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Della diffidenza verso gli operatori telefonici (e i loro agenti telefonici)

Come vi scrissi, venerdì sono stato contattato da una commerciale Fastweb, di cui sono già abbonato. A quanto pare a casa mia è arrivata finalmente la fibra ottica e mi offrivano il cambio di modem senza costi aggiuntivi. Dopo l’iniziale entusiasmo la mia diffidenza è venuta fuori per diversi motivi.
Prima di tutto, a mia esplicita richiesta, mi è stato risposto che non serve l’intervento di un tecnico e che il modem è auto installante. Al momento avevo accettato la risposta giustificandola così: evidentemente con le nuove tecnologie, la fibra arriva fino alla derivazione e poi da lì il segnale riesce ad andare sul solito cavo. Più ci penso e più mi sembra una cavolata. A ruota sono arrivati altri dubbi: ma se non è il modem per la fibra, cosa mi mandano? Solo un nuovo modello? Siamo sicuri che non dovrò pagare niente? Ai posteri l’ardua sentenza.

Io preferisco dormire la notte

Quando racconto il mio lavoro di curatore fallimentare, cerco di spiegare che non sono uno sciacallo ma uno che cerca di recuperare qualcosa per i creditori che sono rimasti fregati. Fregati dalla crisi del loro cliente e talvolta anche dal suo comportamento truffaldino.

Sì perchè poi ti trovi in certe situazioni e ti chiedi che senso abbia lavorare seriamente ed eticamente se, come ci è successo, un cliente non ci ha pagato e poi in corso di causa si è permesso di sostenere che le centinaia di email che abbiamo prodotto ce le siamo inventate e che non abbiamo mai svolto lavoro per lui… Il “bello” è che il giudice potrebbe anche dargli ragione e soprattutto ora prosegue imperterrito la sua attività. Mi piacerebbe anche dirvi chi è ma la cosa diventerebbe kafkiana perchè alla fine mi troverei magari una denuncia per diffamazione e poi (se il giudice gli desse ragione nella causa di cui sopra) potrei addirittura esser costretto a pagare. Ho imparato anni fa che l’etica e la giustizia non sono di questo mondo.

Però io mi ostino a comportarmi come lo fossero. Almeno del mio fanno parte.

Breve manuale del buon recensore

Fino a poco tempo fa ero un felice ignorante.
Fino a poco tempo fa avevo nel cassetto un ebook dal titolo (tanto brutto quanto provvisorio) “Breve manuale del buon recensore”. Doveva, nell’era di internet e dei blog, raccogliere qualche spunto che speravo interessante indirizzato a chi, in modo dilettantistico o affacciandosi alla professione, voleva recensire videogiochi.
Fino a poco tempo fa avevo sentito parlare delle problematiche che gli youtuber stavano creando alle testate più strutturate e tradizionali del settore, ma poco più.

Poi sono andato alla GamesWeek di quest’anno e ho iniziato a conoscere meglio la questione. Soprattutto ora so chi è un soggetto come Favij.

Il mio ebook, se non cestinato, è stato profondamente sepolto nel mio cassetto e da lì non uscirà più. Che senso ha parlare di come si dovrebbe approcciare correttamente e professionalmente l’analisi di un videogioco se non solo il pubblico ma anche le case produttrici ora ritengono dei ragazzetti che si riprendono semplicemente mentre giocano i sommi esperti del settore?

Sono contento di non essere più attivamente nel settore, perchè dev’essere frustrante per i diversi amici che ci lavorano ancora avere a che fare con certi soggetti.

Sono un dinosauro e me ne compiaccio. Si stava meglio quando si facevano le partite a calcetto nella redazione di via Edolo e si ricevevano dal Simon le sue direttive redazionali (che in realtà erano più lezioni di sintassi e grammatica) rispetto ad oggi.

Quando ci vuole ci vuole. Ovvero: people watching inverso

Hey tu signora. Troppo vecchia per definirti Milf è troppo acida per essere Cougar. Proprio tu, signora della Milano bene che torni a casa con postura “scopa là sotto” dalla palestra. È inutile che mi guardi con disgusto mentre mangio in vetrina da Mac. Non mi fai nè caldo nè freddo. Anzi… Se non fossi un filo educato chioserei il tuo sguardo con un verbo caro al mio amico YdR 🙂 ….

