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I biglietti digitali Atm
Lunedì, complice la mia nota assenza di memoria (come neppure un vic20 senza espansione 8k), mi sono accorto in tribunale di essere senza abbonamento Atm. Dovevo quindi comprare un biglietto per tornare in ufficio. Ho deciso di provare i biglietti digitali, acquistabili direttamente dalla app Atm.
Le operazioni preliminari sono 3: installare la app, registrarsi e associare un account paypal.
A questo punto sono acquistabili il biglietto urbano, il giornalierio urbano, il biglietto singolo e l’andata e ritorno per rho fiera.
Le istruzioni, che non devono essere rimaste al passo con le funzionalità offerte, dicono che il biglietto può essere attivato in metropolitana (passando il qr code) o è possibile farselo stampare da un distributore automatico digitando il codice che viene dato.
In realtà (cosa molto comoda per me che dovevo prendere un tram) è possibile attivare direttamente dalla app con un click. In questo modo si vedrà anche l’ora fino alla quale è utilizzabile.
Sicuramente una possibilità interessante e ben realizzata.
100 giorni a Expo
Tra No-Canal, tangenti e lungaggini italiane, mancano esattamente cento giorno all’apertura di Expo 2015. L’ho scoperto per caso, andando sul sito ufficiale stamane per guardare la questione dei biglietti. Tra i tanti scettici che ci sono in giro, io sono un illuso che si ostina ad essere ottimista sull’evento. Sarà perchè i media internazionali lo stanno pompando più di quanto mi aspettassi, sarà che anche quando andai a Londra a un mese dalle Olimpiadi sembrava tutto in alto mare, sarà che mi fido dell’italico modo di riuscire a portare tutto a termine, in un modo o nell’altro.
Comunque sono molto curioso su questo evento, che tra l’altro si svolge a pochissimi chilometri da casa mia (Pero). Oggi volevo vedere se c’era la possibilità di sottoscrivere una sorta di abbonamento ma a quanto pare non è possibile. Al massimo, fra un po’, ci saranno dei biglietti validi per due giorni di fila. La singola entrata, con data libera, è comunque venduta ora a 32 euro, in sconto rispetto al prezzo pieno.
Progetto Wimbledon 2013

Nel 2011 io e il mio omonimo rhodense avevamo in tasca i biglietti per l’Hard Rock Calling. Prendemmo il volo un giorno prima del dovuto e su ticketmaster provammo a prendere i biglietti per Wimbledon. Ci riuscimmo.
Nel 2012 ci riprovammo, rischiando un po’. Prendemmo i biglietti dell’aereo con mesi di anticipo e poi, quando vennero messi in vendita i biglietti last minute (per la cronaca, gli unici possibili senza passare attraverso la lotteria, almeno su certi campi) provammo. Il venerdì ce la facemmo, il sabato no.
Quest’anno, orfano dell’omonimo, ho in programma di andare con altri quattro amici. La prima sessione di biglietti online, per la quale non nutrivo molte speranze, è andata male. La seconda è domattina alle 10. Vedremo.
Alla peggio stiamo pensando di svegliarci all’alba e provare a fare The Queue per il Ground Ammission, l’accesso a tutti i campi minori. Vedremo come andrà a finire… incrociate le dita per me.
L’olimpiade tra le mani
Questa mattina mentre scaricavo l’email (e cancellavo la poca spam rimasta, si vedano a proposito i precedenti post) stavo per mandare nel cestino un’email della fedex. Non avendo spedizioni con loro in corso, o almeno così pensavo, credevo alla solita truffa. Invece…mi sono fermato due secondi a leggerla e sono così stato informato del fatto che era partita la spedizione dei biglietti delle olimpiadi! Domani dovrebbero essere nelle mie mani. Non vedo l’ora! Mi sembrerà già un po’ di essere là!
Pervaso dallo spirito olimpico
Ovvero: se mi fai la gara di boccette all’olimpiade ci vado.
Come già scrivevo nel post precedente, oggi si è scatenato l’infermo per la messa in vendita degli ultimi biglietti delle olimpiadi. Mi sono fiondato sul sito appena aperto (12.00) e con qualche fatica sono riuscito ad accaparrarmi i biglietti più ambiti tra quelli che avevamo puntato: la finale del fioretto femminile a squadre. Dopo quella mi sono dedicato agli altri eventi ma ormai la lotta era serratissima e il server ingolfato. Con numerosi tentativi andati a vuoto, ormai ero disposto a comprare qualsiasi cosa…siamo andati vicini a comprare anche il turno preliminare di tiro con l’arco! Comunque siamo riusciti ad infilare altre cose interessanti, come il beach volley. Ah! Lo spirito olimpico (e le chiappe delle pallavoliste)
Ma io continuo a difendere l’ATM (almeno la metropolitana)
A Milano è uno sport comune sparare a zero sull’ATM, la nostra Azienda Trasporti Municipali. Ok è ben lungi dall’essere perfetta e forse se non fossi un fruitore quasi esclusivamente della metropolitana non la penserei così però… io mi trovo bene. Anzi: potrei quasi azzardare che dopo Natale mi trovo anche meglio. Durante le feste hanno inaugurato un nuovo sistema di controllo del traffico che ha creato non pochi problemi, inutile negarlo. A me è capitato pure che un treno, andato lungo, saltasse proprio una fermata. Detto questo però io trovo che, ora che il sistema è a regime, ci siano due grossi vantaggi. Prima di tutto nell’ore di punta la frequenza è maggiore. Secondo, ancora più importante, la velocità di percorrenza è aumentata. Sul mio tragitto mattutino noto un guadagno di almeno cinque/dieci minuti netti. Una volta se salivo a Pero alle 8, non ero mai a Cadorna prima delle 8,30. Ora mi è capitato di salire alle 8,05 e arrivare prima della mezza. I problemi sono ancora tanti però riconosciamo che qualche sensibile miglioramento c’è.
Un po’ di senso civico
Il sito del Corriere ha fatto un articolo sui rincari dei biglietti atm, lasciando poi la classica possibilità di commenti. Mi aspettavo la solita vagonata populista invece sono rimasto piacevolmente stupito dei primi due commenti letti (gli altri erano peggio quindi, felice, mi sono fermato a quei due). Uno diceva che il biglietto milanese aveva ormai un prezzo quasi politico, se confrontato soprattutto non solo con quello delle altre capitali europee ma anche con realtà italiane. E non tiratemi fuori il solito discorso di londra che “costa di più ma ha enne linee di metro” perchè di recente sono stato ad amsterdam e il centro è solcato davvero da pochi e prezzolati tram.
Il secondo invece sosteneva una cosa che avevo notato e che trovo il vero incentivo all’uso del mezzo pubblico: giusto aumentare il singolo biglietto ma tenere invariati gli abbonamenti. In questo la recente modifica milanese ha qualche pecca, soprattutto sul prezzo del biglietto quotidiano. Ci vogliono, se non erro, cinque corse per andare in pareggio col quotidiano. Ad Amsterdam e Londra siamo invece intorno alle quattro corse. Pronto a rimangiarmi tutto se da qui a sei mesi aumentano anche il prezzo degli abbonamenti.

