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Il complottista non lo si frega. Sottotitolo: svegliaaaa !!1!!11!

È incredibile come qualsiasi disgrazia, naturale o causata dall’uomo, sia terreno fertile per i complottisti. Non vorrei darei psicologia spiccia ma in fondo temo di capire i loro processi mentali. Più qualcosa è inaccettabile al nostro lato razionale, vuoi perché alla natura o alla crudeltà umana è difficile dare un perché, più loro si sbizzarriscono a trovare trame recondite. Questo però che mi hanno segnalato oggi è veramente un soggetto che meriterebbe di essere studiato: 

 

Della scomparsa delle prove

Ormai siamo così abituati al fatto che in rete si trovi di tutto che, quando questo non accade, ce ne stupiamo. Come se la rete dovesse ormai essere il contenitore infinito dello scibile e dei ricordi. Da quelli fondamentali a quelli più futili. Mettete ieri per esempio. Per il post sulle macchie, cercavo una vecchia pubblicità del viavà degli anni 80. Diversi siti raccolgono spot del genere e pensavo non sarebbe stato difficile. Invece nulla. Ci sono rimasto davvero male.

Della minimizzazione del rischio di macchia

Conosci te stesso. Questa massima filosofica, tanto cara a una lettrice del mio blog, era stampata a fuoco nella mia mente quando decidevo dove pranzare oggi. Motivo di tanto scrupolo? Nel pomeriggio avevo un appuntamento abbastanza formale e quindi ero vestito (o travestito?) da professionista serio. La mia più grande preoccupazione, appurato il fatto che la pratica in sé non mi creava particolari ansietà, era non impataccarmi a pranzo. Mi echeggiava nella testa una vecchissima pubblicità del ViaVà – E la macchia se ne va, con un tipo corpulento che al ristorante chiamava il cameriere e diceva la mitica battuta “cameriere, mi sono macchiato” mostrando con vergogna una patacca sulla cravatta.

Evitando quindi cibi particolarmente unti e sugosi, sono arrivato indenne all’appuntamento

Non ci sono più le Galatine di una volta

 Se c’è una caramella che associo alla mia infanzia sono le Galatine. I miei ogni tanto andavano ai magazzini Metro (dove, ai tempi, c’erano quasi solo confezioni da ingrosso, ora non so) e le prendevano. Quindi ne avevamo sempre in giro dosi industriali e mio padre ne era ghiotto. Le presi per il famigerato halloween condominiale ed essendomi rimaste sul groppone, ieri sera ne ho mangiata una. Le ricordavo quadrate, con gli angoli smussati. Soprattutto ne ricordo la consistenza: dure ma dopo poco tendevano a sciogliersi o, se le masticavi, a sbriciolarsi. Ora nulla di tutto questo. Non si sciolgono e se provi a masticarle hanno una strana consistenza. Ridatemi le vecchie Galatine! 

Expo: titoli di coda

Mentre già Travaglio & friends riprendnoo gli attacchi a Expo (magari ne parlerò a parte), l’Esposizione Universale è finita. Alla fine un colpo di coda l’ho dato e sono andato il giorno di chiusura. C’era un clima strano. Innanzitutto c’erano pochissimi stranieri. Per il resto c’era un mix di seasonal pass che cazzeggiavano per l’ultima volta e gente che si affannava per vedere i padiglioni. Il tutto chiosato dalla cerimonia e dai fuochi di artificio. Uscendo, con amici, il clima era quasi triste perché in fondo è una cosa che c’è stata e non tornerà più. Provai una cosa simile lasciando per l’ultima volta un sito olimpico a Londra 2012. 

nessuna cosa a cascina merlata il pomeriggio del 31

Quel che resta di halloween

Fidatevi: è più grande di quanto sembri.

Temendo selvaggiamente il famigerato halloween condominiale, mi ero abbondantemente rifornito di dolciumi per non fare brutta figura. Non avevo considerato però che il 31 cadesse di sabato e così è finito che al passaggio dell’orda selvaggia non fossi in casa. Ora cosa me ne faccio di tutte le caramelle che ho preso? Ok, le barrette kinder non è un problema finirle…

 

L’ultimo padiglione

   Forse non tutti sanno che esiste un padiglione di Expo all’esterno del sito. Si tratta di una mostra dedicata ad arte e cibo alla triennale di Milano. Vi si accede con il biglietto della manifestazione universale. Rimanda un giorno e rimanda un altro, ho rischiato di perdermela. Ieri sera dopo il lavoro ho rimediato. È una mostra molto grande e molto variegata. Alcune cose mi sono piaciute di più, altre le ho trovate un po’ messe lì a caso. In generale un’esposizione interessante soprattutto per arte contemporanea e design ma la mostra, simile come concetto di base al Maxxi di Roma mi era piaciuta di più.
   

Cosa ci insegna Daredevil 

Delle serie originali Netflix disponibili al lancio della piattaforma in Italia, Daredevil è probabilmente la più interessante. Non sono un critico televisivo ma, dopo aver visto buona parte della prima serie, ecco cosa ci insegna fondamentalmente questa serie.

– gli anni passano per tutti, anche per la Rosario Dawson che ho adorato in La 25esima Ora e Clerk 2

– se sulla carta d’identità alla voce “nome” hai scritto  “Rosario Dawson” e a quella “professione” hai “essere la donna più sexy al mondo” te ne freghi degli anni che passano.

– Ben Afflek dovrebbe investire i suoi lauti introiti per ritirare dal mercato, dalla rete e dalla memoria di tutti gli spettatori la sua precedente versione di questo supereroe.