Archivi categoria: Giorno Marmotta

Il lato A. Il lato B

Quando sono partito per Parigi, avevo in mente di proseguire con la conoscenza del lato B della città. Quello un po’ più fuori dai classici percorsi turistici. In parte ce l’ho fatta, in parte però ho svoltato verso  mete più classiche, anche se di una certa levatura culturale. Come dimostrano i miei precedenti post dedicati alla “fruizione musicale”, sono andato a vedere molte esposizioni. Sono partito il primo giorno alla nuova Filarmonica (tra l’altro un palazzo stupenda) con “Chagall e la musica”, dove ho scoperto tutta una sua attività di costumista di teatro e balletto che ignoravo. Il giorno dopo mi sono tolto lo sfizio di visitare il D’Orsay da cima a fondo, compreso un mezzo allarme per uno zaino lasciato incustodito, e il Museo Rodin, che non ero riuscito a vedere l’ultima volta colpa il giorno di chiusura. Ho proseguito poi con la Cattedrale di St. Denis, dove sono sepolti molti reale di Francia ma ho visitato anche il limitrofo quartiere/paese, tristemente assurto agli onori della cronaca (nera). In effetti è una zona dove sono evidenti diverse problematiche. Ho poi visitato l’istituto europeo di fotografia (diciamolo, la forma d’arte che capisco un po’ meglio che apprezzo sicuramente di più). Il sabato sono salito su Notre Dame, ho fatto il brunch in un locale molto trendy, a quanto mi dicono, (La recyclerie), ho visitato un quartiere africano di cui ignoro il nome (si veda la foto sotto) e infine ho concluso con un’ultima mostra fotografica. Insomma… Sono stati giorni intensi, divertenti, in ottima compagnia è decisamente stimolanti.

Registrazione di un servizio tv davanti ad una sarto. “trendy” in un quartiere prettamente di immigrati africani

 

Adotta un ragazzo. In salsa francese

Adotta un ragazzo è una Chat per single che va molto qui a Milano. La sua forza sta nel lasciare, in teoria, il pallino in mano alle donne. Il sito non nasce in Italia. Credo sia francese e qui a Parigi è così radicato che la campagna pubblicitaria, che vedete in foto, non ha neppure bisogno di mettere il nome: solo il logo/icona. Come se fosse universalmente conosciuto.img_8014

Parigi val bene una Messa

Appena prima degli attentati di Parigi, stavo valutando se andare o meno a trovare una coppia di amici che si sono trasferiti nella capitale francese. Nicchiavo e stavo pigramente tendendo al rimandare il viaggio. I tragici eventi mi hanno fatto drasticamente cambiare opinione: bisogna dimostrare di reagire a certe cose e non lasciarsi spaventate. Così dopo un paio di giorni ho prenotato e mentre leggete queste righe sarò in volo. A presto per ulteriori post vacanzieri.

   

Chioma non folta e abitudinaria

“E’ la prima volta che vieni qua?”
La domanda per un attimo mi ha colto impreparato. Prima di natale sono andato a tagliarmi i capelli da Orea Malià e poco prima che mi venisse posta questa domanda stavo giusto pensando come l’estate prossima saranno vent’anni che mi taglio i capelli lì ma soprattutto vent’anni che ho la stessa pettinatura. Per molti uomini è la prassi e in fondo credo sarà così anche per me. Ho avuto nella mia vita, finora, tre tagli: da piccolo avevo la riga tipo omino del lego; da adolescente li avevo indietro con una goffo taglio molto anni 80/90; infine li ho comodi, corti e in avanti come li tengo ora. Ogni tanto penso di cambiare ma non è che abbia tutta sta massa di capelli da potermi permettere chissà quali voli pindarici. Se però guardo le mie foto di anni fa, mi rincuora vedere che l’attaccatura alta è congenita e non segno di un’avanzante stempiatura (tiè!). Quello che avanza è il colore grigio, ormai diffuso anche sulla barba. Però, dicono, esiste una cosa chiamata “fascino del brizzolato”. A me non è che risulti. Ho il sospetto che riguardi solo chi di fascino ne aveva già prima di essere brizzolato…

Mode natalizie che vanno

  
Quest’anno, girando per grandi magazzini e negozi vari, ho notato un deciso cambio di tendenza rispetto agli scorsi anni. Era ormai da qualche Natale che i “box” con offerte di viaggi, weekend romantici e degustazioni andavano per la maggiore. Partiti in sordina, nel 2014 secondo me hanno raggiunto il loro apice. Si è passati da anni in cui ce li si litigava perchè andavano esauriti a una situazione “ideale” in cui l’offerta era ampia e la domanda rimaneva alta. Poi è arrivato il 2015. Quest’anno per me l’offerta è cresciuta ulteriormente, forte del fatto che questi circuiti hanno costi relativamente bassi (in fondo incassano la percentuale è come costi hanno solo materialmente il box e l’ingente spesa pubblicitaria) ormai se ne trovano davvero per tutte le tasche e per tutti i gusti. Dall’altro la gente si è un po’ stufata. Molti rimanevano inutilizzati perchè c’è chi ne riceveva anche due o tre e poi faticava a trovare le date o anche i soldi, perchè anche se il pernottamento è gratuito, il viaggio è sempre una spesa, senza considerare gli extra.

Scommetto che dall’anno prossimo cominceranno a diminuire sensibilmente.

La maledizione lavorativa di capodanno 

Da sempre sono abituato a non tirare particolarmente tardi la sera in ufficio. Le eccedenze lavorative preferisco in genere gestirle con i sabati mattina lavorativi. Questo, da un paio d’anni a questa parte, ha una preoccupante eccezione: la settimana di capodanno. L’anno scorso il 30 avevo lavorato fino a tarda sera coi colleghi e il 31 fino alle cinque del pomeriggio, per colpa di un Concordato Preventivo. Quest’anno tutto sembrava risolversi al meglio: alle 17.30 del 29 dicembre mi preparavo a uscire, con i documenti per una riunione la mattina dopo. Il 2015 lavorativo  doveva concludersi così. Invece no. Ieri è scoppiata una magagna. In ufficio fino alle 23.30, oggi trasferta verso Bergamo a raccogliere una firma e riunione di oggi spostata a domani. Ottimo direi.

Pizza in the friendzone

Il buono di invitare una ragazza (donna, mi devo abituare a dire donna, vista la nostra età)che è solo un’amica e non a casa mia per una pizza è un film, senza alcun secondo fine, è che puoi dirle tranquillamente: “sì, però la pizza la fai tu, vero?” 

 

Un augurio

Natale è arrivato. Perché poi questo il Natale è: un arrivo. Vi auguro di avere al vostro fianco chi è importante per voi. Sia la famiglia, gli amici o la persona che amate.