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Le dieci linee di bus e tram più Imbruttite diMilano – Il Milanese Imbruttito

In genere mi piacciono le frase de Il Milanese Imbruttito ma il suo blog mi lascia abbastanza tiepido. Quando vogliono essere simpatici, spesso non ci riescono. Quando vogliono raccontare qualcosa di Milano, non sempre mi sembrano approfonditi.

Hanno però fatto questo articolo sulle 10 linee di superficie più imbruttite di Milano e devo dire che sono quasi in toto d’accordo. Quindi ve lo giro.

Sorgente: Le dieci linee di bus e tram più Imbruttite diMilano – Il Milanese Imbruttito

Quattro Ristoranti e un funerale

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L’altra sera riguardavo (credo su Tv8, che dovrebbe essere la vecchia DeejayTV) una replica della prima puntata di 4 Ristoranti. Per chi non lo conoscesse, è un programma condotto da Borghese dove quattro ristoratori, fra i quali vi è un comune denominatore, visitano a turno il ristorante degli altri e si danno i voti. A questi viene aggiunto quello di Borghese e si decreta il vincitore.

La prima puntata era sui locali post etnici di Milano. L’avevo già visto ma l’ho riguardato con piacere soprattutto per un motivo: in uno dei ristoranti ero stato e di recente ho saputo che ha chiuso. Se il programma deve fare da effetto volano… prima di tutto non ha funzionato e poi in questo caso non potrà sortire ulteriori effetti.

Si trattava del Boidem, un locale vegetariano/kosher. La puntata era stata vinta da M00shi, per festeggiare ci sono tornato ieri a pranzo (è a 5 minuti dal mio ufficio).

TgCom24, i cervi irlandesi e il NSFW

Una volta, quando volevo fare un post un po’ pruriginoso (per tirare su le visualizzazioni), andavo sull’homepage di Tgcom24 e qualcosa di scollacciato la trovavo sempre. Oggi ho provato a fare lo stesso ma nulla di che, forse anche loro si sono stufati, visto che pure il Corriere.it ormai sbatte le tette in prima pagina. Tant’è, mi sono dovuto accontentare di trovare una notizia su dei cervi irlandesi che hanno investito i partecipanti di una gara di Triathlon… Buona lettura

Sorgente: Dublino, cervo fa salto agli ostacoli sui ciclisti impegnati nel city triathlon – Tgcom24

 

Ps il massimo del pruriginoso era un inutile pezzo sulla Kardashian che giocava a tennis con un costume color carne…

Per la rustichella si deve pagare il pedaggio

Tornando dalla Svizzera, domenica ci siamo fermati ad un autogrill.  Inevitabile, è scattata la rustichella. Mentre la azzannavo, conscio della sua tradizione ma anche della sua pochezza, riflettevo su di una cosa: ormai a Milano ci sono diversi punti Autogrill all’interno della città, Uno dei quali proprio alla fermata di Cadorna (che frequento quotidianamente). Questi locali hanno tutta la dotazione classica della catena, però mai verrebbe in mente una rustichella lì. Da qui la folgorazione: per gustarsela è indispensabile pagare il pedaggio autostradale. È associata in modo così pavloviano al viaggio che presa in città non ha lo stesso gusto.

Terremoti, sciacalli e Codacons

Non voglio dilungarmi sulla tragedia del terremoto che ha colpito il centro Italia. Vi giro però una riflessione sugli “esperti del giorno dopo” che trovo per larghi tratti condivisibile. Tra questi espertoni sembra essersi aggiunto il Codacons, che ormai fa esposti con la stessa fondatezza che ho io quando parlo di fisica nucleare.

Ho anche letto un pezzo di Dacia Maraini in cui si lamenta delle case costruite senza requisiti antisismici. Sulle nuove costruzioni sarei d’accordo con lei ma come si fa a sistemare le cose in un paese, come il nostro, spesso con radici medioevali? Dove non si riesce neppure a ristrutturare uno stadio (il Flaminio) senza che la sovrintendenza dei beni culturali metta il bastone fra le ruote?

Sorgente: Helter Skelter: Sciacalli da terremoto, e il loro codazzo di creduloni.

Effetto Yerevan 

Sono tornato nel granducato di Pero ma ho ancora diversi aneddoti di viaggio da raccontarvi. Prima però una spigolatura rilevata appena arrivato. 

In questi giorni a Yerevan faceva caldo, per usare un eufemismo. Però forse neppure noi ci siamo accorti di quanto facesse caldo. Almeno non fino a quando siamo arrivati a Milano. Il termometro varia tra i 28 e i 30 ma a noi per strada sembra un fresco ventilato.

Se vivessi a Yerevan  vorrei vendere pneumatici 

Se già vi ho parlato dei guidatori georgiani, oggi vi parlo di quelli armeni, soprattutto degli abitanti della capitale. Di sicuro sono più disciplinati dei loro vicini ma hanno un brutto vizio: sgommare in partenza ai semafori. Non so quante volte, in questi giorni, ho sentito stridere le gomme. In genere si auto un po’ tamarre e di una certa cilindrata. 

Restando in tema automobilistico, anche a Yerevan ho trovato una pt cruiser. Mi resterà invece il rammarico di non essere riuscito a fotografarne una stranissima: fatta a limousine ma con una sorta di espansione di vetro a mo di calessino (o PapaMobile).

“Se ad Omalo non c’è…”

In questi giorni siamo ad Omalo, un piccolo villaggio (circa a 2100m slm) all’interno di un parco naturale nel nord est della Georgia, al confine con la Russia (ad essere precisi, con la Cecenia). Un giorno di trasferimento in fuoristrada. Un giorno qua. Un giorno per tornare. Questa tappa era, un po’ per tutti, uno spauracchio. Perché rappresentava l’unico pernottamento “rustico”. La parola d’ordine di questi giorni era “se non c’è ad Omalo…” E quindi si ricaricava qualsiasi cosa, si lavavano i panni, si facevano le ultime docce calde. Alla fine la situazione non era poi cosi drammatica. Ricordano un po’ i rustici di montagna da noi, ma sono puliti e non fa poi così freddo (nonostante la temperatura). Quasi tutte le stanze hanno anche un bagnetto. Nel nostro caso è esterno e se vogliamo l’acqua calda dobbiamo avvisare mezz’ora prima perché è scaldata a legna. I posti comunque sono stupendi.