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Internazionale: Rocco Tanica è il più bravo scrittore comico italiano

Internazionale, nota rivista popolare di facezie, incline alla comicità becera e alle battutacce sessiste, incensa quei “morti di figa” degli Elio e le storie tese… ma guarda un po’…

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10 motivi per cui…

Sarò monotematico ma inizio questa rubrica con:

10 motivi per cui Elio e le storie tese ti hanno segnato la vita 🙂

1) La prima volta che hai sentito nominare Borgomanero era nel famoso live.

2) La sera del ventennale agli Arcimboldi ti sembrava di essere il protagonista de La rivincita dei Nerd

3) Hai imparato i sepolcri di Ugo Foscolo ascoltando Urna

4) Se una tipa che ti piaceva aveva un tipo, questo era genericamente chiamato Tafano.

5) Pensi che Faso somigli a Frank Zappa e Tanica a Paul McCartney

6) Ogni anno ti ricordi della morte di Feiez

7) Riesci a pronunciare e scrivere correttamente Italian Rhum Casusu Cikti e Elio Samaga Hukapan Karayama Turu

8) Se per radio passano “Maniac” tu canti a squarciagola “La Tenia”

9) Sei convinto che esista almeno una ragazza al mondo che apprezzi sinceramente “Essere Donna Oggi”

10) Come Linus e Nicola Savino, sai che per ogni occasione della vita esiste una citazione dagli Elii

Riscoprire cd a caso (stonando a squarciagola)

Sabato sera, dovendo uscire in auto, ho preso un cd quasi a caso, dalla pila di un noto complessino. La scelta è capitata su una delle raccolte dei cd Brûlé: grazie per la splendida serata.
Bello guidare riscoprendo, e stonando a squarciagola, canzoni come Litfiba tornate insieme e Abate Cruento.

Domande di classe in Quiz Cross

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Cassonetto differenziato per il frutto fiorentino

il 6 dicembre 1989 usciva il primo album degli Elio e le Storie tese: Elio samaga hukapan kariyama turu. Al suo interno la canzone Cassonetto differenziato per il frutto del peccato, che parlava con l’ironia tipica del gruppo milanese, del problema dell’abbandono dei bimbi in fasce.

In questo weekend ero a Firenze, chi mi accompagnava mi ha mostrato La ruota degli innocenti e fu installata il 5 febbraio 1445. In pratica era una cassonetto differenziato per il frutto del peccato.

Quando l’ho fatto notare, sottolineando anche il fatto che per qualsiasi evento della vita c’è una canzone degli Eelst, sono stato picchiato con violenza.

The class is not water

What you think of the my car? Is much beautifull second me. But you laugh and take me for the ass.

Quanta attualità in questi versi datati.
Quanta classe in questi uomini.

 

Tiriamo le somme su Sanremo

Qualche dato oggettivo:

Premio della critica: Elio e le storie tese

Premio miglior arrangiamenti (cioè premio dei maestri dell’orchestra): Elio e le storie tese

Classifica del televoto di finale:
44% Marco Mengoni
34% Modà
22% Elio e le storie tese

Classifica finale (televoto+giuria di qualità)
36% Marco Mengoni
33% Elio e le storie tese
31% Modà

Non è dato il dettaglio della giuria di qualità ma, pesando al 50% sulla classifica finale lo ricaviamo:
44% Elio e le storie tese
28% Marco Mengoni
28% Modà

Questi sono i dati oggettivi che si commentano da soli 🙂
Vi saluto e a questo punto mi aspetto un nuovo governo Berlusconi.

Un post snob. Sottotitolo: il malcelato orgoglio di apprezzare (davvero) Elio e le storie tese

Sono passati i tempi, ripresi dagli stessi Eelst nell’intro del loro primo album, in cui si veniva presi in giro anche solo a proporre agli amici l’ascolto di questo simpatico complessino. Ora Elio e soci sono conosciuti ma dire che sono apprezzati è diverso. Osannati dalla critica, il pubblico spesso si ferma solo alla loro esteriorità più forte, fatta di trasformismo e di testi provocatori.
Io sono un fan della prima ora. Uno di quelli che nell’88 (e anche prima) si scambiava le cassettine con gli amici. Uno di quelli che aveva il live di Borgomanero. Uno di quelli che quando li faceva ascoltare riviveva scenette come questa (della suddetta intro):

“Vabbè, però c’ho anche un disco nuovo che mi sono cattato che è mondiale, una bomba.”
“E attento che non ti esploda nel culo!”
“Ah ah ah ah!”
“Che sbiancata!”
“No, ma ascoltiamolo, e poi, cioè, è po… è troppo…”
“Sì ascoltiamo, senti che merda!”
“Tua Prinz!”
“Eh?”
“Troppo!”

Lo ammetto, sono snob. Io godo nell’apprezzare gli Elio e le storie tese. Io ho un malcelato istinto di superiorità verso chi li denigra. Io mi esalto ascoltando in cuffia La Canzone Mononota e sentendo tutto quello che c’è sotto nella base.

Ovvio, non sono un fanboy (non ne avrei neppure più l’età…) che li difende a spada tratta. Per esempio spesso mi trovo a discutere con altri apprezzatori degli Eelst sulla superiorità dei primi album rispetto agli ultimi, preferiti a quanto pare da chi ha meno anni di me. Per esempio odio le scelte delle loro scalette nei live. Per esempio mal sopporto Mangoni.

Da Mangoni a Mengoni… che probabilmente stasera vincerà Sanremo. Così come diciassette anni fa qualcuno vinse il Festival mentre io avevo i lacrimoni dal ridere per La Terra dei Cachi. Vincerà Mengoni, o chi per lui, complimenti. Però noi Fave siamo un gradino più su… 🙂