Archivi categoria: Giorno Marmotta
Inutili caratteristiche della mia prossima ragazza
La donna ideale non esiste ma ogni tanto è bello giocare a “la donna che vorrei”. Giocare, sì, perché affronterò solo caratteristiche futili.
– Avere gli occhiali da Hipster, perché fanno tanto sangue.
– Saper giocare a “sasso carta forbice lizard spock” e se chiedete che è, non siete la donna giusta.
– Cantare a squarciagola Essere donna oggi, capendone l’ironia.
– Usare un sacchetto di negozio di intimo di pregio per portare la schisceta in ufficio
– Avere un rapporto coi videogiochi che vada oltre a Candy Crush
– Essere bionda, perché la mia ex non sopporta le bionde.
Il rientro
Rieccomi in metropolitana, diretto in ufficio. Se dopo il weekend non sono certo quello che lamenta l’effetto lunedì, dopo quattro giorni effettivamente riprendere è un po’ un trauma. Poi ora non ci sono ponti di Pasqua che tengano, temo sarà un tour de force fino a fine giugno. Però, come dico sempre, in questo periodo meglio avere problemi di troppo lavoro che averne di opposti. Quindi buona giornata a tutti! Per fortuna che almeno qui splende un bel sole…
Spigolature dal viaggio parigino
Sulla via del ritorno, è tempo di qualche futile pensiero emerso da questa quattro giorni oltralpe.
Perché le giapponesi, soprattutto in aeroporto, portano quasi tutte la mascherina? Supereranno mai lo shock da influenza aviaria?
Si capisce che è una città profondamente multietnica dalla frequenza con cui si vedono profilattici xl nei distributori automatici.
Il milanese imbruttito e il parigino imbruttito sono parenti stretti. Le rispettive consorti no.
A Parigi ci sono molte più cacche di cane per strada che a Milano.
La gente in metro si comporta veramente ad minchiam. Spostarsi da davanti la porta e lasciar scendere prima di salire sono due concetti ignoti.
Da buon milanese imbruttito, ovunque vada faccio confronti, nel bene o nel male, con Milano.
Quando vado a concerti all’estero noto sempre che c’è una fascia di avventori, quella nata negli anni 50, che da noi manca totalmente.
Il fan
Poche volte mi sono sentito un vero fan come al concerto degli Spin Doctor dell’altra sera. Prima di tutto perché ero l’unico dall’Italia (a quanto ho visto). Quindi ero l’unico con la maglietta del gruppo (tour 2012) e infine… Ero così vicino al palco che aspettando l’inizio ero proprio seduto sul palco. 🙂
Tutto questo senza considerare il cantante che durante gli assoli finali mi da una pacca sulla spalla.
Sono soddisfazioni di nicchia. Come quando si ascoltava Elio e le storie tese e ti dicevano “chi se li incula?”
Andare a concerti di nicchia (e tirarsela)

Saluti da Parigi. Ennesimi. Mentre starete leggendo questo righe, io sarò in coda per andare al concerto degli Spin Doctors, gruppo di cui faccio feticcio da una vita e di cui più volte vi ho parlato sul blog. Visto che quest’anno non passavano dall’Italia, ho preso la palla al balzo per venire a trovare degli amici qui e vedermeli live. Appena prima di partire ho fatto una piccola ricerca sul New Morning, il club dove suoneranno. A quanto pare la capienza è di 500 posti e c’erano ancora biglietti disponibili. Permettetemi di tirarmela un po’ per il fatto di prendere e andare all’estero per vedere un concerto che non si fila nessuno, tronfio di apprezzare questo gruppo.
Anche lui faceva selfie!
Basta col dire che da quando ci sono gli smartphone le foto classiche di vacanza sono quelle in cui uno si fotografa da solo foto, magari sdraiato, coi piedi in bella vista! Non è certo iniziata ora questa moda se anche Henri Cartier-Bresson si faceva scatti così 🙂
Cavolate a parte, ieri ho avuto la fortuna di poter andare al centre Pompidou a vedere la mostra su Henri Cartier-Bresson. Bella, molto ampia, molto ben studiata come percorso e suddivisione dei temi. Da sola valeva la pena di venire a Parigi. Inevitabile e doveroso il passaggio al Bookshop.
Certo che guardare le sue foto e pensare che faceva tutto con una Leika, ti fa passare la voglia di comprare ottiche nuove: prima ne devo mangiare di polvere per saper usare almeno decentemente quelle che già ho!
Essere matusa
Alla soglia dei quarant’anni devo ormai ammettere di non essere più ggggiovane. Oggi parlando mi è capitato di usare l’espressione “ti sgama”. Subito ho avuto l’impressione di non averla usata davvero da parecchi anni, seguita dalla più agghiacciante sensazione che sia ormai un’espressione gergale fuori moda. Sono andato online sul Treccani e ho trovato:
accolta nel gergo giovanile con il sign. di capire, intuire, indovinare: i ragazzi, quando riescono a indovinare cose segrete, usano il verbo «sgamare»
Se il Treccani lo definisce gergo giovanile…vuol dire che è già pesantemente da matursa…




