Archivio dell'autore: Puck74

Orgoglio Single

Non travisate il titolo: non c’è nulla di cui vantarsi nell’essere single. Soprattutto se, come me, si è più zitello che scapolo. Però, come tutte le situazioni della vita in cui ci troviamo, vanno vissute con orgoglio. Non devo certo vergognarmi di essere single.
Ecco perché cerco di sforzarmi e andare oltre i miei limiti, che mi vedrebbero abbastanza timido e riservato, e fare cose per il fatto che mi va di farle anche se non è “normale” farle da solo. Ecco perché alcune settimane fa, qualche giorno dopo aver scritto un post sulla composizione sociologica degli avventori dei wellness center, sono andato da solo alle Terme Milano. Inizia ad andarci con la mia ex e mi piacque molto. Perché smettere ora? Così ho provato. È andata bene. Ci tornerò. L’ho presa come una piccola vittoria.

Il prossimo passo quello di riuscire ad farmi un viaggetto da solo. Come dite? Dovrebbe essere quello di smettere di essere single? Certo, era scontato ma, come dice YdR: i verbi di sentimento mal si coniugano con il modo imperativo.

Grazie Jantoman

Grazie Jantoman, lo so che in questo caso menti, però provo a crederci 🙂

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Ingiustizie su Spotify

No, non mi lamento del servizio offerto da Spotify (anzi…), però stamane notavo una cosa sul numero dei follower dei profili ufficiali.
Scusate ma già non riuscivo ad accettare che John Fogerty avesse circa 37.000 follower e Lady Gaga quasi 900.000… figuriamoci quando ho scoperto che anche Springsteen è dietro con quasi 600.000.

Purtroppo alla mancanza di gusto non c’è una cura.

 

Ps come c***o mi mangio le mani per essermi perso l’Hard Rock Calling 2012… Fogerty e Springsteen con un solo biglietto…

Piccoli lavoretti sul blog

Questo lunedì mattina sono partito sistemando un paio di cose sul blog. Prima di tutto ho cambiato il sottotitolo (come faccio periodicamente) quello che ho messo ora è il mio mantra di questo periodo. Ho poi aggiornato la pagina “chi sono” mettendo il testo di una canzone che devo dire mi rappresenta molto. Non tutta contemporaneamente ma, quando un pezzo, quando un altro, mi ci ritrovo sempre.

Buon lunedì a tutti

Il nazionalpopolare è nazionalprovinciale

L’altra sera guardavo X-Factor, quanto di più nazionalpopolare ci sia sul pacchetto satellitare. Prima di ogni canzone c’è una breve clip con il concorrente. Michele è un ragazzo della squadra under 25 uomini a cui il suo giudice, Morgan, per questa puntata aveva assegnato il tema de “il tempo delle mele”. Michele, ragazzo peraltro molto intelligente, che ispira simpatia e ormai mio favorito a mani basse per la finale, spiegava quindi che questa canzone lo riportava alle botte sul muso sentimentali prese nel corso della propria adolescenza. Peccato che il ragazzo si sia dovuto imbarcare in un ginepraio lessicale per utilizzare solo termini di genere neutro. Il motivo è chiaramente uno solo: non (potere?) palesare la sua omosessualità. Se usi il termine “persona” quando “ragazzo” o “ragazza” sarebbero più naturali, il motivo può essere solo quello. Siamo ancora così provinciali? Eppure SKY ha dimostrato di poter trattare, in altri contesti, temi ben più scabrosi. Però nel “nuovo Sanremo”… E non diamo sempre la colpa al cattolicesimo, perché Niki Vendola ha sempre detto di aver trovato più difficoltà a confidare le proprie inclinazioni sessuali ai dirigenti di partito (e non faceva certo parte del msi) più che al proprio parroco. Trovo triste che proprio la società italiana sia ancora così arretrata. Che non vuol dire rovesciare la situazione tra la regola, intesa come comportamento più diffuso, e l’eccezione, ma dare a tutti la possibilità sia di esprimersi. Sia questa espressione il poter dire tranquillamente che si è gay, sia il poter dire che l’omosessualità non è accettabile per il proprio stile di vita. Non fatemi citare ancora voltaire. Sostenitori e detrattori, nel reciproco rispetto, meritano gli stessi diritti. Così come una persona dovrebbe sempre essere libero di esprimere quello che è.

