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Borough Market

borough_market2Borough Market è uno di quei posti di Londra che suggerisco sempre agli amici che si recano nella capitale britannica. Io stesso, quasi ogni volta che ci vado, ci passo per un pranzo o una passeggiata. Forse per questo l’ultimo attacco terroristico mi ha scosso più degli altri. Andai a Parigi poco dopo il Bataclan, nella stessa Londra sono andato diverse volte, nonostante gli attentati, in questi anni. Però questa volta è stato un po’ diverso. Dirsi che non dobbiamo lasciargliela vinta è un po’ più difficile. Anche per questo, forse, è importante resistere e provare, senza correre rischi inutili, a condurre una vita normale.

Ho già un biglietto per Londra in tasca e non lo butterò di certo. Però questa volta non so se andrò a Borough Market.

In tutto questo è bello leggere storie come QUESTA

Dagli anni 70 (quasi 80) con furore

Questo weekend eravamo in Liguria. Diciamo tra Sestri e Rapallo, senza entrare troppo nel dettaglio. Alberghi tutti pieni ma avevamo prenotato per tempo. Diciamo che la struttura era un fantastico spaccato, direttamente degli anni 70. Gli arredi, le suppellettili, gli alcolici (rimpiango di non esser riuscito a fotografare le bottiglie di Bianco Sarti), tutto parlava di un albergo agé per gente anch’essa agé. Meritano però menzione assoluta i posacenere attaccati alle pareti di ogni corridoio e ormai lasciato alla propria solitudine, visto che non si può più fumare. Uniche due concessioni alla modernità il televisore (dove però il digitale terrestre non prendeva neppure Rai e Mediaset) e il Wi-Fi (che si prendeva in stanza ma non andava).  Pittoresco.

Discutere in ufficio dei più alti sistemi

Oggi in ufficio abbiamo aperto una discussione. Spesso, soprattutto quando devi dare un indirizzo email per telefono, si dice “le faccio lo spelling” e poi lo si dice lettera per lettera “Genova, Milano, Ancona, Imola, Livorno… punto com”

Ma se volessimo non usare il termine inglese “spelling” cosa dovremmo usare in italiano? La prima risposta emersa era “sillabo”, però in effetti è tutt’altra cosa: dividere in sillabe. Parte la ricerca su internet e alla fine siamo giunti alla conclusione che il termine più corretto è “scandire” magari con l’espresssione “scandire lettera per lettera”.

Avete alternative da proporre?

Non son se posso vivere senza…

Ormai costantemente, monitoro il sito di crowdfounding Kickstarter, alla ricerca di qualche sfiziosa novità. Capita quindi che anche i banner che mi appaiono durante la navigazione, siano legati a questo. L’altro giorno, mi è stato proposto l’articolo che trovate qui sotto. Sono indeciso: genialità o ravanata galattica? Il confine è spesso sottile.

Ode alla stagione del calciomercato

Dopo undici anni di Lega Pro, dove, per poter sapere le voci di calciomercato della mia amata Cremonese, dovevo contrabbandare i pdf de La Provincia o affidarmi al sito Tuttolegapro, quest’anno la musica cambia.

Non solo ci sono molte più fonti ma anche i nomi che si fanno sono diversi. Quando l’estate scorsa firmò tale Perrulli, non feci certo salti sulla sedia. Poco conta che, durante l’anno, sia diventato uno dei giocatori che ho più amato nella recente storica grigiorossa. Ora si parla di Gilardino, Antenucci, Ledesma. Ok, magari non ne arriverà nessuno, però almeno è più facile entusiasmarsi sulla carta. 

Idolo vero!

Non vorrò mai esser vaccinato dal sarcasmo

Mentre in rete stiamo raggiungendo livelli assurdi (con gente comune che apostrofa medici al grido “ma che ne sa lei?”) Proviamo a sorridere due minuti sulla quesione, con Martina Dell’Ombra

Buon asciugamano a tutti!

Buon Towel Day a tutti voi, che sapete di cosa parlo, senza dover andare su wikipedia.

answer_to_life

Silenzio

Stamattina avevo due post pronti per la pubblicazione. Uno anche discretamente serio, sui vaccini. Tutto però passa in secondo piano rispetto a quanto accaduto a Manchester. Stamattina, sfogliando la news come faccio appena sveglio, pareva quasi una bufala. Invece è tragicamente tutto vero.