Archivi categoria: Giorno Marmotta

Ode alla bassa tecnologia

Dopo tanto tempo che ci pensavo e dopo tantissimo tempo da quando gli ebook reader sono usciti sul mercato, mi sono deciso a comprare un kindle. Ho fatto una scelta ben precisa, motivata in ogni dettaglio e al momento ne sono soddisfattissimo.
Ho preso il modello di base da 59 euro.
Non mi interessava la retro illuminazione perché cercavo veramente qualcosa che mi rilassasse la vista dopo tutto il giorno al monitor.
Non lo volevo touch screen perché, pensando di non prendere custodie, lo volevo poter buttare in tasca senza paura che si accendesse.
Lo volevo costasse poco perché non ero sicurissimo di usarlo e poi non volevo un doppione dell’ipad.
Come dicevo, fino ad ora sono entusiasta. Leggerissimo, piccolo ma non troppo, di facile utilizzo. Consigliatissimo.

I giardini segreti di via Terraggio

C’erano una volta i giardini “segreti” di via Terraggio. Così vengono definiti nei primi risultati che emergono da una ricerca su google, così li definivo io fino a qualche mese fa. Situati a meno di cento metri dal bar Magenta, in zona Università Cattolica, grazie ad un accesso piuttosto nascosto era un’oasi silenziosa in pieno centro. Questo una volta. Ora purtroppo è stato aperto un locale di hamburger a due passi dal suo ingresso. Questo posto, gettonatissimo, non ha praticamente posti a sedere e così consiglia ai propri avventori di prendere da asporto e consumare nel vicino parchetto. Il risultato? I giardini non sono più così segreti e così il passaparola l’ha reso un posto dove in pausa pranzo si fatica a trovare una panchina. Speriamo che con la fine delle lezioni la situazione migliori, mi manca quella silenziosa mezz’ora in un posto che tra l’altro ha dei bei ricordi per me.

Vi lascio con un video, un po’ datato, che parla di questo piccolo giardino.

 

Miss “Combinata”

Se siete un minimo lettori assidui del mio blog sapete che sono un adepto del people watching. Non vuol dire (per forza) fare gli impiccioni ma semplicemente guardarsi attorno cercando di osservare e capire chi ci circonda e le diverse dinamiche.
Se poi siete anche voi tra coloro che amano guardarsi in giro, sapete che in qualsiasi ambiente, per grande che sia, si finisce col vedere sempre “le solite facce”.
Questo lungo preambolo per dire che ieri sera ero in palestra e come al solito mi guardavo in giro mentre mi allenavo. Ad un certo punto è arrivata quella che ormai ho soprannominato miss “Combinata”, poichè detiene il titolo di mia preferita (a mani basse) tra le solite facce che vedo spesso sia in metropolitana sia in palestra. Ok, stiamo parlando di un’intersezione abbastanza striminzita, in cui probabilmente c’è solo lei, ma farebbe comunque podio anche nelle due singole categorie. Non sono comunque qua per magnificarvi una ragazza con la quale non scambierò neppure due parole in vita mia ma per parlarvi di come divertito osservavo le dinamiche che la circondavano. Si è iscritta dopo di me, quindi da massimo un paio di mesi. E’ quindi catalogabile ancora come New Entry. Ieri sera l’ho incrociata un paio di volte, tra le diverse aree ed era bellissimo vedere la prevedibilità di noi maschi. Mentre era ai pesi continuava a passare qualche tipo supergonfio ad attaccare bottone. Ancora più divertente vederla mentre correva: erano ormai le 21.30 e la palestra iniziava a svuotarsi, lei su una macchina e tre gonfi schierati a fianco, quasi facendo finta di niente, con tutte le altre macchine libere. …e dire che i gonfi di norma non corrono MAI 🙂

Lo so cosa qualche persona polemica fra voi starà pensando: ma non è meglio fare che osservare? Certo che lo è! Osservare però è fondamentale per provare almeno a limitare i propri errori e io ho imparato (sul serio? l’ho imparato???) che si combatte solo nella propria categoria di peso (e non so parlando dei gonfi)

La valenza populista del caps lock

Lo ammetto, questa idea non è mia ma è di una conoscenza trasversale su Facebook (Roberta Penny Albano, che ci tiene a essere espressamente citata). Però è interessante e vale la pena approfondirla.

Di base ho sempre pensato, o meglio ho sempre saputo, che l’uso del Caps Look (per chi non fosse avvezzo: le maiuscole fisse) per scrivere in internet o comunque su mezzi telematici fosse un segno di maleducazione. Così infatti insegna la netiquette, che dice che l’uso della maiuscola equivalga al gridare. Oggi mi facevano giustamente notare che in un ambiente sempre più populista e in cui il dibattito è ridotto ad una gara a chi grida più forte, sempre più spesso il caps look è la prassi.

Anche qui si dimostra la poca educazione italica e la necessità di abbassare i toni.

Freddura

Semi bio… E semi che altro? 🙂

20140315-200154.jpg

Adoro la mia fisioterapista

Adoro andare dalla mia fisioterapista. È un mix tra un torturatore medievale, una zia simpatica e un po’ curiosona e una psicologa. Insomma, citando una canzone degli Elii (o meglio, un brano recitato all’interno di una loro canzone): fa bene al corpo e anche allo spirito.

Amico avvisato mezzo salvato

…poi non dite che non vi avevo avvertito 🙂

 

)

Quando l’abito fa il monaco

Ok, sarò un vecchio matusa prevenuto. Un nerd della prima ora che guarda con diffidenza le nuove leve. Però se mi avvicino, con curiosità e un po’ di diffidenza, ad un ebook che tratta il fenomeno del Twitter Markenting e poi mi trovo in copertina uno stereotipo di hipster con occhiali spessi e baffi a manubrio… la mia diffidenza cresce 🙂

GUARDA QUI