Archivio dell'autore: Puck74
Alta velocità
Poche palle. Oggi sto andando a Roma in giornata, per assistere alla partita del Sei Nazioni di rugby. Grazie all’alta velocità ferroviaria riesco a farlo in giornata e a costo molto contenuto. Su queste tratte nazionali il costo e la qualità del servizio sono nettamente migliori rispetto all’aereo. Non a caso ormai la tratta Milano-Roma di Alitalia è stata di molto ridimensionata.
Imparare online
I corsi online non sempre mi danno l’impressione di essere seri. Però l’offerta è così variegata che a fianco di tanta fuffa (a prezzi assurdi) si trovano anche corsi gratuiti molto interessanti. Oggi vi segnalo la piattaforma Coursera e soprattutto un corso di fotografia curato dal MoMa. È gratuito ma si può accedere alla versione a pagamento (solo 45 euro) ottenendo alla fine un attestato. Purtroppo è solo in inglese (anche sottotitolato) e la mia pochezza con quella lingua pesa. Però ci sto provando, anche come esercizio di linguistico.
Il monopattino
Tornato da Parigi, appena dopo l’epifania, ho iniziato ad avere in canna questo post. Sì, perché dei parigini invidiavo un po’ l’aver sdoganato senza problemi l’uso del monopattino per l’utenza adulta. Io è da anni che ci rimugino su è fondamentalmente non l’ho mai preso perché avrei l’impressione di essere preso un po’ come lo scemo del villaggio. “Se fossi a Parigi l’avrei già preso”, mi dicevo girando per le vie. Ora anche a Milano se ne vedono di più ma penso di non esser dal lato giusto del mercato (o abbastanza autorevole per essere quel tipo di trend setter) per prenderlo.
In estrema sintesi: non mi dispiacerebbe prendermi un monopattino ma mi faccio una marea di seghe mentali!
La Milano che non c’è più
Quando si parla della “Milano che non c’è più, in genere si parla di quella dell’800, coi Navigli scoperti e senza grattacieli. Gli anni però passano e la città cambia, così anche cose più recenti “non ci sono più”. Ieri Il Milanese Imbruttito ha pubblicato la foto che vi allego qui sotto. Si tratta di una vecchia pubblicità di Burghy degli anni 80. Non solo la storica catena di fast food è defunta da anni ma anche la cartina in sé è interessante, dalla linea 3 che ancora non c’era, alla linea 1 che si fermava a Lampugnano. Un bello spaccato storico, a modo suo.
Quei giorni in cui ringrazi…
Ci sono giorni in cui ringrazi di essere così nella melma per il lavoro da non riuscire a passare su Facebook con una certa frequenza. Ora, emerso un po’ dalle emergenze, rileggo un po’ di cose e scopro che il mio è stato travolto da due eventi epocali, il nostro futuro sarà diverso ora: la questione di “petalosi” (tra l’altro secondo me un clamoroso fake) e le faccine al posto del “mi piace” di facebook.
Mitici! Mavaff…
Il monumento all’oste guardone
Il buco della serratura è un grandissimo classico della Sexploitation Italiana. Gente come la Fenech ci ha costruito una carriera negli anni 70. Scopro però oggi che il buco della serratura ha avuto ben più ampi effetti sulla cultura italiana e mondiale, almeno secondo la leggenda sulla nascita del tortellino, ripresa nel monumento che vedete nella foto (per la quale ringrazio Silvia Lonardo). In pratica una nobildonna si fermò in una locanda. Il gestore, rapito dalla sua bellezza, volle spiarla dalla famigerata serratura. Successivamente plasmò il tortellino sulla forma del suo ombelico. Per la storia completa vi rimando al link qui sotto.
Sorgente: Il tortellino tra storia e leggenda – Città d’Arte Emilia Romagna
Così parlò Ydr
Il mio amico Ydr regala a volte grandi perle di saggezza. Uno di quelle che, negli ultimi mesi, mi è rimasta più impressa è quella che segue, uscita commentando il comportamento umano in certi frangenti.
Ci sono situazioni in cui, per quanto ti sforzi di fare tutto come si deve, non uscirai mai tra gli applausi
Persone che non sopporto in metropolitana
C’è un vasto campionario umano di gente che non sopporto in metropolitana. Un po’ perché ci sono giorni in cui ho una bassa tolleranza, un po’ perché l’educazione è un bene raro.
– quelli che tengono su lo zaino (in genere enorme e in genere sono uomini tre i 30 e i 40)
– quelli che si abbracciano il palo monopolizzandolo, mentre tu non sai dove reggere
– quelli e quelle che accavallano le gambe, occupando tre volte lo spazio che farebbero stando composti.
– quelle basse, che non toccando terra fanno dondolare i piedi come fossero in altalena.
– Quelli che stanno in piedi davanti a un posto a sedere, ma lasciando così tanto spazio davanti a loro che dietro non ci sta nessuno.
– quelle che mettono la mano davanti alla bocca per parlare al cellulare ma usano un tono così alto che le si sente dal capo opposto del vagone.
– quelle che per giocare alla peggio minchiata sul cellulare non si attaccano e alla prima frenata di cadono addosso.