Le donne e le cure

Diciamo che generalizzare è sempre sbagliato. Ciò non ferma le donne dal sostenere che ogni uomo appena si ammali diventi una piattola. Contesto nello specifico questa cosa, poiché io sono uno che quando deve curarsi o comunque non sta bene, reagisce. Contesto ancora di più perché poi se il modo di reagire alla malattia è quello di voi donne… Lasciamo stare! Il campione femminile sul quale ho maggiore controllo mi dimostra una ineluttabile verità: le donne pensano di avere una laurea in medicina per imposizione divina. Sanno loro cosa gli fa bene e cosa no. Rinnegano prescrizioni mediche e norme di comune uso perché “io mi conosco”. Altra frase tipica è “questo non mi fa niente”. Io mi arrabbio, sbraito ma poi devo arrendermi chiosando con l’adagio “chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”.

Mapuoi?

Facciamo un post alla moda del Milanese Imbruttito. Questo soggetto inquietante l’ho beccato stamane in metro. Forse è lo stesso he spesso si siede a dormire accovacciato tra un vagone e l’altro ma oggi, essendo la metro vuota, si è seduto. La mascherina mi sembra un tantino eccessiva…

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Contro il blog del Milanese Imbruttito

Lo scrivevo e lo argomentavo nel febbraio scorso e lo ribadisco oggi: il blog del Milanese Imbruttito non mi fa ridere. Mi piacciono le frasi, mi piace il concetto di base che ha reso famosa la pagine Facebook (ho anche partecipato venendo pubblicato). Il blog invece per me non decolla, per dei testi ironici forse servono altri autori… Questo dicevo in tempi non sospetti. Oggi mi hanno segnalato che in un recente post sull’Auto Imbruttita (intesa come auto brutta, non del milanese imbruttito) insultano selvaggiamente 20 anni di mie autovetture. Il Pt Cruiser infatti sta per compiere dieci anni e precedentemente ebbi una Mazda 121 per altrettanto tempo.

Della mia attuale vettura dicono:

Chrysler PT Cruiser ALIAS… Prendere una hot rod degli anni ’60, mischiarla con un pizzico di furgoncino da surfista, aggiungere una lacrima di carro funebre, spolverare con un mix di obsoleta tecnologia americana…guardate il tutto e tenete pronto un sacchetto per vomitare!

Della 121:

Al tempo stesso, merita menzione la Mazda 121: Ma per spendere 15 milioni di lire ed avere la macchina di Paperino, non era meglio andare in edicola e prendersi il giornaletto con 1.500 lire e comprarsi nel mentre un’auto decente?? Mah….

Grasse risate! Mi sento proprio punto nel vivo dalla loro sagace ironia… Li lascio girare coi loro Suv e le loro Mini per Corso Como…

Siamo onesti: so di aver avuto sempre auto molto singolari e negli anni ne ho sentite tante. Appunto per questo dico che ne ho sentite di molto migliori se le si vuole prendere in giro…

Provaci ancora M.I. … ma non penso migliorerai di molto. Perchè non limitarsi solo alla classica pagina Facebook? Ah già… la pubblicità…

 

Adam chi?

In rete, soprattutto se si leggono ambiti complottisti o legati a cose misteriose, appare spesso il nome di Adam Kadmon. A dire il vero ormai lo si sente nominare anche in ambito generalista, essendo apparso anche nella prestigiosa trasmissione Mistero. Sì, a scanso di equivoci, sono sarcastico. Leggendo la pagina di Wikipedia a lui dedicata, apprendo che si sia fatto conoscere tramite lo zoo di 105. Questo oltre a fargli perdere ai miei occhi ulteriore credibilità, mi spiega perché abbia tardato a sentirne parlare. Il mio vero dubbio è: perché in Italia più uno dice Cavolate è più possibilità ci sono che diventi “personaggio”?