Archivio dell'autore: Puck74
Il segreto milanese di Victoria
Da qualche settimana, atteso come l’avvento del Messia, ha aperto il primo negozio milanese di Victoria’s Secret. Dopo aver visto delle foto della ressa all’inaugurazione, ci sono passato davanti l’altro giorno. A quanto pare ormai è il sogno, neppure tanto proibito, delle adolescenti che vogliono sentirsi un po’ suine. Niente di male (anzi) però, nonostante apprezzi alcuni capi, devo dire che anche in questo campo la classe italiana (o anche europea) per la moda è superiore. Però resta il fenomeno di costume e quell’alea di “trasgressione a portata di mano” che questo brand trasmette. Chi sono io per contestarlo? Anzi…
Premio “Darwin” di oggi
La selezione naturale è una cosa meravigliosa, per questo mi piace pensare che la notizia che vi riporto sia vera. Per una volta infatti non l’ho neppure verificata, andando contro il mio credo, perché non vorrei rimanere deluso vedendo che è la solita bufala. Di che si tratta? Vi rimando ad un articolo più completo ma, in estrema sintesi, un texano (stato con una diffusione davvero minima di armi da fuoco…) ha visto un armadillo ai bordi della strada. Come sicuramente saprete, si tratta di un animale davvero preistorico e dotato di una resistentissima corazza. Il prode texano ha sparato al pericolosissimo animaletto, il proiettile è rimbalzato e l’ha colpito di striscio alla testa.
Primo giorno di ferie
Ok, primo giorno di ferie e volevo godermelo a pieno. Ok, solo oggi un amico poteva… Però… Andare a giocare a golf in una delle giornate più calde dell’anno forse non è stata una grande pensata. Anche il livello tecnico, se così lo possiamo chiamare, ne ha risentito. Uno dei peggiori punteggi mai fatti.
Muri pericolosi
E’ di oggi la tragica notizia della morte di un writer, travolto da un treno che non ha visto o sentito arrivare. Davanti alla morte non si puo’ ironizzare, fermo restando che soprattutto queste “opere” sui treni non denotano certo un grande senso civico. Meglio di sicuro le opere murarie, soprattutto in zone degradate dove anzi posso abbellire un arredo urbano altrimenti deprimente. Mi vengono in mente delle opere che ho visto a Testaccio o al Macro di Roma, oppure un bellissimo murales dietro alla cattedrale di San Lorenzo. Nell’articolo che vi ho linkato, il codacons parla di “morte annunciata”. Affermazione che lascia sempre il tempo che trova ma che da un senso anche a questo cartello di disclaimer nel quale mi sono imbattuto di recente.
Ecco perché non gioco a poker nei circoli
Premessa: l’articolo linkato all’interno del post presenta diverse inesattezze ma il mio concetto di fondo resta.
Ho diversi amici che rilanciano le pubblicità dei tornei live di un noto circolo milanese dove si gioca a Texas Hold’em. Guardando la trasparenza con cui pubblicizzavano i loro tornei mi era quasi venuto un dubbio: vuoi vedere che è uscito il regolamento attuativo della legge e ora i circoli hanno riaperto? Sì perché in Italia c’è. Una strana situazione per la quale è uscita una norma che regolamenterebbe il Texas hold’em nei circoli, ma non è mai arrivato il relativo regolamento. Risultato? I circoli che si arrischiano a organizzare tornei non possono dire di rispettare al 100% la legge. Anzi. Poi molti prefetti hanno deciso di tollerare la cosa ma è un altro paio di maniche. Torniamo a ieri, quando sulla bacheca di Facebook ricevo una strana notifica da questo circolo, che parla di un’infrazione rilevata ma che nessuno ha subito denunce o che altro. Ahia, penso io. Oggi poi su MilanoToday appare questo articolo. Sarà anche vero che è tutto da verificare ma qualcosa è successo. Ecco perchè nessuno riuscirà a convincermi che giocare nei circoli, oggi, sia legale. Ecco perchè continuo a farmi le mie piccole partitine online e ogni due o tre mesi faccio una capatina con amici a Campione, dove i tornei dei Texas sono legali, approvati e tassati. Poi ognuno è libero di fare le proprie scelte. Ognuno è libero di dire che la situazione della legge è anacronistica (in effetti ha fatto chiudere i circoli sani e ha incrementato il lavoro delle bische). Questa però è la situazione attuale con la quale tutti devono confrontarsi.
Orfano di Wired
Dopo mesi di tentennamenti, verso maggio mi ero finalmente deciso a sottoscrivere l’abbonamento cartaceo a Wired. La versione online, a cui pure ero stato abbonato in passato, non mi è mai piaciuta. Troppo forzosamente multimediale per risultarmi di facile lettura. Ho fatto giusto in tempo a ricevere tronfio un paio di numeri che ora salta fuori che sopprimono la versione tradizionale. Per me è un clamoroso autogol ma, si sa, la stampa cartacea non vive certo un periodo florido. Personalmente mi guardo bene dal leggere la versione online.
Packaging sproporzionati
L’altro giorno vi scrivevo a proposito del fatto che non ho preso una sim telefonica per le vacanze, sfruttando l’offerta vodafone per il roaming. Quello che non vi ho detto è che l’avevo acquistata per l’iPad. Oggi mi è arrivata e sono rimasto abbastanza basito dalla sproporzione del packaging. Direi che la busta (gialla) della foto per la scheda (rossa) che vedete è un po’ sovradimensionata.
In redazione ho sempre portato la croce
C’è chi canta e chi porta la croce, dice un detto popolare. Io, nella mia passata carriera di recensore di videogiochi, ho sempre portato la croce. Nessun problema, quello era il mio ruolo, sapevo di non aver il sacro fuoco della passione (anche videoludica) per ambire a qualcosa di più. Uno dei miei tanti gap era (ed è) la poca conoscenza dell’inglese. Questo ha in particolare determinato uno dei miei più grandi rimpianti professionali: non sono mai stato mandato a seguire una fiera all’estero. Ci penso ogni anno, in genere due volte all’anno, durante l’E3 di Los Angeles e in questo periodo, durante il Gamescom di Colonia. Seguo le mie conoscenze che partono come inviati e penso che in fondo, almeno una volta, sarebbe piaciuto farlo anche a me.





