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Come ti finanzio un mito (su Kickstarter)

Lunedì, in pausa pranzo, girovagavo annoiato per Kickstarter, cercando un progetto da finanziare. In genere sono un paladino delle cause perse e finanzio sempre progetti che non decollano (come QUESTO per esempio).

Apro la sezione dei nuovi progetti e… stupore! Il cantante degli Spin Doctors, mio gruppo feticcio totalmente anni 90, per i quali andai anche a Parigi per un concerto, cercava finanziamenti per un album da solista.

Non potevo non finanziare al volo. Anche perchè è un soggetto troppo singolare.

Se anche voi potreste essere interessati, questo è IL LINK DI KICKSTARTER

Questa invece la loro canzona più famosa:

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Non sempre si puo’ avere quello che si vuole

Mi rendo che il mio blog sta diventando sempre più musicale. La cosa non mi dispiace. La musica è una compagna costante nelle mie ore d’ufficio, nelle mie passeggiate, alle guida. Una canzone spesso esprime tanti concetti meglio di mille “normali” parole. Poi ci sono cantanti e gruppi che sembrano avere una canzone per ogni momento della nostra vita. Nel mio caso parlo soprattutto di Elio e le Storie Tese e di Daniele Silvestri. Oggi però vi propongo un classicissimo dei Rolling Stones. Non è un gruppo che, sinceramente, conosca a menadito. Questa canzone però fa top tre tra le loro canzoni preferisco e altrettanto la top tre nella mia personalissima classifica all time dei titoli di canzone più emblematici. Lista questa dominata da tempo immemore dagli Spin Doctors con la loro “how could you want him (when you know you could have me)“.
Bando alle ciance, buon ascolto.

Andare a concerti di nicchia (e tirarsela)

Saluti da Parigi. Ennesimi. Mentre starete leggendo questo righe, io sarò in coda per andare al concerto degli Spin Doctors, gruppo di cui faccio feticcio da una vita e di cui più volte vi ho parlato sul blog. Visto che quest’anno non passavano dall’Italia, ho preso la palla al balzo per venire a trovare degli amici qui e vedermeli live. Appena prima di partire ho fatto una piccola ricerca sul New Morning, il club dove suoneranno. A quanto pare la capienza è di 500 posti e c’erano ancora biglietti disponibili. Permettetemi di tirarmela un po’ per il fatto di prendere e andare all’estero per vedere un concerto che non si fila nessuno, tronfio di apprezzare questo gruppo.

La lunga rincorsa a Parigi

Inizia febbraio e il weekend parigino si avvicina. A volte sono ansioso di partire, a volte la cosa mi lascia abbastanza apatico. So comunque che una volta là sarò contento di esserci. A dire il vero non ho ancora prenotato il pernottamento, conto di rimediare entro domani.
Francia + Spin Doctors + quello che sono, non può che farmi venire in mente una sola canzone, che da sempre è un po’ un mio mantra. Buon lunedì.

Un anno

Con oggi è esattamente un anno che, per una cura che sto facendo, non tocco una singola goccia d’alcool. Niente birre. Niente vino. Niente spumante durante le feste.
Niente di niente. Fisicamente non mi è pesato. Socialmente un po’. Non sempre è bello e facile fare quello che va nei locali in compagnia e prende una coca o una tonica. Non sono mai stato uno che amava eccedere, nell’alcool come in molto altro, però il piacere di una birretta tra amici o del buon vino a tavola l’ho sempre avuto.

Tra una presa per il culo e l’altra sono arrivato fin qua, alla fine senza troppa fatica. Pochi mesi ed è finita.

Per festeggiare vi propongo l’ultimo video degli Spin Doctors, mio gruppo feticcio degli anni 90, che fra qualche settimana andrò a vedere a Parigi. Il titolo è adatto al momento “If the river was whiskey”

 

Per gli Spin Doctors lo si fa.

