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La mafia delle coppiette: “il mondo è piccolo” edition
Sul volo Rarotonga – Atutaki ci siamo imbattuti in un’altra coppia italiana in viaggio di nozze. Soprattutto a Mrs Puck sembrava di averli già visti. Parlando è emerso che si erano sposati lo stesso giorno ed erano sul nostro stesso volo Milano-Dubai. Difficile comunque ci si fosse visti lì. Dopo un po’ emerge che anche la Lei della coppia aveva preso l’abito nello stesso posto di Mrs Puck ed erano a ritirarlo lo stesso giorno.
Il mondo è troppo piccolo.
Al parco Sempione come Muri Beach
Visto che c’è una canzone (o una frase) di Elio e le storie tese per ogni momento della vita, quale citazione si puo’ fare indistintamente stando sdraiati al parco Sempione di Milano o alla Muri Beach di Raratonga?
PIANTALA CON STI BONGHI, NON SIAMO MICA IN AFRICA
Sì, perchè questo paradiso (in particolare modo la spiaggia privata del nostro resort vede inficiata la propria tranqullità dalla vicina partenza dei battelli turistici, che fanno il giro dell’atollo e che regolarmente sono accompagnati dallo spettacolini di folklore locale.
Siamo in Oceania quindi posso legittimamente dire: piantala con sti bonghi, non siamo mica in Africa.

Cinquant’anni di questo governo
La vita serale in australia non è il massimo. Anche oggi si è cenato presto e, quando Mrs Puck si addormenta, io mi giro un po’ la rete e vedo che è successo. Leggo dei funerali di stato a Genova. Leggo un po’ di commenti su Facebook. Condivido alcuni post. Sto per spegnere e mettermi a letto e un triste pensiero mi pervade: per quanti sembriamo in tanti a vedere alcune cose, siamo comunque di provenienze ed idee diverse e poi non siamo così numerosi come vorremmo credere. La maggioranza dell’elettorato vuole questo governo. Noi non possiamo che usare le armi della democrazia e della libertà di espressione per cercare di far capire a più persone possibile dove sta il problema di un governo in cui il Presidente del Consiglio non si sente mai, dove l’unico ministro della Lega sembra Salvini (e ho detto tutto), per il resto c’è una società privata.
Comunque temo ci attendano molti anni di questo governo. In bocca al lupo a noi.
La mafia delle coppiette: honeymoon (in Australia) edition

Dopo esser stato ammesso alla mafia delle coppiette ed aver avuto l’upgrade con il matrimonio, con il viaggio di nozze in Australia ho conseguito il master finale. Sì perchè, diciamocelo, non è stata la scelta più originale del mondo… ma chissenefrega! Fatto sta che il 90% (abbondante) degli italiani incontrati, sono state coppie con gli anelli ancora sbirluccicanti. A volte i tour sono diversi ma tante volte no, quindi magari, per più tappe di fila o a distanza di giorni, si rivedono le stesse facce (“le solite facce”, direbbe YdR). A volte ci si saluta, a volte ci si ignora (se a pelle ci si sta già sulle palle o se si è un po’ timidi) a volte ci si intrattiene in qualche chiacchiera.
A volte però si va oltre, come capitato a Mrs Puck e me al tour “a night at field of light”. Nella prima parte della serata, un aperitivo in piedi guardando il tramonto illuminare Uluru (già noto come Ayers Rock) ci siamo ritrovati a chiacchierare con una, poi due e alla fine con tre coppie di altri lunadimielisti italiani. Visto che poi siamo stati fortunati ed erano tutte coppie simpatiche, si è deciso di fare tavolo assieme alla successiva cena sotto le stelle. Per fortuna, perchè la cena è stata abbastanza lenta e se fossimo capitati con altre nazionalità, mi sarei fatto discretamente due maroni così.
Uno a destra. Uno a sinistra.
In genere, nel nostro viaggio australiano, non abbiamo avuto la percezione di pericolosità. Se non in una città: Alice Springs. Seconda città per grandezza dei Northern Territory, in realtà conta circa trentamila abitanti. Arrivando abbiamo notato dei sobborghi non proprio edificanti e, spiace dirlo, erano le zone abitate dagli aborigeni. Paragonate a certe riserve indiane viste negli States, diciamo che mi pare se la passino peggio. Il nostro albergo aveva un parcheggio con cancello a codice di sicurezza. Peccato che il numero di posti disponibili fosse inferiore (di gran lunga) a quello delle stanze. Ecco che quindi, controvoglia e nonostante alla reception una incaricata, un po’ stordita, ci avesse avvisato che non fosse sicurissimo, abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio a circa dieci metri dalla porta dell’hotel. Non eravamo tranquilli. Prima di andare a dormire siamo passati a controllare. Oltre alla nostra c’erano tre auto e sembrava tutto tranquillo. La mattina, alle 6, prima di colazione, sono passato a ricontrollare. Ho notato dei vetri per terra vicino alla macchina a fianco alla nostra ma erano di una effrazione precedente. Dopo colazione siamo tornati per caricare l’auto e… quelle parcheggiate alla nostra destra e alla nostra sinistra avevano il finestrino saltato. Per una volta ci è andata bene (o forse la mia prima uscita ha evitato guai peggiori)
Brevi storie tristi (di un vecchio)
Prima storia triste:
Entrare nel pub/bistrot del nostro hotel, perculare l’utenza media perché attempata. Quindi accorgersi di aver lasciato gli occhiali in stanza e farsi leggere tutto il menu da Mrs Puck. Quindi accorgersi di avere gli occhiali nell’altra tasca.
Seconda storia triste:
Parlare in auto con Mrs Puck e darle indicazioni su cosa fare col cellulare. Accorgersi di aver detto (non si sa perché) “Netscape” invece di “Safari” e doverle spiegare cos’era Netscape.
Il mistero del fuso orario di Mount Gambier
Oggi siamo arrivati a Mount Gambier. Per farlo, abbiamo cambiato stato all’interno della confederazione australiana. Al giorno d’oggi, i cellulari aggiornano automaticamente l’ora locale con i server dei propri operatori. Se fino ad ora avevamo 8 ore di differenza con l’Italia (se qui erano le 16, in Italia erano le 8 di mattina), adesso la differenza è solo di sette ore e mezza. La cosa è confermata anche dall’orologio nella stanza d’albergo e da una ricerca su internet a proposito dell’orario ad Adelaide.
Ammettiamo la nostra ignoranza, non sapevamo ci fossero i fuso orario di mezz’ora…
Serbare fra i propri ricordi
Non sono uno che passa il tempo, magari i concerti, a fare foto e video. È vero: sono appassionato di fotografia e faccio molte foto ma trovo sempre il tempo di godermi un luogo. Alla Penguin Parade invece sono stato costretto, dalle regole, a non fare foto. Tutto resterà nei nostri ricordi. Le centinai di piccoli pinguini (alti circa 40cm) passare a meno di un metro da noi. Nella foto che segue, presa da internet, vedete che in basso a sinistra un vetro: quella era la nostra postazione in cui abbiamo aspettato pinguini che, uscendo dall’acqua dopo il tramonto, andavano nelle tane fra l’erba sugli scogli.

