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Concedo troppe chances, anche agli youtuber

Ci sono cascato. Perdonatemi. Lo sapevo che non dovevo farlo ma l’ho fatto.
Oggi ho visto 30 secondi di un video di Favij. Non ero partito con quell’intento. Ero andato su youtube per trovare dei video dello spettacolo Love del Cirque du Soleil. Poi nella homepage mi hanno messo questa anteprima e… ci sono cascato.
Mi sono detto: ma sarà ancora così scadente? Magari col tempo ha modificato un po’ il suo stile. Crescendo è diventato qualcosa (non qualcuno) di più interessante da guardare.
No. La risposta è no. Drammaticamente no.
Ma perchè io devo concedere sempre queste ennesime chance che poi vengono drammaticamente sprecate?

Come ti deraglio il Frecciarossa 1000

L’altro giorno mi è capitato di vedere il nuovo spot del Frecciarossa 1000. La prima reazione è stata quella di citare il famoso dialogo posto al termine del primo album degli Elio e le storie tese: COS’E’ QUESTA M***A??? Uno spot davvero imbarazzante, secondo me, con quel povero bambino che chiosa con “non voglio scendere più” con il tono che avrebbe il protagonista di un horror di serie B.

Purtroppo sono venuto poi a scoprire due cose: 1) non sono l’unico a detestare quello spot 2) è fatto da Pupi Avati, che in genere apprezzo ma che mi sa che non ha molta dimestichezza col linguaggio visivo degli spot.

Ecco cosa scrive Wired in merito.

L’agghiacciante spot di Pupi Avati per il Frecciarossa 1000 – Wired.

Per chi non l’avesse visto, ecco lo spot

 

La conquista del bagno turco (e altre storie)

Ieri sera sono andato in palestra. Dopo le fatiche turistiche del weekend, bramavo soprattutto la sauna e il bagno turco che mi sarei concesso in coda agli esercizi. In tutta l’area benessere campeggiano ben visibili gli inviti al silenzio, tranne nel bagno turco. Anche lì si è invitati al silenzio ma la cosa è segnalata da un piccolo cartello a lato. Risultato? Il chiacchiericcio regna spesso sovrano, perché per la mentalità italica il buon senso non esiste: servono gli espliciti divieti. Torniamo a ieri sera. Entro in bagno turco e trovo due coppie di donne. Non è stato difficile temere il peggio: chiacchiere non stop anche a volume elevato. Ho dovuto prolungare la mia permanenza per aspettare uscissero e, devo dire, ne è valsa la pena. Approfondiamo però il tema di quelle comari. Soprattutto una delle coppie parlava in modo animato e a volume alto. Impossibile non sentire. In pratica una delle due era sul punto di chiedere il divorzio. Mi ha fatto specie come non si curasse di farsi sentire dai più. Mi è tornata in mente la scena dello stadio di Harry ti presento Sally, quando lui si lamenta con l’amico che la moglie ha chiesto il divorzio e che il tipo incazzoso dei traslochi avesse saputo della cosa prima di lui. Mi sono sentito quel tipo dei traslochi.

I luoghi segreti sono tutti una bufala

Ieri stavo girando per una libreria e mi è capitato sottomano la guida che vedere nella foto. Non è certo una novità, visto che ormai stanno producendo “guide segrete” di un po’ tutte le grandi città. Poi magari saranno fatte anche bene, però questa esasperata ricerca del l’alternativo che alternativo non è mi pare ridicolo: nel momento che qualcosa è così nota da finire su una guida, non è certo un vero segreto o una meta davvero “alternativa”. 

 

L’emofilico più  veloce del mondo

Io sono emofilico. Di questo non ho fatto mai mistero, soprattutto perché non c’è nulla di cui vergognarsi. È una malattia genetica. Ce l’ho. Ci convivo. È una malattia rara ma talvolta capita che qualcuno di noi salga agli onori della cronaca. Già vi scrissi per parlavi del mio “collega” britannico Dowsett, che un paio d’anni fa vinse una tappa del Giro d’Italia. Oggi sono ricapitato per caso sulla sua pagina di Wikipedia e ho notato due cose. La prima è che il fatto che sia emofilico è menzionato giusto nelle sue note biografiche, giusto per dire che lui è un ciclista professionista e emofilico, non un emofilico e ciclista professionista. La seconda è che all’inizio di maggio ha stabilito il nuovo record dell’ora di ciclismo su pista, lo stesso record che noi ricordiamo per le imprese di Moser negli anni 80. Un bravo a lui e un monito: non sarò mai veloce come lui magari qualche acciacco in più ce l’ho, questo non vuol dire che non possa fare le cose di tutti i giorni… O magari tenere in braccio qualcosa o qualcuno. 

Nb non ho nulla che bolle in pentola, solo un riferimento a una frase che mi dissero tempo fa…

Un post un po’ di merda

Sfatiamo il mito che non si possa parlare di certe cose o che “non stia bene” farlo. Il pretesto è l’articolo che segue. Io però sostengo da anni che le donne vivrebbero molto meglio se avessero il gioviale rapporto con le proprie produzioni corporali che abbiamo noi uomini. Potrei anche risultare ripetitivo e ricordare che un noto complessino si vantava, quasi trent’anni fa, di avere un certo monotema e che uno dei versi più belli, dal punto di vista evocativo, che hanno scritto è “c’è un dirigibile marrone senza elica e timone dentro me”.

“L’abbiamo sempre fatta nel modo sbagliato”. Nel libro della biologa Giulia Enders tutta la verità sulla cacca (FOTO).

Identikit de…

Identikit della commercialista media che si incontra ai convegni:

– età approssimativa tra i 40 e i 55

– scarpe basse, molto spesso hogan 

– trucco del tipo “sì mi curo, ma io ho da fare mica ho tempo per questo” 

– taglio corto di capelli, facile da gestire

– cordialmente incazzosa

In definitiva: molto meglio frequentare il corridoio della sezione fallimentare del tribunale, se ci si vuole rifare gli occhi. 

Il Daspo ai tempi dei social

Si sa, sono un noto violento. Un facinoroso. Uno che dietro lo schermo di internet è pronto a insultar e tutti. O no?

Evidentemente devono avere questa opinione all’ufficio stampa dell’Olimpia Milano, visto che hanno bloccato il mio account Twitter.

Scherzi a parte oggi mi sono accorto della cosa, che dev’essere abbastanza recente. Allora, stupito, ho prontamente preso contatto con l’ufficio stampa della società. Prima di farlo ho anche riletto i miei tweet da marzo a oggi, alla ricerca di qualcosa che potesse essere travisato. Sinceramente non ho trovato nulla. Al massimo dei post ironico sul fatto che una società seria non avrebbe dovuto consentire a Kleiza i colpi di sole.

Ancora maggior sospresa ha destato in me la risposta. Sia l’averla ricevuta così prontamente, sia il suo contenuto:

Buongiorno, azioni di questo genere avvengono solo quando si è stati infatti irriguardosi od offensivi. Probabilmente analizzando i suoi tweet scoprirà di esserlo stato.

Gli ho spedito la stampata di due mesi di tweet e li ho invitato a segnalarmi quali sarebbero i messaggi incriminati. Tutto tace. Vediamo se muovendo un po’ le acque in rete riesco ad avere qualche risposta e soprattutto quella che secondo me è “un po’ di giustizia”.

Ma poi mi chiedo: che senso ha aprire un account ufficiale per poi bloccare i tuoi follower? Quello che ottieni è solo di non farti leggere, non certo quello di non farli più scrivere. Lo capirei da un privato, non da un soggetto del genere…