Archivi categoria: Giorno Marmotta

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The Original 🙂

Io diffido sempre di più delle notizie

Uno degli effetti della democratizzazione delle fonti informative, soprattutto del loro tam tam tramite social network, è che io ormai diffido di molto di quello che leggo.
Ad ogni rimando di qualche amico su facebook o su twitter, la prima cosa che guardo è la fonte. Se non la conosco, la mia prima reazione è pensare che sia una bufala.
Allora cerco su google conferme. A volte ci sono a volte no.
E’ un peccato tutto questo, perchè togliere il monopolio ai media tradizionali è una grande vittoria, il rovescio della medaglia è che c’è chi ne abusa inventando notizie, anche solo per vedere se vengono creduto. Oppure anche solo nel passaparola, vengono cambiate e travisate. Poco alla volta, fino a non somigliare più all’originale.

Sono l’unico diffidente? Non credo proprio ma in fondo credo sia giusto così, vista l’evidenza empirica.

…non come le altre volte…

Non male come campagna pubblicitaria! 🙂

Brufolazzi, tapparella già e poltiglia…

Mi dicono che su Radio Deejay un padre abbia chiesto quale lento mettere alla feste dei diciott’anni della figlia. E’ partito un sondaggio tra il pubblico, sfociato in una top five.

Al quinto posto una sorpresa per i più, una conferma per chi ne sa di musica… 🙂

Ennesimo film che mi sono perso…

Ecco, lo sapevo. E’ uscito di programmazione. Sto parlando di “La bottega dei suicidi”, film di animazione francese tutt’altro che scontato e tutt’altro che per bambini. Un film di cui la critica ha anche parlato bene ma che ha avuto pochissima fortuna. Ho provato invano ad andarlo a vedere in un piccolo cinema in centro a Milano ma aimè non sono riuscito ad organizzarmi. Faccio il fioretto di comprarmelo in dvd.

Gli odiati migranti

No, non è un post contro gli extracomunitari che affollano le nostre città. Però molti di voi dal titolo avranno pensato questo. Spesso si dice “una volta eravamo noi a emigrare, una volta eravamo noi a essere guardati male”. Vero, ma non si deve guardare né indietro nel tempo né oltreoceano per vedere ancora gli italiani guardati male, solo perchè si spostano per lavorare.
Basta aprire un giorno qualsiasi l’homepage di mattinonline, testata elvetica molto vicina alla lega ticinese.
Non c’è giorno che non si dica che i frontalieri italiani rubino il lavoro ai locali, che i frontalieri italiani accettano paghe basse e tagliano fuori i locali. Senza chiedersi perchè questo avviene e che spesso, proprio come qui da noi, gli immigrati (giornalieri o no) occupano posizioni che i locali magari neppure si “abbasserebbero” a fare.
Lì gli odiati stranieri siamo noi. Certo, ce l’hanno anche con quelli che noi chiamiamo extracomunitari ma loro li chiamano asilanti.

Qualcuno nota la somiglianza con certi discorsi che vengono fatti qui da noi? Meditate gente, meditate.

Giacchetti: L’Olimpia mi fa incavolare

Jacopo Giachetti ha iniziato la stagione come terzo play dell’Olimpia Milano. Il primo e il secondo hanno reso sotto le aspettative (soprattutto il primo, Omar Cook, il secondo, Rok Stipcevic, lo difendo ancora perchè non è stato messo nelle condizioni di rendere). Nonostante questo il suo momento non è praticamente mai arrivato.

Tanta panchina, senza mai alzare la voce. Tagliati Cook e Stipcevic, sono arrivati Green e Bremer (che play non è…) e lui è rimasto sempre terzo nelle rotazioni. Con Scariolo vuol dire non vedere il campo.

Per gli infortuni di Gentile e Basile, l’altra sera è venuto finalmente il suo momento. La sua entrata in campo è stata salutata dall’ovazione del pubblico, che da sempre gli riconosce un grande spirito di squadra e un impegno non comune, che spesso gli permette di andare oltre ad evidenti limiti tecnici. Intendiamoci, a livello italiano è un buon play ma non da essere titolare in una formazione di primo livello.

Il Giak entra in campo, infila 13 punti in 18 minuti (quasi tutti nel primo tempo) e si accomoda in panchina dopo una standing ovation.

Ora sul sito dell’Olimpia di legge “Grande ritorno di Giachetti”. MA STIAMO SCHERZANDO??? RITORNO DA DOVE??? Non era infortunato. Non era in ritiro asceti in un eremo sul Sacro Monte. Era lì, in panchina, dove in ogni momento Sergio “Mr Gel” Scariolo avrebbe potuto chiamarlo. Quindi non scherziamo. Il titolo sarebbe dovuto esserci “GIACHETTI, SCUSACI SE CI ERAVAMO DIMENTICATI DI TE”.

Il grande ritorno di Jacopo Giachetti | Pallacanestro Olimpia EA7 – Emporio Armani Milano.

Dove vanno a morire i coin op

20130126-133931.jpgQuest’estate ero a trovare un’amica nelle Marche. Una sera andammo a mangiare pesce in un ristorante sulla spiaggia, vicino a tutti gli stabilimenti balneari. Tornado verso la macchina mi cadde l’occhio in un retrobottega scuro, con solo una flebile lampadina. Alcuni cabinati di coin op giacevano spenti e abbandonati. Sembrava un triste monumento all’epoca d’oro dei giochi da sala. Ecco dove vanno a morire…