Preso male
Si conclude oggi (spero almeno di non dover venire domani mattina) la prima settimana, corta, di lavoro. Lo devo ammettere: quest’anno il rientro l’ho preso malissimo. Sono partito lungo, a dire il vero. Dall’atterraggio a Malpensa, di sabato, con ripresa martedì, già mi venivano in mente le cose da fare e le possibili grane. Tutte regolarmente materializzatesi in questi giorni. Insomma, come succhiarsi in tre nano secondi gli effetti positivi delle ferie (bhé dai, non del tutto…).
Il Codacons è la cartina di tornasole di dove stiamo finendo…
Una volta il codacons era quello che il suo nome prescriverebbe: un’associazione di consumatori. Poi, da qualche parte, nel corso della deriva populista che attraversa non solo l’Italia, devono aver sbroccato pure loro. Non solo sono diventanti dei paladini del No-Vax ma fanno esposti per qualsiasi cosa. I malpensanti potrebbero anche sospettare che lo facciano per ritagliarsi sempre un posto al sole.
Ciao, sono un malpensante.
Torniamo a oggi. Su facebook trovo la notizia che il codacons avrebbe fatto un esposto per l’acquisto di Schick da parte della Roma. Ok, è una fake news, penso tra me e me. Vado allora proprio sul sito dell’associazione. E’ tutto vero. La codacons fa un esposto alla Consob a tutela degli azionisti della AS Roma, vista l’entità della spesa.
Solo per loro? Per le altre società calcistiche quotate niente? Ma non avete proprio una fava da fare…
Sorgente: CALCIO: ROMA; VISITE MEDICHE IN CORSO PER SCHICK – Codacons
Rientro di una coppia nerd – Seconda puntata
Come scrissi, durante la vacanza ci siamo resi conto che i norvegesi vanno matti per i waffle. Senza averlo deciso prima, sia Mrs Puck sia io, stavamo già cercando su Amazon le macchine per fare questi dolci.
Appena tornati, abbiamo fatto partire l’ordine su Amazon e all’Esselunga abbiamo comprato il preparato.
I primi esperimenti non sono stati eccelsi, anche perché ce ne siamo un po’ fregati delle operazioni preliminari alla prima accensione della piastra… Ma non demordiamo.
Tutti pazzi per i tappeti elastici
Una cosa che mi ha colpito delle case norvegesi, è che, anche nei posti più estremi, come alle Svalbard, moltissime hanno dei tappeti elastici in giardino. Capisco che debbano far sfogare i bimbi, dopo i sei mesi di buio (e il relativo freddo), però vi assicuro che la presenza capillare di questi attrezzi è davvero impressionante.
Rientro di una coppia nerd
Ore 4.52 am – aeroporto di Oslo
Ci prepariamo al rientro e… facciamo la spesa online su Amazon Prime Now con consegna a casa in tarda mattinata.
Ps la suddetta coppia nerd vive il rientro con la stessa turba psichica: il terrore che il freezer si sia scongelato durante la vacanza.
Ps2 Caprotti perdonami, prendo solo lo stretto indispensabile e domani vado a fare la spesa in Esselunga.
La paura fa 50
Quando sono stati sorteggiati i calendari della Serie B. Io, in preda ad una pesante recrudescenza di tifo calcistico, sono subito andato a vedere il calendario della Cremo. L’urna non è stata favorevole: debutto a Parma e un inizio da brivido. Viene (oppure mi passate il “veniamo”?) da undici anni di Lega Pro (a ben vedere molto di più, se escludiamo un unico anno di B) e a questo punto dell’anno, da tifoso, non avevo grossi timori. Lotta promozione? Favoriti? Al massimo playoff? Quelle sono speranze, non paure. Ora, dopo la fortunata e fortunosa (ma altrettanto meritata) promozione, la parola d’ordine è Salvezza. Per non tornare all’inferno.
Domani sera c’è questo famigerato debutto coi ducali. Match scelto per l’anticipo inaugurale del campionato. Partire bene non sarebbe male.
In giro sento troppo entusiasmo. Ribadisco: io firmerei ora per una salvezza tranquilla. Per questo mi sono fissato nella testa un numero: 50. Come i punti che, secondo me, dovrebbero bastare per rimanere nella serie cadetta. Speriamo di scalare questo numero quanto prima.

Il gol che, all’87’ dell’ultima giornata di campionato, ha regalato la promozione diretta.
Si avverte la stanchezza
La vacanza è agli sgoccioli. Quasi tre settimane a girare la Norvegia con tutti i mezzi possibili e immaginabili. Aerei, treni, canotti, traghetti, battelli di vario tipo. Una vacanza bellissima ma che, fisicamente, inizia a lasciare il segno. Mi tornano allora alla mente le vacanze negli States a cavallo tra la fine degli anni 90 e il primo decennio del 2000. Anche allora sempre on the road. Facendo un parallelo, a questo punto del viaggio, in genere tre o quattro giorni prima del rientro, si arrivava a Las Vegas per il cazzeggio finale. Alcuni giorni che, in linea di principio, dovevano essere di riposo. Si risolvevano poi in abbuffate abominevoli nei buffet, drink gratis nei peggiori casinò della strip (magari seduti alla Keno Louge fingendo di giocare), shopping compulsivo negli outlet e, generalmente, troppe poche ore di sonno. L’ideale per riprendersi.
Promemoria personale: portare Mrs Puck a Las Vegas



