Archivi categoria: Giorno Marmotta
La leggenda metropolitana del freddo secco
Da milanese e amante della montagna ho sempre sentito la classica frase “eh… lì la temperatura è più bassa ma lo senti meno perché il freddo è più secco”. Non so se capita anche dalle vostre parti ma il milanese in trasferta lo dice spesso, comparando il freddo “umido” di Milano. L’ho sempre reputata una mezza cavolata (al pari di “a Milano c’è sempre il pesce più fresco”). Poi ieri sera, tornando da Londra, mettendo il piede sulla scaletta dell’aereo a Malpensa, sono stato assalito da un’umidità bastardaporca. Stamattina idem. Eppure Londra non è certo famosa per il suo clima secco. Vuoi dire che un fondo di verità nella storia del freddo umido di Milano ci sia?
Un po’ di glam anche in Armenia
Quando faccio il mio monologo sull’Armenia, mi soffermo sempre a dire che quasi tutti i cognomi che finiscono per “ian” sono Armeni. Fra i vari discendenti famosi di armeni cito sempre Aznavour (che farebbe Aznavourian) e il papà di André Agassi (che faceva Agassian). Altre esempio famoso sono le famigerate Kardashian, Kim su tutte. Queste versioni al cubo di Paris Hilton pare che ora abbiano deciso di ritrovare le proprie origini e di farsi un bel viaggio nella terra dei loro avi. Saranno interessate, come lo ero io, ai famosi monasteri?
Ticinonline – Le Kardashian si preparano a visitare l’Armenia.
Anche i nerd vanno a pesca
Spulciando la mail che quotidianamente uno dei miei siti di riferimento per cavolate elettroniche mi manda, ho trovato questo oggetto:
Wireless Sonar Sensor River Lake Sea Fish Finder .
Un sonar che ti segnala il fondo del lago in cui sei e l’eventuale presenza di pesci, assieme ad altre informazioni come il fondale e la temperatura dell’acqua. Sono abituato ormai agli orologi gps per golfisti che ti danno precisamente la distanza dalla buca, ma questo ritrovato della tecnologia mi mancava…
Alta tecnologia
Oggi su facebook guardavo l’annuncio per la vendita di un Commodore 64. Quello (o un amiga 500) mi sa che prima o poi me lo piglio… Comunque, non divaghiamo. Il computer in questione è un ottimo stato, compreso di scatola e tutto. Una delle foto a corredo dell’annuncio ha scatenato un vecchio ricordo.
Quando ero alle elementari, passavo con la mia famiglia l’estate in Trentino e ovviamente mi portavo dietro il Commodore. Ai tempi le linee elettriche non erano il massimo in termini di sbalzi di tensione, così come il Commodore è un bell’oggettino ma pur sempre degli anni 80. Il trasformatore era dotato di uno sportellino, che si apriva per consentire di cambiare il fusibile, parte che con gli sbalzi di tensione saltava spesso. Una scatola di fusibili era quindi indispensabile per una vacanza serena. Bei ricordi.
Irving Penn, Resonance | Palazzo Grassi
Tra le diverse mostre che ho visto nella mia trasferta veneziana, di sicuro quella che mi è più piaciuta è quella fotografica di Irving Penn a Palazzo Grassi. Forse non razionalissima nella sua composizione (un paio di sale erano a tema “misto fritto di quello che ci è rimasto”) ma sicuramente esaustiva sui diversi filoni tematici seguito dal fotografo. Credo che ormai fosse in scadenza quindi non so se riuscirete a vederla, però intanto vi do il link.
Diversità culturali…
Preambolo citando la canzone “Via del Campo” di De Andrè: Dal letame nascono i fiori, dai diamanti non nasce niente.
Tutto questo per giustificare una cosa interessante che ho scoperto (omg…) dopo che una mia conoscenza ha ripreso un tweet di Salvini.
Ero totalmente all’oscuro del fatto che esistesse una “Dichiarazione Islamica dei diritti dell’uomo”.
Riprendo Wikipedia che dice “La Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo, proclamata il sabato 19 settembre 1981 presso l’UNESCO a Parigi, è la versione islamica della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Si è resa necessaria per il fatto che la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo non è compatibile con la concezione della persona e della comunità che ha l’Islam.” Vi rimando All’intera lettura se non altro della pagina di wikipedia (vedi link di poco sopra).
Fuor di polemica, trovo uno spunto interessante che le culture siano così diverse da non potersi trovare concordi su di un testo comune su una cosa come i diritti dell’uomo.
La triste vita del Re Magio da Presepe
L’epifania tutte le feste si porta via, recita un noto adagio. Quindi il 6 gennaio sarebbe norma smontare albero e presepe. Peccato che, per chi è stato abituato a costruire il presepe in un certo modo, è anche il giorno in cui i Magi concludono la loro marcia di avvicinamento. E tu gli smonti tutto proprio quel giorno? Un po’ come se tu ti fai tanta strada per andare a una festa e appena arrivi se ne vanno tutti. Ecco che quindi io lascio il presepe ancora qualche giorno, in onore dei poveri Magi.
Ok va bene, lo ammetto: per quel motivo è perché non ho voglia di mettere via tutto…
Della malfidenza e delle aste da selfie
Ormai uno degli articoli più spesso offerti dai vu cumprà (definizione vetusta che dimostra la mia età ma chiamarli “ambulanti” mi sembra offensivo verso chi quel genere di lavoro lo fa legalmente) è l’asta per farsi i famigerati selfie con lo smartphone. Oltre a far sembrare un po’ un fesso chi lo usa, dimostra la poca fiducia nel prossimo che ormai abbiamo. Una volta non era certo un problema chiedere a qualcuno di farci una foto, ora preferiamo un’asta piuttosto che dare un nostro oggetto in mano ad un perfetto sconosciuto.



