Archivi categoria: Cattivo cinico egoista

Boicotterei volentieri ilmeteo.it

Sono sempre più convinto che ilmeteo.it stia alla previsioni meteorologiche come Novella2000 (o ora si chiama 3000?) sta al giornalismo.
Non fraintendetemi, per lungo tempo ho tenuto e utilizzato la loro app e devo dire che le previsioni sono moderatamente accurate. Quello che non sopporto è il sensazionalismo che ormai contraddistingue questo sito. È ilmeteo.it che si è inventato la moda dei nomi alle perturbazioni, che niente ha a che fare col modo e l’uso anglosassone di dare i nomi agli uragani. Ora è sempre peggio e escono anche con articoli le cui previsioni ricordano più i trailer di un disaster movie che un’analisi compassata. Anche in questo, come in molti ambiti della vita italiana, sarebbe il caso di abbassare un po’ i Toni.

Ps non sottovalutate i miei boicottaggi: da quando ho deciso che una nota catena di gelaterie milanesi (storicamente famosa per i suoi frullati) mi stava sulle balle, hanno ridotto di molto i loro punti vendita 🙂

C’era una volta il giardino di via Terraggio

Per lungo tempo il giardino di via Terraggio è stato la mia oasi di pausa pranzo. Sconosciuto ai più, era un’angolo nascosto e silenzioso, ma liberamente accessibile, in pieno centro. Solo pochi studenti della cattolica e qualche tata che portava a spasso rampolli di buona famiglia lo conoscevano. Ci iniziai a venire da solo, per leggere, ascoltare musica e rilassarmi. Ci continuai a venire con la mia ex, per stare un po’ tranquilli in pausa pranzo.
Poi hanno aperto il 212. Un gourmet burger anche abbastanza buono. Peccato non abbia che pochi posti a sedere. Ecco che quindi hanno iniziato a “suggerire” di prendere da asporto e consumare sulle panchine del giardino. Risultato? Sempre affollato, chiacchiericcio diffuso (spesso a bocca piena…. Ahhhhhh odio), odore di fritto. Magari in altri orari è ancora vivibile ma dalle 13 alle 14 decisamente no… Devo trovarmi un nuovo rifugio. Oppure uno vecchio: tornerò stabilmente ai chiostri di Santa Maria Delle Grazie.

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Il vero rientro

Ho ripreso a lavorare il 20 agosto, periodo abbastanza atipico per me. Devo dire che è stato meno traumatico del previsto. In fondo lo studio era vuoto e, a parte qualche sporadica telefonata, anche i clienti erano ancora chiusi. Ho così potuto fare tutto quello che mi ero prefissato, con buona produttività ma senza per questo spremermi subito in modo assurdo. Oggi è cambiato tutto. Dopo l’ultimo rimasuglio di ferie con un ottimo weekend al mare, mi sono rituffato nel giro quotidiano. Con tutti gli annessi e connessi. Non è stato semplicissimo, come non lo è per il 99% di voi. In bocca al lupo a tutti!

L’assurda passione statunitense per le armi

Apro facebook questa mattina e trovo la seguente, agghiacciante, notizia.

Usa, bimba uccide il suo istruttore di armi: in un video gli istanti prima della tragedia – Tgcom24 – Foto 8.

Ok, ragioniamo per assurdo e diciamo che saper usare un arma da fuoco “ti protegga”. Non sono affatto d’accordo già su una persona adulta, figuriamoci su una bambina di nove (NOVE!!!) anni. Però sei un redneck dell’Arizona, la pensi così e vuoi andare per la tua strada. Però, in quanto probabilmente  hai in tasca una bella tessera della NRA, te ne intendi di armi da fuoco. Dovresti sapere che una mitraglietta ha una certa potenza e un certo rinculo. Dovrebbe saperlo anche l’istruttore a cui tu, attento e premuroso (!!!) genitore, affidi tua figlia. Cosa metti in mano ad una bambina un’arma del genere??? Sei CRETINO??? Sì, penso che la risposta sia sì. Peccato che così oltre all’istruttore, morto, ci vada di mezzo anche la povera bambina, alle prese con un bel trauma.

Mi viene da ripensare al film più riuscito di Micheal Moore…

 

Apericena

Lo so. In tantissime cose sono lo stereotipo del milanese imbruttito. In alcune addirittura mostro un inquietante lato snob e un fastidioso complesso di superiorità meneghina. Tutto vero. Sono proprio una brutta persona. Però non posso farci niente: quando sento il termine “apericena” non riesco a mascherare il mio disgusto.  A Milano l’apericena non esiste. C’è l’aperitivo. Punto. Al massimo l’happy hour. Punto. Ti abbuffi più a meno a seconda dei posti ma non hai bisogno di esplicitare con un termine orrendo il fatto che non è proprio una cena ma non è che ti bevi solo qualcosa con due patatine. Lo accetto, storcendo il naso, lontano da Milano. Perchè, si sà, il milanese è colonialista e quindi vorrebbe che quello che si fa a Milano fosse universalmente riconosciuto. Quindi vorrei che fosse come qui un po’ ovunque. Però se qualcuno a Milano usa il termine apericena… è proprio un Giargiana! 🙂

Amara considerazione

Quando fai fatica a spezzare con le mani il gancetto di plastica dell’etichetta della tua maglia nuova degli All Blacks, arrivi all’amara considerazione che saresti più nel tuo ruolo se avessi comprato la divisa della nazionale di ramino…

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Km Vs GdB

Lo dico da sempre. Lo dico da tempi non sospetti. Non è mettendo dei chilometri tra te e i tuoi pensieri che li allontani. Anche quando, ubicazione a parte, ti senti tranquillo, i tuoi pensieri sono capaci di viaggi transoceanici pur di venirti a spennacchiare in faccia e dirti che sono sempre lì, pronti a colpire quando abbassi la guardia.

Lo scrittore che intriga

Prima di partire ho riempito il mio kindle con qualche ebook, salvo poi lasciarlo, almeno fino ad oggi, inutilizzato. Durante la fase di scelta e acquisto dei libri, si discuteva con YdR sullo scrittore che già dal nome intriga. La prima categoria è quella con il doppio cognome o con un suono comunque che lascia immaginare chissà che genere di uomo. Il capofila di questa categoria è David Foster Wallace. L’altra categoria, che è una sorta di modarola evergreen, è rappresentata dagli autori latinoamericani. Non serve per forza siano mostri sacri, se dici che leggi qualcuno col nome che ricorda il Sudamerica guadagni già punti. A maggior ragione se sconosciuto!