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“…settanta euro buttati…”
In genere non sono amante del trash su youtube ma sarò sempre grato al mio amico omonimo rhodense per avermi fatto conoscere forse il peggior recensore di videogiochi di tutti i tempi.
Non c’è neanche da perderci tanto tempo a spiegare il perché di questa affermazione, basta guardare due suoi video (tra l’altro fatti sulle demo…). Due titoli di ottimo livello liquidati da lui con un lapidario “…settanta euro buttati…”.
Meritevoli di sottolineatura i suoi commenti sugli sport americani (o più in generale su tutto quello che non è calcio) e alcuni commenti che definirei vagamente razzisti.
Sono un po’ ticinese
Io sono sempre stato un po’ irredentista, nel senso che secondo me il Canton Ticino e l’Istria dovrebbero essere territorio italiano, così come posso anche concedere l’autonomia all’Alto Adige. Sulla Valle d’Aosta in compenso non ho mai avuto un’opinione. Massì, teniamocela.
Tutto questo per dire che a rimorchio di un noto giornalista di Saronno, in questo periodo vado spesso in Canton Ticino a vedere l’hockey su ghiaccio. L’Ambri Piotta per essere precisi.
Mi sto quindi appassionando anche alle vicende locali. In quest’ottica ho trovato due siti stupendi!
Il primo è Ticino News, piuttosto rigoroso ma con dei risvolti comunque spassosi. L’altro è TicinoLibero, decisamente di taglio più sensazionalistico-politico. Sono ormai le mie droghe rss/tweet della mattina. Presto inizierò a linkarvi anche qualcosa.
Alta Fedeltà
Ieri sera, rientrando dall’ufficio, mi è venuta una insana voglia, degna del protagonista di Alta Fedeltà di Nick Hornby: risistemare la mia collezione di cd. Ne sono saltate fuori cose totalmente dimenticate, ecco alcune chicche, ovviamente tutte originali:
– due cd di Irene Lamedica
– un singolo dei Jimmie’s chicken shack
– un album della Pausini in spagnolo
– due greatest hits di weird al jancovic
– un numero di cd di Paola e Chiara su cui preferisco soprassedere ma che non rinnego.
…altre chicche arriveranno.
Ovviamente il lavoro è stato lasciato a metà…vedrò di finirlo le prossime sere. Se l’avessi fatto tutto in una serata non sarei stato io 🙂
Lesley-Ann Poppe: nuda su Playboy la Benedetta Parodi del Belgio
Bonsai Tv è uno dei miei siti di riferimento per notizie inutili…e questa è veramente da top ten del 2012. Tanto di cappello a chi si è inventato il titolo molto ammiccante, che io ho bellamente rubacchiato…
Poi… Con un cognome così…
Lesley-Ann Poppe: nuda su Playboy la Benedetta Parodi del Belgio.
Terminiamo con un piccolo assaggio…direi che loro sono messi molto meglio di noi e anche Caressa farebbe volentieri a cambio!

Discorsi tra uomini
Noi uomini abbiamo un rapporto decisamente più sano e spontaneo col nostro corpo e con le sue produzioni. Per esempio ieri sera tra amici ci siamo trovati a fare un discorso su determinate emissioni corporee e sulla loro gestione (leggi: mascheramento) nell’ambito del rapporto di coppia. Alzi la mano, senza false ipocrisie, chi non ha avuto di questi problemi almeno una volta! 🙂
Confessioni di un pokerista geneticamente perdente (1a parte)
No, questo non vuol essere un post sul fatto che al poker sono sfigato. Tutt’altro. E’ il primo di due post strettamente collegati, in cui faccio una disamina sul mio rapporto col poker e col poker online in particolar modo.
Per me il Texas Hold’em nasce e ha ragione d’essere live. L’online l’ho sempre vissuta come un’appendice secondaria e non fondamentale. So di essere forse in minoranza a pensarla così. Leggo interviste di “famosi” pokeristi online che dicono che non giocherebbero mai live. Bah…facciano come vogliono ma se la pensano così è perchè come giocatori non sono completi. Il poker, senza la componente umana e psicologica che inevitabilmente si puo’ vivere pienamente solo live, è uno sport monco.
Detto cio’, sappiamo che in Italia non si puo’ più giocare nei circoli e così mi sono ridotto a giocare online. Però io geneticamente gioco in perdita, non perchè non sappia giocare (ok, non sono Gus Hansen ma non sono neppure l’ultimo dei donk) ma perché per le motivazioni di cui sopra, io tendo a giocare i sat per i grandi eventi nei casinò. Quindi quel poco che investo, è destinato quasi sicuramente a essere perso, almeno fino al giorno in cui vincerò un pacchetto premio per un grande evento.
Mi va bene così. I miei pochi spicci mi piace perderli in questo modo. Del resto non mi ipoteco certo la casa. Credo di non spendere neppure l’equivalente di una birretta a settimana. La valutazione numerica del mio gioco sarà comunque argomento della seconda parte.
Altri amici invece giocano piccoli tavoli e piccoli tornei, galleggiando o vincendo qualcosina. Per un po’ l’ho fatto pure io ma, onestamente, non mi diverte particolarmente.
Per questo dico che, geneticamente, sono un giocatore che tenderà sempre a perdere. Quel poco che è disposto a giocare ma pur sempre a perdere.
In Microsoft non comprano Apple. Articolo Corriere.it
Sul sito del Corriere.it hanno gente che d’informatica se ne intende. Ecco perché articoli come questo mi lasciano un po’ l’amaro in bocca perché sembrano veramente scritti con superficialità. Che i dipendenti Microsoft non possano comprare Apple è risaputo ma il testo è scritto in modo tale da far pensare che l’autore creda esista un qualsivoglia hardware Microsoft. Che esiste, ma nell’unico mercato dove Apple non c’è: le console da casa.
Lavori a Microsoft? La mela è vietata – Corriere.it.


