più letto è un pezzo del 2013 che per strani motivi è finito in alto nelle indicizzazioni dei motori di ricerca e quasi ogni giorno porta almeno uno o due visitatori.
Ecco un estratto:
La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 22.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 8 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.
Parigi, Aleppo e purtroppo molti altri posti
Stamane avevo già impostato la pubblicazione sul blog dell’articolo che vi riporto in calce. Ieri sono stato molto in dubbio se rimandarne o meno la pubblicazione, per colpa dell’assurda strage di Parigi. Purtroppo però ogni strage è assurda e troppi sono i morti per colpa o in nome del proprio credo religioso. Ho letto su internet anche chi si è scagliato contro le religioni, causa di queste lotte. Personalmente la trovo una cosa assurda. L’odio di queste persone non ha giustificazione e fondamento nella religione, solo pretesto. Fossimo in un mondo ateo ci sarebbero la nazionalità, la politica, la razza o chissà quale altra motivazione.
Vi lascio alla lettura. Per non dimenticare nessuno.Da Aleppo a Yerevan: il dramma degli armeni di Siria / Conflitti / Guerra e Pace / Guide / Home – Unimondo.
Confondere la Polizia per un Taxi
Una volta su Radio Deejay c’era la rubrica Piccoli Criminali Crescono, tenuta dal Previ. Forse c’è ancora. Nel caso gli segnalo la sottostante notizia.
In pratica (vicino a casa mia) un soggetto ha fermato un’auto della polizia credendolo un taxi. Si è scoperto essere senza permesso di soggiorno e, visto che stavano per portarlo in questura, ha pensato bene di tirare un cazzotto al poliziotto a tentare la fuga. L’unico risultato è stato quello di finire diretto a San Vittore. Complimentoni. Vi lascio alla lettura completa della notizia.
Amara considerazione
Ci sono momenti della vita in cui ci si accorge che qualcosa è cambiato. Si potrà anche tentare di resistere ma presto o tardi si dovrà accettare la cosa come un dato di fatto.
Io ho iniziato a maturare questo pensiero questa mattina, salendo sulla bilancia. Settantaquattro chili e cento grammi. Settantaquattro chili e cento grammi. A maggio ero sessantasette.
Sinceramente ero troppo magro ma c’erano delle motivazioni. A settembre e fino a natale veleggiavo tra i settanta e i settantuno. Tutto sommato lo consideravo il mio peso standard. Io mi ero sempre vantato del mio metabolismo che mi consentiva di mangiare molto senza ingrassare. Ero l’odio di amici e amiche. Settantaquattro chili e cento grammi. Devo forse rassegnarmi che passati i quarant’anni anche il mio metabolismo ha allentanti un buco della cintura? Sigh. Amaro sigh.
Va bene andare nelle città d’arte ma…
Nei telegiornale, ad ogni festività comandata, si sentono frasi del tipo “prese d’assalto le città d’arte”. Non ho sentito nessun organo d’informazione oggi ma immagino l’abbiano detto. Bhè, questo ponte dell’epifania sono stato a Venezia che rientra a pieno in questa categoria. Gente in giro in effetti parecchia, però fa un po’ senso rilevare che i posti dove ho fatto meno coda (anzi, zero coda) sono i musei. Ve bene che siamo andati più sulle temporanee di arte moderna e fotografia però… Ora provo ad andare a palazzo Ducale e se mai vi dico.
Se però andate in una città d’arte, andate a vedere anche un po’ di arte 🙂
Spigolature veneziane (e zone limitrofe)
– gli spritz costano un terzo che a Milano. Risultato: in due giorni non ho bevuto neppure una birra.
– l’acqua me la ricordavo più melmosa.
– i bacari sono una figata, tumulatemi in una frittura
– non c’è coppia che a Venezia non diventi appiccicosa.
– la gente si fotografa davanti al ponte dei sospiri pensandola una cosa romantica.
– i cellulari col gps sono fantastici
Sono vecchio gggiovane
Mi sto rendendo conto, essendo stato un Nerd della prima generazione, che ormai sono vecchio anche nelle cose da gggiovani, come per esempio gli emoticons. Già il fatto che li chiami così dimostra tutta la mia età. Ancora di più mi rendo conto che io li faccio ancora old stile. Per me la faccina che sorride non è l’iconcina con lo ste ma duepuntimenochiusaparentesi. Se poi il programma me lo converte da solo, tanto meglio.
Lo so, anche nel mio essere Nerd sono vecchio.

