Archivio dell'autore: Puck74
Lettere, odio e rispetto
Oggi sul web, soprattutto sulle pagine dedicate al basket, gira la lettera di un tifoso dei Boston Celtics a Kobe Briant, dopo l’annuncio del suo ritiro. Non so se sia vera o meno, sicuramente è verosimile. Dice che all’ultima partita a Boston sarà fischiato come sempre, anche di più, ma una volta uscito gli verrà tributato l’onore che un grande rivale e un grande sportivo merita. Tutti a lodare questo grande gesto di sportività fino alla fine, come se fosse una cosa eccezionale. Forse lo è ma per chi, come me, ha il cuore di ghiaccio, rigorosamente rossoblu, non sembra poi una cosa così strana. Noi saimini abbiamo odiato nel profondo per vent’anni Lucio Topatigh. non poteva essere altrimenti: il più grande giocatore italiano degli ultimi 40 anni che ha giocato per tutte le squadre che negli anni contendevano al Milano Saima il vertice nazionale: Bolzano, Como (sì, perchè quella squadra lì non era di Milano), Asiago. In più Lucio era un combattente, era l’icona ideale sulla quale far confluire una rivalità.
Poi… poi gli anni passano per tutti e lui arriva a Milano in una partita di vecchie glorie. Alla fine gli ex rossoblu vanno sotto la curva per ricevere il saluto del proprio pubblico. Lui li lascia andare e poi si avvicina per salutare una curva che di sicuro gli mancherà e che, per come è fatto, sicuramente l’ha spronato a dare ancora di più sul ghiaccio. La curva capisce e gli porta il tributo che merita, con i suoi cori, che però non suonano più come insulto o scherno ma come l’onore delle armi al più grande dei nemici.
Per fortuna di quei momenti c’è un bel video. Ogni tanto lo riguardo e, lo ammetto, mi emoziono.
Il post del mese (a mani basse)
Primo dicembre e torna una delle poche rubriche del mio blog. Riguardando la valanga di cavolate scritte nel mese precedente, vedo quale è stata la più letta. Quando scrissi il pezzo su pornhub pensai avrebbe scalato in fretta le classifiche di gradimento. Così fece. Non pensavo invece di creare un flusso costante di visite raccontando della chiusura di twist e del mio tempismo nell’avere da poco sottoscritto il servizio. Questo infatti è stato a mani basse il post più letti di novembre e ancora continua a generare traffico.
Share ‘n go: affosso pure questa?
Incavolato con Car2go e orfano (con grande tempismo) di Swift, era alla ricerca di un car sharing. Ormai la scelta poteva ricadere solo su Enjoy o il piccolo Share’n go. Ho optato per quest’ultimo per alcuni motivi: curiosità per le vetturine elettriche, voglia di essere first mover e soprattutto i 500 minuti gratis che avevo da usare, avendo fatto la preregistrazione appena hanno lanciato il servizio. Veniamo a parlare delle caratteristiche, dei pro e dei contro.
CARATTERISTICHE
Nonostante siano auto elettriche non si deve per forza prenderle e lasciarle alle apposite colonnine, è flessibile con gli altri car sharing. Le auto sono più piccole delle Smart e omologate per de persone, dietro ci starebbe una borsa o i sacchetti della spesa. In genere si opera da app o direttamente dal sito mobile, la card è rilasciata solo se si dichiara di non avere uno smartphone. Si puo’ lasciare l’auto su tutto il territorio comunale senza sovrapprezzi per la periferia.
PRO: Auto elettriche molto agili nel traffico. Facili da parcheggiare e ovviamente a emissione zero. Utile il fatto che si operi anche da siro mobile senza necessità di installare la app (che consiglio comunque)
CONTRO: Poche vetture disponibili, in genere una settantina. Numero verde con pochi operatori e capita di dover aspettare molto.
The Best, George Best
I tifosi inglese di calcio non sono quasi mai stati degli esempi da seguire, se non altro dagli anni 70 in poi. Ciò non toglie che siano parte integrante del fascino del calcio britannico, con le loro tradizioni e i loro miti.
Trovo molto bello questo coro dedicato a uno dei più grandi talenti che il calcio abbia mai conosciuto e forse non apprezzato quanto avrebbe meritato. Anche e soprattutto per demeriti umani suoi. George Best.
Il testo è questo:
Going on up to the spirit in the sky
It’s where I’m gonna go when I die
When I die and they lay me to rest
I’m gonna go on the piss with Georgie Best
Ora uno video
Se mi consentite un paragone, che qualcuno reputerà quasi calcisticamente blasfemo, la cosa più simile che abbiamo avuto nel calcio italiano è stato Alviero Chiorri.
C’è chi si chiede perchè io tifi Cremonese
Chi vince sempre non mi è mai stato simpatico. Così come in amore, il mio cuore sportivo ha sempre amato le scelte travagliate. Una su tutte il Milano Saima. Anche nel basket, tifo pur sempre per la squadra più titolata d’Italia e che ogni anno dovrebbe uccidere il campionato, però finisce sempre che ci facciamo un fegato tanto per un pugno di mosche. Nel calcio forse la mia scelta più romantica. Da piccolo ero un tiepido milanista ma, proprio al culmine dell’era Sacchi, sono stato folgorato sulla via di Damasco dalla Cremonese. La quintessenza della provinciale d’altri tempi, del calcio pane e salame, nel senso più rispettoso ed entusiasta del termine. Una squadra che scoperta una combine di suoi giocatori li ha denunciati. Venendo per questo… Retrocessa. Eppure sono ancora qua, a incavolarmi ogni weekend. Però poi pubblicano video come questo e delle incazzature per la cremo finisci quasi per essere orgoglioso.



