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“…settanta euro buttati…”
In genere non sono amante del trash su youtube ma sarò sempre grato al mio amico omonimo rhodense per avermi fatto conoscere forse il peggior recensore di videogiochi di tutti i tempi.
Non c’è neanche da perderci tanto tempo a spiegare il perché di questa affermazione, basta guardare due suoi video (tra l’altro fatti sulle demo…). Due titoli di ottimo livello liquidati da lui con un lapidario “…settanta euro buttati…”.
Meritevoli di sottolineatura i suoi commenti sugli sport americani (o più in generale su tutto quello che non è calcio) e alcuni commenti che definirei vagamente razzisti.
Nintendo è morta e non lo sa
Giorni fa, scherzosamente, commentai con la frase del titolo uno status su facebook. Non l’avessi mai fatto, da lì sono stato tacciato come eretico e mi sono trovato in una vera e propria guerra di fanboys.
Però quella frase, scritta scherzosamente, per me è vera. Dal punto di vista più aziendalistico del termine. La Wii è una console che ha fatto la sua fortuna grazie al primo controller di movimento uscito sul mercato. Il primo almeno degno di questo nome. Rivoluzionario, non sono certo io a negarlo. La wii però aveva ed ha due grossi problemi, che col tempo stanno emergendo.
Il primo è che non ci sono praticamente mai stati prodotti degni di nota da parte di software house terze. Tutti i titoli guida sono prodotti da Nintendo. Xbox360 e Ps3 hanno una situazione ben diversa alle spalle, anche se per molto tempo si è detto che la console Sony sia difficile da programmare.
Il secondo è che la Wii, intesa come architettura di console, è nata vecchia. E’ un GameCube spolverato e con un controller nuovo.
Nintendo in questi anni ha rastrellato il mercato dei casual gamer, cioè di colore che fino ad oggi non avevano mai videogiocato o quasi. Però ora la pacchia è finita e le novità all’orizzonte non mi sembrano all’altezza di rinverdire i fasti del recente passato.
Anche il 3Ds lascia molto il tempo che trova ma quello è un problema generalizzato del comparto portatile, che subisce il rampante ingresso sul mercato degli smartphone.
I dati di bilancio parlano chiaro. Le vacche grasse per Nintendo sono finite. Con buonapace dei Fanboys di Mario e Zelda.
Personalmente per la grande Enne vedrei bene un futuro da software house pura, strada percorsa già in passato dalla Sega.
La vera storia finta di Santino Marella
Non sono un grande fans del Wrestling. Certo, pure io sul finire degli anni 90 l’ho seguito per un po’ ma ora non riesco a reggerlo più di cinque minuti. Una volta però mi sono imbattuto, quasi per caso, in un wrestler stupendo: Santino Marella.
Ieri cercando i dati su di un videogioco, mi sono imbattuto in quella che è la sua “biografia”. Una fantastica storia vera, che sa di vero come solo le storie di wrestling sanno essere. Eccovi il testo:
It will forever be known as the “Milan Miracle.” On the night of April 16, 2007 in Milan, Italy, Mr. McMahon issued a challenge to anyone in the audience to battle the reigning Intercontinental Champion, Umaga, in a title match. As expected, no one was itching to face the Samoan Bulldozer.
Enter Santino Marella.
Marella, perched in the front row, not only volunteered, he also got off to a surprisingly quick start. After a sprinkle of divine intervention, The Italian became the new Intercontinental Champion in one of the most improbable moments in Raw history. Such is the career of Santino Marella.
Although he has usually proven the least likely – albiet funniest – Superstar in most matches, Marella has earned his share of championships, both as an individual and a tag partner. A favorite with the “Santino Universe,” the lovable Italian has always been a true showman. Today, whether loved or hated, with Marella in a match, the WWE Universe knows they’re going to be entertained.
Incuriosito, ho cercato anche il video del famoso debutto, che ovviamente su youtube si trova.
Per finire un altro video, tratto dal videogioco (in uscita) di cui sopra e che vi mostra la mossa finale e la danza della vittoria di Santino Marella.
Un uomo. Un mito.
Grandi Flop Informatici (su cui sono salito)
Finisco la trilogia di post sui Flop Informatici parlando di quelli che ho sposato, tendenzialmente poi senza pentirmene, nonostante l’insuccesso del mercato.