Sheldon Cooper ha sempre ragione: il contratto di convivenza

A volte la realtà supera la fantasia. Quando stamane ho letto la seguente notizia:

Coppie di fatto, arrivano i contratti di convivenza – Il Sole 24 ORE.

Il mio primo pensiero andò al contratto tra coinquilini che Sheldon Cooper aveva predisposto in The Big Bang Theory. Cercando un video per il post, ho trovato ancora qualcosa di più calzante: addirittura ad un certo punto della serie c’è il contratto tra fidanzati. Il tutto ovviamente trattato con grande ironia.

Spensieratezza che forse non hanno i notai che, pur restando una categoria di certo invidiata, hanno visto il loro profitto assottigliarsi per varie ragioni (dalla riduzione delle negoziazioni di immobili alle esclusive che gli sono state tolte). Ecco che quindi si inventano nuove forme di contrattualità da gestire.

Questo contratto di convivenza tra coppie di fatto poi tocca un argomento a me caro, su cui so di avere una posizioni di minoritaria, e di cui ho già parlato su queste pagine. Secondo me se uno non vuole sposarsi in chiesa è liberissimo di farlo. Anzi io lo sprono a non farlo in chiesa se non ci crede. Però se una coppia vuole  delle tutele legali, la forma contrattuale c’è già: il matrimonio civile. Se poi siete allergici alla parola matrimonio, volete dei diritti e non volete dei doveri… bhè per me non ha senso.  Chi vuole dei diritti deve assumersi dei doveri. Se volete un contratto laico, civile, cancellabile, c’è già.

Ora vi lascio alla clip.

 

 

Un programma tv non si nega a nessun blogger

Ormai con l’avvento e il proliferare dei canali tematici Tv, anche l’offerta di programmi di nicchia si sta moltiplicando. Ecco che diversi fenomeni del web vengono cooptati, con loro somma gioia, per la tv. Sia tu blogger o youtube star, hai buone possibilità di avere un tuo programma, o alla peggio di finire a X-Factor.
Il caso più famoso, nonchè uno dei primi, era quello di Clio Makeup con i suoi tutorial per il trucco.
Non poteva, alla lunga, mancare all’appello la salvatrice culinaria di single e donne in carriera: la Peronacci di Giallo Zafferano, che da poco è approdata su Fox Life con una striscia quotidiana.
Poi si scende giù giù nella notorietà dei soggetti. Per esempio, cercando informazioni per questo post (eh sì…faccio anche lavoro redazionale prima di scrivere ste melme di post…) ho trovato il rumors per il quale tale Chiara Ferragni, fashion blogger, potrebbe essere tra i giudici della versione italiana di Project Runway, talent dedicato ai giovani stilisti.

Ps altamente maschilista e materialista: però per la sezione “milfona e cougar” due botte alla Peronacci si darebbero anche… 🙂

Tra virgolette

Su queste pagine avevo già lanciato una campagna (su me stesso) per limitare nel mio scritto e nel mio parlato l’uso del termine “comunque”.
Di recente mi è capitato di raccontare spesso alcuni aneddoti passati, cercando di sviscerarne alcune sfaccettature. Mi sono reso conto che faccio un uso abnorme, eccessivo e fastidioso dell’espressione “tra virgolette”. Per esempio potrei dire cose come “la situazione si potrebbe definire, tra virgolette, spinosa”.

No no no. Qui si deve cambiare registro.