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Le tre qualità che un blogger deve avere | Buzzoole Blog
Sul blog di Buzzoole, un network di marketing al quale aderisco (ammettiamolo, sporadicamente ci sono post sul mio blog che in realtà sono mezzi marchettoni…) c’è un interessante intervista a tale Franz Russo che individua le tre caratteristiche di un blogger di successo.
In estrema sintesi Passione (mmm direi di sì, anche se forse dovrebbe portarmi ad una maggior cura dei contenuti e della forma), Costanza (bhè, 11 anni di blog vorranno pure dire qualcosa) e Umiltà (ok, diciamo che non sono sempre umilissimo…).
Mi soffermo soprattutto sull’ultima caratteristica. I primi della classe non piacciono a nessuno e quando si scrive è sempre meglio non pontificare. Sviscerando però il concetto, l’autore dice “i migliori leader sono umili”. Ma anche no. Me ne vengono in mente tre di ambiti molto diversi e per niente umili: Zuckemberg, Steve Jobs e Linus. Ecco, non proprio esempi di umiltà. Poi però corregge il tiro e dice cose molto giuste come “essere umili vuol dire essere aperti al confronto”.
Quindi le tre caratteristiche necessarie le ho. Però visti i miei risultati, direi che non sono anche caratteristiche sufficienti 🙂 Vi lasci all’articolo completo.
Sorgente: Le tre qualità che un blogger deve avere | Buzzoole Blog
Non ho capito un c***o della vita?
Noi commercialisti, quando chiacchieriamo fra di noi, usciamo spesso con affermazioni del tipo “ma chi ce lo ha fatto fare?” “Un giorno mollo tutto e vado ad aprire un chiosco su una spiaggia” “se rinasco faccio *****” dove, al posto degli asterischi, potete mettere qualsiasi lavoro che secondo voi non implichi l’uso del cervello e consenta di vivere una beata lobotomizzazione. Un po’ per caso mi sono imbattuto l’altro giorno nella storia di questo ex collega romano:
Lui sì che ha saputo mollare tutto e cambiare vita! Tutto bello, tutto buono, bravo, bravissimo. Poi però scorri le risultanze di Google…
Sorgente: Guru romano trovato con 1kg di erba, per farla franca tenta di ipnotizzare i carabinieri
MITICO!!! Ha pure provato ipnotizzare i carabinieri!!! Genio Vero 🙂
Ho solo da imparare! Lo dico da anni che devo inventarmi una setta, possibilmente che preveda la presenza di alieni e il sesso libero a favore del santone!
Di Netflix, del Dott. House e del doppiaggio
Uno dei piaceri inattesi che sto provando da Netflix è la riscoperta di serie concluse che avevo lasciato a metà. E portarle a termine.
In quest’ottica nell’ultima settimana ho ripreso in mano dott. House. Ho attaccato dalla sesta stagione. Non che fossi sicuro di essere arrivato alla quinta ma mi sembrava una buona approssimazione. Poi così me ne lasciavo solo tre da vedere. Abbastanza ma non troppe.
Divoro la sesta serie, tra pause pranzo, e tarde serate a letto con l’ipad mentre mi addormento. Arrivo alla fine. Colpo di scena. Entusiasmo.
Passo subito a s7e1 e… nooooo mi hanno cambiato il doppiatore del Dott. House! Fossero passati mesi dall’ultima puntata magari ci avrei impiegato più di tre nanosecondi ad accorgermene. Così invece… Delusione totale. Sto provando a proseguire ma dubito di farcela. Mi sa che anticipo il passaggio a Battlestar Galactica…
L’avvelenata
Non amo particolarmente Guccini, non l’ho mai ascoltato più di tanto. Però adoro una sua canzone. Anzi, potrei dire che è una di quelle quattro canzoni che a volte mi canticchio da solo quando sono un po’ così. Ecco perchè oggi un brano di questo testo diventa il nuovo sottotitolo del mio blog
“se io avessi previsto tutto questo, dati cause e pretesto, forse farei lo stesso”
Con tutto quello che implica. Buon ascolto e “ho tante cosa ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto”
Ps le altre canzoni sono “Testardo” di Silvestri, “Fossi Figo” di un noto complessino e, di rado, “Povero me” di De Gregori
L’Italia che funziona: le poste
Sì, molti inorridiranno per un’affermazione come quella del titolo ma personalmente di recente ho avuto a che fare in diverso modo con le poste e mi sono sempre trovato bene. Ok, la componente “umana” spesso è fondamentale ma devo anche dire che gli addetti con cui ho avuto a che fare sono quasi sempre stati di un livello che accetterei da un qualsiasi dipendente anche di un’azienda privata. Vediamo quindi qualche servizio per il quale mi sono trovato particolarmente bene.
Nuovo sistema di gestione delle code: anche se molti non capiscono ancora perché certe code vadano più veloci di altre, la nuova suddivisione delle tipologie di operazioni per me funziona bene.
Prenotazione tramite la app: non volte fare coda? Prenotate il numerino dalla app! Funziona anche se non è chiaro se funzioni il check in da fare (o meno), presso il totem in ufficio.
Raccomandate spedite via internet: per lavoro se ne ho tante le spedisco le mando tramite il servizio poste lite. Non partono il giorno stesso ma evito di perder tempo con buste e talloncini da compilare.
Chiusura di un conto bancoposta: per un fallimento dovevo chiudere un conto. Ho portato i documenti e mi han detto “se no le arriva nulla in tre mesi, torni da noi”. Ero inorridito ma poi in dieci giorni hanno fatto tutto.
Se però andate in posta all’ultimo giorno di una scadenza e trovate duemila persone, non prendetevela con i dipendenti o iniziate a dire “è uno schifo”, così come le code in Expo, non si puo’ pretendere che si gestiscano flussi umani assurdi come se niente fosse: i tempi tecnici sono quello che sono.



A questo giro con la barba ci sto prendendo gusto. Quindi sarebbe anche il caso che iniziassi a curarla un po’ meglio. La diffusione degli hipster ha Milano ha fatto sì che i “barbieri” siano tornati in auge. Per la pausa pranzo di giovedì ho quindi prenotato presso uno di questi saloni per farmela sistemare come si deve. Vediamo un po’ cosa salta fuori… Qui sotto il link del locale.