Archivi categoria: Giorno Marmotta

Abbinamenti azzeccati

ScreenHunter_37 Sep. 06 13.41Oggi mi sono imbattuto in questa notizia. Già di per sé è abbastanza inquietante. Ad alleggerire la situazione ci ha pensato bene il banner pubblicitario che, per qualche strano algoritmo, ipotizza che visto che ho letto questo articolo, posso essere interessato all’acquisto di Mafia III (titolo che non ho neppure mai consultato su amazon, quindi alla base di tutto ci sono proprio le tag dell’articolo). STRALOL.

La vita è una Rivella

 Nel mio weekend svizzero (da non confondere con il weekend di Oslo. Si, lo so, me la sto spassando) mi è stato detto che assolutamente non potevo non provare la tipica bibita gasata svizzera: la Rivella. Ero diffidente fino a che non mi hanno detto che era a base di siero di latte bovino. L’idea di una bevanda gasata che partisse dal latte mi incuriosiva troppo. Sul gusto stenderei un velo pietoso, però posso dire di averla provata almeno una volta nella vita. C’è di peggio.

Selton live

Non domo dal il weekend di Oslo, mi sono fatto venire a prendere all’aeroporto per andare diretto al Bum Bum Festival di Trescore Balneario per vedere il concerto dei Selton. Si tratta della mia scoperta musicale di quest’estate: un gruppo italo brasiliano (o di brasiliani trapiantati da noi? Non l’ho ancora capito). Non sono un espertone di musica, quindi non vi so definire il loro genere, che di sicuro subisce molte influenze. Non a caso anche i testi sono spesso un po’ in italiano, un po’ in portoghese è un po’ in inglese.

Concerto molto bello, impreziosito da un finale acustico dove scendono fisicamente in mezzo al pubblico per risuonare il loro singolo “voglia d’infinito”. Non ho trovato un video della serata, quindi vi giro quello girato alla data del Carroponte (che non mi entusiasma perché c’è una nel pubblico che canta con una voce che mi urta il nervo).

Fertility Weekend

No, non voglio assolutamente entrare nelle polemiche del Fertility Day ma osservare una spigolatura statistica sul mio weekend. Ero a Oslo a festeggiare un amico che tra poco diventerà padre per la prima volta. Oltre a lui, eravamo otto ragazzi/uomini.

Il totale dei figli lasciati a casa dai suddetti (considerando che eravamo in 3 i non sposati/conviventi) è di 10.

Direi che in quel giro l’onere delle riproduzione è discretamente assolto.

Detto questo, come dice il proverbio, quel che succede a Oslo rimane a Oslo (come se ci fossero quei gran segreti da tenere…)

Andare al GP di Monza

Io sono un grande appassionato di eventi sportivi dal vivo e di turismo sportivo, cioè andare a visitare un paese o una città con la scusa di vedere una manifestazione.

Però la Formula 1 live non ha mai avuto un grande interesse per me. Ho chiesto allora all’amico CQ di scrivere un breve intervento per provare a spiegare in poche parole perché è bello andare al Gran Premio d’Italia a Monza.

Il Gran Premio di Monza! Un evento che aspetto tutto un anno, lo ammetto torno bambino, per me è quasi come se stesse per arrivare il Natale. Chi della Formula 1, o comunque del motorsport in genere ne fa una malattia non avrà problemi a capire le sensazioni che solo la presenza in autodromo, a bordo pista, ti può regalare. Spesso però l’appassionato sportivo medio al quale ti approcci con entusiasmo dicendogli “Anche quest’anno a Monza ci sarò” ti guarderà di sguincio, rispondendoti con un freddo “Vabbè ma cosa vai a fare non si vede niente, meglio in tv”. L’evento sportivo in genere visto dagli spalti ti regala emozioni che lo schermo non ti può trasmettere, anche la Formula 1 vista in autodromo non fa eccezione: la sensazione di velocità delle vetture ti arriva in maniera nitida, non filtrata, il pilota racchiuso nell’abitacolo, che calza il proprio casco come un elmo e con le braccia “rema” sul volante per domare il bolide, la precisione delle traiettorie, l’adrenalina della partenza con l’arrivo di tutte le vetture in gruppo, la possibilità di capire nel punto dove ti trovi chi guadagna e chi perde terreno (ormai comunque tutte le tribune sono munite di mega schermo che ti permette di seguire la gara sul resto del tracciato). E poi il pubblico, i tifosi Ferrari, anche loro sono una vera e proprio leggenda. L’esperienza in autodromo, anche per i non malati di motorsport come me, almeno una volta nella vita va fatta: magari non cambierete idea, altri si sono innamorati di questo sport proprio vedendolo dal vivo.

L’ostentazione dell’abbronzatura

In questo tristi giorni di rientro al lavoro, c’è comunque qualche magra soddisfazione a girare per il centro di Milano.

Le giovani donne, ma non solo, tentano ancora di massimizzare le esternalità positive dell’abbronzatura.

In poche parole ci sono ancora generosi centimetri di pelle regalati al pubblico e viene fatto sfoggio di indumenti che generalmente sono confinati alle zone balneari.

Nella maggior parte dei casi è una cosa positiva.

Quindi, a nome dell’universo maschile, ringrazio.

 

Lavazza, Las Vegas Kid e Mrs Puck

andre-agassiConscio che rilanciare uno spot Lavazza sul mio blog possa scatenare le ire di Mrs Puck (che lavora per la concorrenza), non posso però non parlarvi di cosa hanno preparato per gli UsOpen 2016. Del resto ormai hanno quasi il monopolio della sponsorizzazione dei maggiori tornei di tennis al mondo (Wimbledon su tutti).

Nel video che trovate qui sotto, Andre Agassi (origini armene: padre Agassian ha troncato il finale del cognome), già noto come Las Vegas Kid, beve una tazza del noto caffè e di colpo ripercorre tutta la propria vita agonistica, terminando in piedi sul tavolino col la divisa e la capigliatura che lo resero famoso ai tempi.

Per la cronaca, avevo quella maglietta. Erano gli anni d’oro in cui le divise tennistiche erano articoli molto alla moda (ricordo anche una Edberg che avevo e la Tacchini di Camporese)

Detto questo lo spot è bello ma Mrs Puck, che proprio avvezza al tennis non è, alla fine mi fa: “ma quello coi capelloni è lo stesso pelato dell’inizio?” E’ seguito il gelo da parte mia. Sono quei momenti che se non fanno saltare un rapporto, lo rinsaldano… Mi mancherà 🙂

Sono come Elio?

Ormai costantemente, sia quando vado a tagliarmi i capelli sia quando vado a farmi regolare la barba, i diversi operatori concludono con la stessa domanda: “alle sopracciglia vogliamo fare qualcosa?” Ok, lo ammetto, più che il monociglio di Elio ho dei cespugli alla Martin Landau. Le prime volte che mi proponevano di regolarle, rispondevo sdegnatamente di no. Come fosse una proposta lesiva della mia mascolinità. Ora, vista l’insistenza di numerosi soggetti diversi, iniziò a tentennare…