In questa categoria infilo le ultime due console di casa Sega che poi, non a caso, si è convertita e essere una software house. Sto parlando del Saturn e del Dreamcast. Entrambi tutt’ora riconosciuti dalla critica e dagli addetti ai lavori come macchine di qualità assoluta, hanno avuto la sventura di scontrarsi con le prime due generazioni di Playstation, non avendo però alle spalle una potenza economica come quella Sony. Il primo Sega Rally su Saturn e i Virtua Tennis per Dreamcast sono titoli che giocherei con piacere ancora oggi.
Da ieri sono un pilota di Gran Turismo 5 (Playstation3)
Il precedente Gran Turismo lo giocai senza troppo entusiasmo su Playstation2. Poi seguii con un certo distacco la telenovelas che ha riguardato questa quinta puntata per Ps3, con ritardi che facevano ormai pensare più a una commedia buffa che a un diario di sviluppo. Poi alla fine arrivò… e non me ne fregò nulla.
E poi… come spesso mi accede, stavo facendo un giro sui siti inglesi di videogiochi, in cerca di offerte. L’ho trovato a 17 euro. In più avevo trovato un’offerta per permutare la mia vecchia ps3 fat, che cercavo di vendere da mesi, con un volantino Logitech.
Il risultato è che ieri sera ho finalmente provato (dopo circa un’ora e mezza di dowload di aggiornamenti e installazioni…) a giocare questo gioco con una postazione quasi degna.
Bhé…devo ammettere che è una gran cosa. Una giocabilità neppure paragonabile a quella che si ha col pad. Una sensazione di guida davvero molto coinvolgente.
Non mi sono fatto poi sfuggire l’occasione di acquistare all’interno del gioco la mia vettura del cuore, che purtroppo ho trovato solo di seconda mano 🙂
Ps la foto non rende giustizia perché è scattata con il cellulare verso il televisore.
ModNation Ps3: Etichette del prezzo messe a cipolla
Dico sempre, ne resto convinto nonostante quanto sto per raccontare, che per acquistare videogiochi l’Inghilterra sia meglio dell’Italia. Sia per quanto riguarda le ultime novità sia per le offerte di titoli sul mercato da un po’ di tempo. Anche da noi qualcosa però si muove e sabato ho acquistato al Mediaworld il gioco ModNation per Ps3 a 9,90. Ironica la stratificazione a cipolla delle etichette di prezzo. Non sono riuscito a sfilarle tutte ma nell’ordine ho trovato: 9,90 – 18,90 – 29,90 – 44,90 – 64,00.
Ironico anche il fatto che prima di acquistare il gioco ho verificato la valutazione dell’usato sulla App del Negozio GameLife: se lo rivendessi domani mi darebbero un buono da 9 euro spendibile entro un anno. Siamo a livello, potenziale, del costo di un caffè…
Angry Birds alla cinese | Vita Digitale
I cinesi copiano tutto, figuriamoci se pagavano i diritti su di un’attrazione basata suAngry Birds!
Angry Birds alla cinese | Vita Digitale.
Per gli hardcore gamer su iPhone
Ho fatto un po’ di acquisti, che molti mi contesteranno, per il mio iPhone. Uno in particolare è legato all’uso che ne faccio come console di gioco portatile. Da Techerstore.com ho comprato questa cover che consente di impugnare l’iphone più comodamente, come accade con i joypad. Ricorda infatti molto quelli della Sony. E’ indicato soprattutto per quei titoli che sfruttano la croce direzionale oppure per i giochi che sfruttano l’accelerometro. Quando i comandi a schermo si riducono invece a tracciare delle righe, la sua comodità è decisamente minore. Con titoli come Nba Jam o Real Racing mi ha dato molta soddisfazione. Ovviamente non è indicato quando l’inquadratura sfrutta l’iPhone in verticale, come nel caso di molti sparatutto. Può essere utilizzato su entrambi i versi del vostro device e presenta aperture per le casse, tutti i contatti e la regolazione del volume. Per la modica cifra di 8 euro più spese di spedizione, mi sembra un ottimo affare per tutti i videogiocatori.

