Di Netflix, del Dott. House e del doppiaggio
Uno dei piaceri inattesi che sto provando da Netflix è la riscoperta di serie concluse che avevo lasciato a metà. E portarle a termine.
In quest’ottica nell’ultima settimana ho ripreso in mano dott. House. Ho attaccato dalla sesta stagione. Non che fossi sicuro di essere arrivato alla quinta ma mi sembrava una buona approssimazione. Poi così me ne lasciavo solo tre da vedere. Abbastanza ma non troppe.
Divoro la sesta serie, tra pause pranzo, e tarde serate a letto con l’ipad mentre mi addormento. Arrivo alla fine. Colpo di scena. Entusiasmo.
Passo subito a s7e1 e… nooooo mi hanno cambiato il doppiatore del Dott. House! Fossero passati mesi dall’ultima puntata magari ci avrei impiegato più di tre nanosecondi ad accorgermene. Così invece… Delusione totale. Sto provando a proseguire ma dubito di farcela. Mi sa che anticipo il passaggio a Battlestar Galactica…
L’avvelenata
Non amo particolarmente Guccini, non l’ho mai ascoltato più di tanto. Però adoro una sua canzone. Anzi, potrei dire che è una di quelle quattro canzoni che a volte mi canticchio da solo quando sono un po’ così. Ecco perchè oggi un brano di questo testo diventa il nuovo sottotitolo del mio blog
“se io avessi previsto tutto questo, dati cause e pretesto, forse farei lo stesso”
Con tutto quello che implica. Buon ascolto e “ho tante cosa ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto”
Ps le altre canzoni sono “Testardo” di Silvestri, “Fossi Figo” di un noto complessino e, di rado, “Povero me” di De Gregori
Under the bridge
Mentre assonnato mi dirigo in ufficio per un sabato mattina lavorativo, Virgin Radio mi regalava questo pezzo per iniziare la giornata. Mi sembra un ottimo modo di cominciare! Buon weekend a tutti.
L’Italia che funziona: le poste
Sì, molti inorridiranno per un’affermazione come quella del titolo ma personalmente di recente ho avuto a che fare in diverso modo con le poste e mi sono sempre trovato bene. Ok, la componente “umana” spesso è fondamentale ma devo anche dire che gli addetti con cui ho avuto a che fare sono quasi sempre stati di un livello che accetterei da un qualsiasi dipendente anche di un’azienda privata. Vediamo quindi qualche servizio per il quale mi sono trovato particolarmente bene.
Nuovo sistema di gestione delle code: anche se molti non capiscono ancora perché certe code vadano più veloci di altre, la nuova suddivisione delle tipologie di operazioni per me funziona bene.
Prenotazione tramite la app: non volte fare coda? Prenotate il numerino dalla app! Funziona anche se non è chiaro se funzioni il check in da fare (o meno), presso il totem in ufficio.
Raccomandate spedite via internet: per lavoro se ne ho tante le spedisco le mando tramite il servizio poste lite. Non partono il giorno stesso ma evito di perder tempo con buste e talloncini da compilare.
Chiusura di un conto bancoposta: per un fallimento dovevo chiudere un conto. Ho portato i documenti e mi han detto “se no le arriva nulla in tre mesi, torni da noi”. Ero inorridito ma poi in dieci giorni hanno fatto tutto.
Se però andate in posta all’ultimo giorno di una scadenza e trovate duemila persone, non prendetevela con i dipendenti o iniziate a dire “è uno schifo”, così come le code in Expo, non si puo’ pretendere che si gestiscano flussi umani assurdi come se niente fosse: i tempi tecnici sono quello che sono.
Renzi ha ragione

Che piaccia o no Renzi su alcune cose ha oggettivamente ragione. Qualcuno potrà obiettare che anche un orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno. Ok, non mi interessa addentrarmi in questa diatriba. Quello su cui secondo me ha ragione è che in Italia ci sono troppi professionisti del disfattismo. Ieri stavo leggendo un gruppo di Facebook dedicato al mio paese, Pero. Noi siamo praticamente attaccati all’inceneritore Amsa di Figino. Fino a che non mi dimostreranno il contrario, secondo me uno più moderni e sicuri. Su questo gruppo uno pubblicava una foto di una fumata bianca, lamentandosi della qualità dell’aria. Quando qualcuno (per fortuna c’è chi mi ha anticipato…) gli ha fatto notare che si trattava solo di vapore acqueo, questo ha replicato “allora fattelo tu un aerosol 24 ore al giorno e vediamo quanto ti fa bene”. Insomma, tutto è uno schifo, tutto va male, tutto dovrebbe essere a carico di altri e mai a carico proprio.
In Italia ci sono molte cose da sistemare ma se noi per primi non ci affossassimo a colpi di martellate sui coglioni (scusate il francesismo) magari qualche passo avanti in più lo si farebbe.
Vabbè, ora che sono tornato basta andare in giro…
Giusto, devo aspettare fino al 23 per il prossimo viaggio all’estero… questa volta per un concerto. Questo.


