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Salviamo Ostello Bello

Ho conosciuto Ostello Bello di recente e quasi per caso, leggendo alcuni siti di eventi milanesi un po’ fuori dal solito giro. Si tratta di una bella realtà creata e gestita d giovani. Non solo un bell’ostello in pieno centro città, premiato come uno dei migliori nuovi ostelli a livello internazionale ma anche un punto di aggregazione dove andare a mangiare, fare un aperitivo o seguire uno dei tanti eventi che vi vengono organizzati. Io per esempio ci andai per la presentazione di un libro.
Ora sembra che essere caduto nei lacci e laccetti della burocrazia italiana e gli è stato intimato di chiudere. Vi rimando a una nota dei gestori che spiega meglio la situazione. Il problema sembra essere solo la presenza di tre letti in più, niente di igienico o sulla sicurezza. Verrebbe da pensare che la cosa sia risolvibile ma, come raccontavo in un altro post sabato, quando si entra in questo vortice è difficile uscirne…
Se Macao, per tanti motivi che non sto qui a spiegare, mi aveva lasciato alquanto tiepido, questo caso lo trovo veramente preoccupante di un certo clima, speriamo si risolva presto.

Il newage non lo reggo

Conosco e apprezzo (pur non abbracciandola) la dieta vegetariana.
Non condivido ma rispetto la scelta vegana.
Cerco di avere una vita il più possibile a basso impatto.
Però quando il tutto si fonde con strascichi newage anni ’90, buoni solo per le casalinghe frustrate della Milano bene…do di cranio 🙂
Ecco (tralasciando il nome del locale) cosa mi veniva proposto da una newsletter che ho ricevuto oggi:
vi invitano con gioia a partecipare a

“Insieme”

La festa annuale di ringraziamento

Grazie! Grazie! Grazie!

alla Grande Madre Terra che tutti ama e nutre
e
a chi condivide con noi il desiderio di mettere al mondo un mondo migliore!

Oltre a deliziare i palati grazie al consueto ricco buffet bio vegetariano godereccio, assaporeremo il piacere di conoscerci e di stare insieme meditando, chiacchierando, cantando, ballando, suonando…

Via Terraggio 5

Dal ’94 a oggi la maggior parte del mio tempo l’ho passato in zona Cadorna a Milano. Prima andavo in Cattolica, poi in ufficio. Sempre lì. Sono anche uno che si vanta di non andare in giro a testa bassa ma cerco sempre di visitare e scoprire posti nuovi, anche nella mia città. Questo giardino però proprio non lo conoscevo e devo ringraziare il sito SurviveMilano. Il numero 5 di via Terraggio sembra un civico qualunque. Un portone in legno da passo carraio, un citofono. Se però si fa un passo dentro, si scopre che da accesso ad un piccolo e grazioso giardinetto, ritagliato tra le vecchie case circostanti. Un paio d’altalene, uno scivolo, qualche pianta e qualche panchina. Quello che stupisce è la tranquillità: la sua conformazione tra le case, ne fa una piccola isola protetta dalla confusione che impera centro metri più in là, tra via Carducci e il bar Magenta

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Sopravvivere a Milano

Di siti che segnalano eventi a Milano ce n’è una bizzeffa. Da vivimilano in giù, non manca certo la varietà. Il comune denominatore è però spesso quello di segnalare soprattutto cose “fighettone milanesi”, che non sono esattamente nelle mie corde. Per una serie di collegamenti strani sono finito invece su SurviveMilano.
Magari molti di voi già lo conoscono (probabile: è già diventato anche un libro) però ve lo segnalo perchè mi è subito piaciuto molto per la qualità e la singolarità degli eventi e degli angoli di Milano che presenta. Oggi in pausa pranzo vado giusto a vederne uno vicino al mio ufficio. Poi vi dico.

La Milano da bere, oggi.

Quando torno da un viaggio, spesso mi viene chiesto se la vita in quel paese è costosa. A parte un paio di casi (New York e Londra su tutti), in genere rispondo di no. Però il problema è che io ho una visione distorta da milanese. Da noi ormai è quasi inconcepibile uscire a cena e spendere meno di 30 euro. Una birra cosa come un cinema e non parliamo dei cocktail. Anzi parliamone, di seguito un agghiacciante prospetto sui costi degli happy hour milanesi.

In morte dell’Happy Hour, l’aperitivo milanese delle 18 | Dissapore.

Percorsi urbani

Di base, normalmente, considero la metropolitana una gran comodità: esco di casa alla 8 e in mezz’ora sono già alla scrivania. Poi arrivano le sere d’estate e uscendo dal lavoro l’ultima cosa di cui ho voglia è infilarmi sottoterra. Giro un po’, ossigeno le poche sinapsi ancora attive ma quello duci sento la mancanza è un modo alternativo di raggiungere casa coi mezzi di superficie.

La pausa pranzo estiva

Mentre in inverno resto solitamente ancorato alla mia scrivania in pausa pranzo, staccando dal lavoro ma cazzeggiando in rete, l’estate è la stagione del parchetto. Ce ne sono tanto dalle mie parti, dal Parco Sempione (verdemarrone) in giù. In giornate di sole come oggi, girare in zona Brera o Garibaldi è un vero toccasana per l’umore. Sia per motivi metereopatici sia… Per people watching!

Se uno nasce quadrato, non diventa tondo.

Se uno nasce con il Saima nel cuore, se uno ha passato gli anni verdi a ghiaccirsi sugli spalti dei palazzetti del ghiaccio, qualcosa gli resta dentro, in modo indelebile. Anche se con gli anni ha diradato le sue frequentazioni hockeistiche.

Ecco che quindi uno pensa di proporre la gita col treno rosso del Bernina agli amici. Posti stupendi, ambienti mozzafiato.

Poi legge meglio l’itinerario e il cuore gli batte forte in petto… “Si fai il passo del MALOIA!!!” Ovvio, il secondo pensiero “eh già…si va a St.Moritz”

Da quel punto in poi il tuo unico pensiero è che si farà la sosta a Maloia e potrai fare il coretto come un pirla girando per il bosco.

I saimini tra di voi staranno magari sorridendo. Gli altri non capiranno niente. Va bene così.