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Luoghi comuni e frasi fatte sulla Festa della donna

I luoghi comuni mi piacciono solo se presi con ironia. Ecco perché invece di unirmi agli stucchevoli auguri di circostanza, vi offro questa piccola raccolta.

– la donna va festeggiata tutti i giorni (frase che, adeguata alla festività, va sempre bene
– non regalo le mimose perché poi puzzano
– e la festa degli uomini quando è? (Di pari passo con la risposta fatta e stizzita “tutti i giorni”)
– ormai è solo un’occasione per le ragazze per andare a fare le cretine nei locali
– ma le suffragette almeno sai chi fossero?
– ormai è solo una festa commerciale (anche questa valida per tutte le occasioni)

(Aperto a ulteriori suggerimenti)

Se mi regalassero una settimana

Non vorrei una settimana di ferie, vorrei proprio una settimana fuori dal calendario, per cazzeggiare e fare tante cose che ho in mente, senza per questo ritrovarmi al rientro con una montagna di arretrati. Che farei con questo tempo? Tante cose! Le prime che mi vengono in mente sono:
– guardare tutte le mostre arretrate che ho a Milano
– andare almeno tre o quattro volte al cinema
– dormire
– andare un paio di giorni in montagna a fare sci di fondo e uccidermi di polenta concia
– scrivere scrivere scrivere
– magari un po’ anche leggere
– provare un paio di aperitivi e almeno tre ristoranti che ho in lista
– fare un corso di inglese (ma per quello mi servirebbero 5 ore a settimana per almeno un anno)

Insomma… visto che sognare non costa nulla, oltre a sperare presto o tardi di fidanzarmi nuovamente, perchè non sperare anche di trovarla ricca e fare il mantenuto? 🙂

Hey tu donna

Hey tu donna che mi giri in metropolitana con mini e calze parigine. Non ti si può neppure definire sovrappeso ma se le suddette calze le prendi troppo piccole l’effetto “insaccato che straborda” vanifica qualsiasi istinto positivo che cercavi di provocare.

Aggiornamenti fallimentari

Stamane a letto perdevo tempo prima di alzarmi, sfogliando l’iPhone. Mi accorgo che sulla prima schermata è sparita un’icona ma non riesco a memoria a capire quale. Mi sovviene quando cerco di scrivere ad un amico: Facebook messenger è non c’è più. Vado su AppStore ma mi risulta installato. Provo ad accedere dalla app di Facebook: il nulla cosmico. Faccio una ricerca su google e scopro che con il nuovo aggiornamento di Facebook il messenger è tornato a essere integrato. Ok aggiorno. Ancora il nulla cosmico. Non male Zuckerberg, considerando che il change log parla di bug fixed… Per fortuna che almeno whatsapp funziona… Ah già… Ma ora è sua…

Gli equilibristi della carta igienica

In un ufficio, come in ogni altro ambiente che preveda una forzata convivenza tra persone diverse, ci sono compromessi da accettare e piccoli sforzi da fare. A me le persone che questi piccoli sforzi proprio non li fa, mi mandano in bestia. Il luogo dove questo si evidenzia maggiormente è il bagno. Non ci vuole niente, se non trenta secondi di tempo, a cambiare il rotolo della carta igienica se ti accorgi che è finito. Invece no. Ci sono dei veri virtuosisti nell’usarla tutta ma lasciare un ultimo strappo orgogliosamente attaccato al rotolo, così da poter dire “non era finita, non mi ero accorto fosse in fondo”.
Se vi becco vedete come vi faccio pedalare…

No ragazzi, non ci sto.

Sarà un grande atleta. Sarà uno dei più titolati nella storia olimpica. Però far portare il tricolore a uno che non ha mai fatto mistero di non sentirsi particolarmente italiano non mi può andar bene. Non è questione di razzismo ma di coerenza. Meglio sportivi naturalizzati per passione (e non opportunismo) di chi è nato sul territorio italiano senza sentirsene parte.

Lettera aperta

Cari Trenitalia, Expedia, Groupon, Glamoo e chi più ne ha più ne metta
Non ne voglio sapere niente delle vostre offerte per il weekend di San Valentino. Soprattutto quest’anno. Quindi evitate di rompere. Grazie.

Lo scavallamento del brand “Il Milanese Imbruttito”

Sono stato uno dei primi fan della pagina facebook de Il Milanese Imbruttito. Quasi un meme in cui i milanesi si auto prendono in giro sulle proprie assurdità.
Formula semplice, veloce. Una frase e via. Poi sono venute le magliette. Ci sta: amplifichi il successo di una frase. Poi sono venute le serate aperitivo/disco. Ci sta: per quanto poco sia milanese modarolo, sono cose che vanno bene. Ora però hanno veramente fatto il passo più lungo della gamba. Da qualche giorno è stato lanciato il blog. Un po’ informazione, un po’ mondanità, un po’ quel che capita.
Non mi piace. Non ha nulla di differenziale rispetto a molti altri siti del genere e i tentativi di portare l’ironia dalla singola frase al pezzo umoristico sono per ora miseramente scarsi. Ovviamente a mio modesto parere, che resto comunque un grande sostenitore del format originale.