I Barenaked Ladies, un gruppo che seguivo negli anni 90 e che di recente sono tornati in auge nelle mie playlist grazie a due canzoni (You can be my Yoko Ono e il tema di The Big Bang Theory), hanno suonato a dicembre a Londra. A lungo ho pensato di andarci, aimè da solo. Ho tergiversato così tanto che i biglietti sono finiti. Ora ho scoperto che gli Spin Doctors, il cui album Pocket Full of Krypronite (sempre di quel decennio) ho letteralmente consumato, suonano a Parigi a febbraio. Senza pensarci due volte ho preso biglietto del concerto e del volo.
Basta con il lasciarsi scappare le occasioni!
Ora potrei mettervi il loro singolo più famoso, Two Princes, ma preferisco invece mettervi un’altra canzone molto più adatta ad un post notturno “how could you want him when, you know, you could have me”. Un titolo che è tutto un programma…

 

Li ho aspettati per vent’anni

Non scherzo. Li ho davvero aspettati per vent’anni. Il primo album degli Spin Doctors “Pocket Full of kryptonite” l’ho letteralmente consumato. E’ l’unico cd che è sempre stabilmente rimasto residente in tutte le auto che ho avuto. Dalla R5 al Pt, passando per la Mazda 121.
Uno dei miei più grandi rimpianti musicali è sempre stato quello di non averli mai potuti vedere dal vivo. Anche perchè in Italia non hanno mai tirato più di tanto e credo di essere uno dei pochi ad avere tutti i loro cd, compreso l’ultimo che ho dovuto per cause di forza maggiore dovuto importare dagli states: qui da noi non è mai stato distribuito.

Bando alla ciance, quando ho scoperto che suonavano in un localino nella brianza, come unica data italiana, non ci ho pensato due volte e ho preso i biglietti. Con mesi di anticipo. Trovando anche clamorosamente compagnia nella cugggina.

Ieri sera il grande evento, in un locale che certo non è il massimo della vita (il Bloom di Mezzago) ma ha dei discreti quarti nobiltà rock. Ero agitato come poche volte mi era capitato per un concerto. Forse solo per il live degli Eelst agli Arcimboldi, anche lì per un ventennale.

Gli anni passano per tutti ma gli Spin erano in gran forma. Il tour era commemorativo dei vent’anni del già citato primo album e quindi la scaletta era abbastanza scontata: tutte le tracce dalla prima all’ultima. Infarcite di assoli e improvvisazioni (forse un filo troppe per i miei gusti ma si sa come sono fatto) e con qualche altro brano nei bis.

Il cantante invece di una lunghe chioma e barba rossa, ora ha un più asciutto look canuto ma ha ancora una grande carica. I musicisti di ottimo livello e non facevano per nulla rimpiangere le versioni da studio. Anzi, erano quasi identiche, sinonimo del fatto che non quando uno sa suonare non si deve correggere molto in post produzione.

Chiosa finale, sono ovviamente passato alla cassa. Ho addirittura comprato la maglietta del tour, cosa che non faccio mai, di cui tra l’altro il concerto di ieri era l’ultima tappa.

Per concludere, un video tratto da una delle tappe tedesche, nessuno ha ancora postato i video di ieri.

A volte ritornano… Dai profondi anni 90.

Ci sono cd che ho consumato, altri che continuo costantemente a consumare. Tra questi uno dei top 3 è sicuramente “Pocket full of kryptonite” degli Spin Doctors. Gruppo che mi ha sempre entusiasmato ma che ha raccolto ben poco successo qui da noi. Per anni ho pensato si fossero sciolti, data la loro inattività, salvo poi scoprire a posteriori che avevano dovuto forzatamente fermarsi. Il cantante, nel bel mezzo di un tour, ebbe una paresi alle corde vocali. Ora sono tornati, non solo all’attività ma anche in tour: saranno in provincia di Monza a fine gennaio. Bhè se non altro come attestato di stima non posso mancare!

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