Dodici anni di Pt Cruiser

Il 26 aprile 2005 ritiravo dal concessionario la mia (o il mio? dilemma mai risolto) Pt Cruiser.

Dodici anni di vanti vs prese in giro. Dodici anni di raduni e di fiamme magnetiche sulle fiancate. Dodici anni di vacanze e pure un incidente.

Fatto sta che il Pt, che essendo diesel euro 3 non puo’ entrare in Area C neppure pagando, è ancora lì, con la sua carrozzeria Inferno Red che sembra nuova.

Auguri

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Delle feste laiche

Sono cattolico e di questo non ho mai fatto mistero. 

Tutte le cose della vita, anche quelle che facciamo convinti e che ci danno piacere, a volte però ci costano anche un po’ di fatica. In soldoni: a volte sarebbe bello poltrire di più la domenica, invece che andare a Messa. Però ci alziamo e lo facciamo, con un po’ di fatica (appunto) ma con il piacere di fare una cosa a cui teniamo.

Questo per dire cosa? Che il 25 aprile e il 1 maggio, hanno il gusto tutto particolare dell’oziare sotto le coperte senza remore.

Se ti dicono di buttarti in un pozzo ti butti?

Con questa frase le mamme di tutta Italia hanno catechizzato i propri figli, per insegnargli a non essere pecoroni e ragionare con la propria testa. 

Poi sono arrivati i navigatori satellitari.  Poi soprattutto è arrivato WAZE

Questo navigatore, disponibile per iOS , ammetto che ha pesantemente influenzato la mia guida. Il suo quid in più è un controllo della situazione del traffico molto puntuale, un’impostazione delle vie alternative veloce e un consumo di traffico dati alquanto limitato.

Questo però porta a certe perversioni. Si tende ad usarlo sempre, anche su strade note, per stimare precisamente l’ora dell’arrivo e farsi consigliare via alternative. Io ogni tanto faccio resistenza e cerco di fare come voglio io. Devo ammettere, purtroppo, che quasi sempre ha ragione lui.

C’è però l’eccezione che conferma la regola e io allora prendo forza a sostenere, con me stesso e con Mrs Puck, ancora più integralista nella devozione a WAZE, che “se ti dice di buttarti in un pozzo, tu ti butti?”

PS Questo poi si innesta in un discorso più ampio sui navigatori, che ho da anni coi miei. A volte sono veramente un demandare a loro di pensare, con effetti sulla pigrizia mentale di chi guida e non solo. Prendete i tassisti: una volta conoscevano ogni vicolo delle città, ora impostano sempre il navigatore e via…

Nell’era dei social, essere esperti non conta una fava

8032807067278_0_0_1200_80L’altro giorno mi sono messo a cercare su Amazon un film che volevo acquistare. Si trattava di Sing Street, un film molto carino, della passata stagione. La copertina del dvd è ben fatta e così mi sono soffermato a ingrandirla e guardare un paio di dettagli. Una cosa mi ha lasciato piuttosto inorridito. In genere, oltre a titolo, attori e magari qualche frase ad effetto, ci sono spesso i bollini dei premi vinti e anche qualche estratto da recensioni positive che il film ha ricevuto. Qui, in bella vista alla destra e alla sinistra del titolo ci sono… due estratti da commenti su Facebook. Niente recensioni del Corriere, di Repubblica, di Ciak. Niente siti cinematografici. Niente stampa straniera. No. Due emeriti signori nessuno che hanno detto la loro su Facebook. Chissà poi se sono veri o se la produzione si è inventata due commenti come li volevano loro. Ormai neppure blogger o influencer contano più. Bastano due nomi col cognome puntato che dicano quello che vuoi sentirti dire.

iPhone… in kit di montaggio

Che online si trovino i pezzi di ricambio per gli iPhone è cosa risaputa. Però non credevo si trovassero TUTTI i componenti necessari a costruirne uno. Un articolo di Wired racconta invece di questo soggetto che si è fatto in casa un iPhone 6s. Costo circa 300 dollari… manodopera esclusa.

Se siete esperti di elettronica, è una possibilità da non sottovalutare.

Sorgente: Costruire un iPhone da zero? Questo tizio l’ha fatto – Wired

Eddie “The Eagle” Edwards

In un periodo in cui guardo pochissimi film su sky (ormai sono quasi totalmente devoto alle serie) mi sono imbattuto in un biopic su un personaggio che non conoscevo: Eddie “The Eagle” Edwards.  Per me la cosa più pittoresca delle olimpiadi di Calgary 1988 era stata la squadra di bob giamaicana (anche questa arrivata sul grande schermo con Cool Runnings), invece c’è questa interessante storia di questo sportivo che voleva assolutamente partecipare almeno una volta alle olimpiadi. Una storia di perseveranza davvero bella. Ve lo consiglio. Intanto vi giro anche un video del vero Eddie “the Eagle”.

Ps da notare il ruolo di coprotagonista per Hugh Jackman, capace come pochi altri di infilarsi in film di dubbia qualità (per quanto io apprezzi i film sportivi e leggeri come questo)

Sorgente: Eddie Edwards (sciatore) – Wikipedia

Denuncia penale e licenziamento in tronco. Subito.

Se la storia si rivelasse vera (e pare esserlo), per me si tratterebbe di un fatto GRAVISSIMO e il licenziamento in tronco e la denuncia penale dovrebbero essere immediati.

Un’infermiera di Treviso, invece di vaccinare i bambini, buttava le fiale e fingeva solo di effettuare l’iniezione.

Qui la questione dei vaccini sta davvero scappando di mano. Chi sei tu per andare contro la legge o contro il volere dei genitori?

Sorgente: Treviso, infermiera fingeva di vaccinare, cinquecento bambini senza protezione – Cronaca – Tribuna di Treviso

La posizione perfetta

Nella vita ci sono rari momenti di beatitudine. Uno di questi è quando trovi “la posizione perfetta” nel letto. Un mix di postura, cuscino e coperte che ti trasmette quella sensazione per cui pensi “non potrei stare comodo di così”. Provi a memorizzarla, per poterla replicare in seguito, ma la cosa è praticamente impossibile. Per la legge di Murphy, questi momenti sono destinati a durare poco più di un battito di ciglia. La motivazione più gettonata che lo interrompe è il suono della sveglia. Molto in voga anche il crampo o, per chi non dorme solo, un movimento del partner.

Sì. Stamattina è suonata la sveglia quando ero proprio comodo. C***o!