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eBook: scusate se ho sempre ragione
Era il 18 gennaio di quest’anno e in un post dedicato a Kindle mettevo seriamente in dubbio il fatto che i molti eBook reader che si cominciano a vedere sulla metropolitana milanese avessero all’interno copie comprate legalmente. Oggi, stupore, corriere.it pubblica un articolo in cui dice che tre libri su quattro di quelli che circolano in formato digitale sono copiati. Ma vaaaa? Del resto la pirateria è stata alla base della grande diffusione e del successo dell’hardware che la supportava. Io sostengo da sempre che la vittoria della prima Playstation rispetto al Sega Saturn sia stata favorita dalla pirateria e questo è solo un caso.
Pirateria male congenito, inestirpabile e fino a certe soglie tollerabile? Io personalmente dico no e da tempo ho totalmente svoltato sul 100% legale (libri, giochi, musica) però mi rendo conto che una certa percentuale potrebbe essere quasi salutare per la diffusione di una tecnologia
Ma io continuo a difendere l’ATM (almeno la metropolitana)
A Milano è uno sport comune sparare a zero sull’ATM, la nostra Azienda Trasporti Municipali. Ok è ben lungi dall’essere perfetta e forse se non fossi un fruitore quasi esclusivamente della metropolitana non la penserei così però… io mi trovo bene. Anzi: potrei quasi azzardare che dopo Natale mi trovo anche meglio. Durante le feste hanno inaugurato un nuovo sistema di controllo del traffico che ha creato non pochi problemi, inutile negarlo. A me è capitato pure che un treno, andato lungo, saltasse proprio una fermata. Detto questo però io trovo che, ora che il sistema è a regime, ci siano due grossi vantaggi. Prima di tutto nell’ore di punta la frequenza è maggiore. Secondo, ancora più importante, la velocità di percorrenza è aumentata. Sul mio tragitto mattutino noto un guadagno di almeno cinque/dieci minuti netti. Una volta se salivo a Pero alle 8, non ero mai a Cadorna prima delle 8,30. Ora mi è capitato di salire alle 8,05 e arrivare prima della mezza. I problemi sono ancora tanti però riconosciamo che qualche sensibile miglioramento c’è.
Le calze per le ruote
PREMESSA: Le socks di cui andremo a parlare, per quanto utili, non sono omologate e non sostituiscono l’obbligo di catene a bordo o di gomme da neve (previsto per esempio in Svizzera)
A Milano sono ormai quarantott’ore che nevica. Io però la situazione peggiore l’ho vissuta già sabato sera quando mi recai a cena da una coppia di amici che hanno un bed&breakfast vicino al lago d’Orta. In attesa di un post ad hoc, beccatevi intanto il link. Lì eravamo già oltre i venti centimetri e non avessi avuto le socks per i pneumatici non ne sarei uscito vivo. Di che si tratta? Se non avete le gomme invernali e la condizione non è ancora da catene, si tratta di una calzetta appunto da montare, in cinque minuti, sulle gomme per garantire una migliore trazione. In pratica sono quelle che vedete nella foto, purtroppo sfuocata, qua sotto. Mi sa che mi serviranno anche oggi per uscire dal box e arrivare a Rho.
Giudichiamo i fatti: Pisapia 1 – Madre di Batman 0
La neve è arrivata a Milano. Ampiamente preannunciata, così come l’ultima volta. Quest’anno però, da quello che percepisco io, pedone che si sposta coi mezzi e gira in centro, la situazione è molto migliore. Strade pulite, sale sui marciapiedi. Anche i mezzi pubblici sembrano andare, però questo non dipende direttamente dal sindaco. Questi sono fatti.
Li ho aspettati per vent’anni
Non scherzo. Li ho davvero aspettati per vent’anni. Il primo album degli Spin Doctors “Pocket Full of kryptonite” l’ho letteralmente consumato. E’ l’unico cd che è sempre stabilmente rimasto residente in tutte le auto che ho avuto. Dalla R5 al Pt, passando per la Mazda 121.
