Manifesta superiorità 2017
Uno dei post che porta più visite al mio blog è “Manifesta Superiorità“, in cui narro la bellissima sensazione che da’ l’apprezzare un gruppo come Elio e le storie Tese.
Ecco. Stasera andrò a vedere un altro loro concerto. Poco fa mi è capitato di aprire iTunes e, per curiosità, sono andato a vedere la classifica dei singoli. La mia autostima musicale è salita ulteriormente.

Ora… sappiate che sto per diventare scurrile…
Ma oggi come oggi se non hai un “feat.” di stocazzo non puoi fare un singolo??? Poi… discutiamone. credo che dei dieci brani riesca ad ascoltare, senza provare stimoli intestinali, al limite Pamplona e Thunder. Sul resto caliamo un velo pietoso.
Inciso per Mrs Puck: ho ascoltato L’esercito dei Selfie. Quello mi sarebbe dovuto piacere??? Non ti stupire se stasera, tornando a casa, trovassi la serratura cambiata… 🙂
Nel mezzo del cammin del 2017
E così anche metà di questo 2017 è passato. Tecnicamente lo spartiacque sarà domenica, però il 30 giugno è una data discretamente simbolica.
Diamo quindi il via ad un po’ di luoghi comuni: il tempo scorre troppo in fretta, sembra ieri che festeggiavamo capodanno, passate le vacanze un attimo ed è già Natale, quando eravamo piccoli il tempo scorreva più lentamente.
Insomma: è venerdì, è fine giugno, stasera c’è il concerto di Elio e rischio di farmi una lavata d’altri tempi se viene giù un temporale come gli ultimi giorni.
Come stai? Bene
Chiedere “come stai?” è spesso più una convenzione sociale che un reale interesse. Parimenti, la risposta è in genere di circostanza. Giusto così. Se si vuole sapere di più, di norma, lo si intuisce da come si pone la domanda. Io poi sono un tipo dai toni pacati e non amo andare sopra le righe. Ecco perché diffido sempre di chi, alla canonica domanda, risponde “benissimo!” E si profonde in tutta una serie di spiegazioni, che poi in effetti non sono legate ad un particolare evento positivo appena accaduto (che ci può stare, eccezionalmente). Quelli che ci tengono a spiegarti che, in generale, sono felicissimi e le cose gli vanno benissimo, mi generano diffidenza. Mi sembra che debbano convincere prima di tutto loro stessa, che non gli altri.
E’ per storie così che sostengo Kiva

Io da anni sostengo progetti di microcredito tramite Kiva. Di che si tratta? Persone in paesi in via di sviluppo hanno bisogno di finanziare la propria attività (o la propria istruzione, o altre situazioni difficili) e si affidano ad associazioni di cooperazione internazionale, per avere finanziamenti. Queste associazioni prendono i fondi anche da piattaforme come Kiva. Io (inteso come finanziatore di Kiva) decido chi finanziare, dai 25 dollari in su, non ricevo interessi ma solo il rimborso del capitale.
Così un Sargis qualsiasi, che nel suo paesello (in Armenia) è impiegato It ma non riesce a sostenere tutta la famiglia, puo’ avere un finanziamento per aiutare la produzione agricola della madre e arrotondare così: con patate.
Sorgente: Sargis – Armenia | Kiva
Il caso Ilaria Capua: perchè la disinformazione è peggio dell’ignoranza
Se in Italia la gente crede a delle cose assurde, non è solo colpa “di internet” o dell’ignoranza generalizzara. Molta della colpa sta anche negli organi d’informazione. Diciamolo: la qualità del giornalismo italiano si è abbassata drasticamente negli anni. Un caso emblematico è quello della dottoressa Ilaria Capua. Una delle cosiddette Eccellenze Italiane, mediaticamente crocifissa, il che vuol dire con la vita di tutti i giorni rovinata. Una storia tra sensazionalismo esasperato, travisazione della realtà e superficialità professionale (non certo sua)
Sorgente: Il caso Ilaria Capua: radiografia del suicidio italiano – La Stampa
Il blog è in crisi. Viva il blog!
Non mi nascondo dietro ad un dito. Il mio blog, che non ha mai avuto tante visite, è in crisi. Lo scorso anno, sono riuscito a raggiungere il livello del 2015 e del 2014 solo perchè un post, finito non si sa perchè in testa alle indicizzazioni, mi ha portato da solo circa l’8% delle visite di tutto l’anno.
Quest’anno il coniglio dal cilindro non l’ho ancora estratto. Il risultato è che le visite sono in flessione. Mollare il colpo? Non ci penso neanche. Anche e soprattutto perchè il blog l’ho sempre scritto, prima di tutto, per me. Che fare? Con grande coerenza, sto meditando una cosa che avrebbe senso solo se fossi in fase espansiva: investire per poter trarre profitto dalla pubblicità sul blog. Potrei anche decidere di investire questi 60 euro all’anno… per ricavarne forse… boh… uno. L’importante è avere un business plan preciso e con stime realistiche! 🙂
Una volta al Poli c’erano solo uomini. AKA: underboobs mon amour
Ai miei tempi, dicevi Politecnico e la prima cosa che veniva in mente era: zero donne. Oggi la situazione è decisamente cambiata. Un po’ perchè le donne hanno sdoganato le materie ingegneristiche (più che le scientifiche, dove erano già più che presenti), un po’ perchè hanno aperto ingegneria gestionale (non a caso anche io ci ho “pescato”…).
Fatto sta che dopo la sfida a colpi di decolté dello scorso anno (o due anni fa? non ricordo), quest’anno sembra partire la sfida a colpi di underboobs.
Inciso: vi vedo, vuoi uomini, millantare di non sapere il significato di questo termine. Falsi! 🙂
Torniamo alla sfida di quest’anno. Tutto è partito da una pagina facebook e da una foto con un pennarello incastrato “per comodità” proprio lì. Alla voce “senza mani!”
Speriamo prenda piede? (sì, la risposta maschile è sì). PVD! PVD! PIVUDIII!!!
Sorgente: PoliMi, (altra) sfida a colpi di seno

I problemi della miniaturizzazione
Una volta i computer erano grossi come una stanza. Era un po’ dura perderseli. Anche di recente però, un desktop o un mac non hai problemi a trovarli in giro per casa. Stesso discorso per una Playstation. Magari puoi dimenticare dove hai messo un portatile o un tablet. Ma anche lì a perderli, in casa, ce ne vuole…
Io invece qualche mese fa ho comprato un Raspberry Pi. Compreso di case, ha una dimensione di circa 10cm x 8cm.
L’ho perso in giro per casa. Oggi mi è arrivato il nuovo case che ho acquistato (una figata… è una riproduzione in piccolo del vecchio commodore 64, al cui interno posizionare la scheda madre). Però non ho il computer da sistemargli all’interno. Stasera devo proprio ribaltare casa…