Uno dei miei più grandi rimpianti musicali è sempre stato quello di non averli mai potuti vedere dal vivo. Anche perchè in Italia non hanno mai tirato più di tanto e credo di essere uno dei pochi ad avere tutti i loro cd, compreso l’ultimo che ho dovuto per cause di forza maggiore dovuto importare dagli states: qui da noi non è mai stato distribuito.
Bando alla ciance, quando ho scoperto che suonavano in un localino nella brianza, come unica data italiana, non ci ho pensato due volte e ho preso i biglietti. Con mesi di anticipo. Trovando anche clamorosamente compagnia nella cugggina.
Ieri sera il grande evento, in un locale che certo non è il massimo della vita (il Bloom di Mezzago) ma ha dei discreti quarti nobiltà rock. Ero agitato come poche volte mi era capitato per un concerto. Forse solo per il live degli Eelst agli Arcimboldi, anche lì per un ventennale.
Gli anni passano per tutti ma gli Spin erano in gran forma. Il tour era commemorativo dei vent’anni del già citato primo album e quindi la scaletta era abbastanza scontata: tutte le tracce dalla prima all’ultima. Infarcite di assoli e improvvisazioni (forse un filo troppe per i miei gusti ma si sa come sono fatto) e con qualche altro brano nei bis.
Il cantante invece di una lunghe chioma e barba rossa, ora ha un più asciutto look canuto ma ha ancora una grande carica. I musicisti di ottimo livello e non facevano per nulla rimpiangere le versioni da studio. Anzi, erano quasi identiche, sinonimo del fatto che non quando uno sa suonare non si deve correggere molto in post produzione.
Chiosa finale, sono ovviamente passato alla cassa. Ho addirittura comprato la maglietta del tour, cosa che non faccio mai, di cui tra l’altro il concerto di ieri era l’ultima tappa.
Per concludere, un video tratto da una delle tappe tedesche, nessuno ha ancora postato i video di ieri.
Mettere la moquette a La Scala del calcio
Giusto l’altra sera su twitter mi chiedevo quando mai Inter e Milan penseranno al sintetico per il manto di San Siro. Certo, perde molto fascino ma cosa è peggio: un’erba sempre spellacchiata o un sintetico un po’ triste?
Nella Nfl convivono senza troppi problemi i due tipi di fondi. Forse qui non sarebbe lo stesso, però è indubbio che il Meazza ha dei problemi connaturati che impediscono all’erba di crescere come si deve.
Inter e Milan pensano a San Siro sintetico – Corriere della Sera.
Il potere terapeutico dei sogni
La mente umana è strana. Qualche volta anche in positivo. E’ un periodo che certo dormo, ma non particolarmente bene. Stanotte invece (merito anche del giappo che non mangiavo da una vita?) mi sono addormentato come un bimbo e soprattutto ho fatto un gran bel sogno. Un po’ strano ma un gran bel sogno. Per giunta lo ricordo ancora perfettamente una volta sveglio, cosa che mi capita abbastanza raramente, come a tutti del resto. Bhè il semplice fatto di avere questo piacevole sogno mi ha fatto svegliare non solo di buon umore, che per ora prosegue nonostante sia in ufficio, ma anche stranamente più riposato del solito. Non mi faccio troppe domande e mi godo il momento.
Il giorno della memoria: Vento di primavera e altro
In questi giorni le manifestazioni sul Giorno della Memoria si moltiplicano e anche i palinsesti televisivi fanno la loro parte. Ieri sera su Sky ho visto “Vento di Primavera” che racconta la deportazione di oltre tredicimila ebrei da Parigi. Un film molto bello e toccante che consiglio vivamente.
Anche lo sport ricorda quest’infamia e il sito del Corriere.it racconta la storia Arpad Weisz, allenatore dell’Ambrosiana morto nei campi di concentramento, a cui è stata dedicata una targa allo stadio Meazza.
Ricordiamoci però che la Shoah non è stata purtroppo un episodio isolato e nella storia molti altri genocidi sono stati perpetrati, rimanendo troppo spesso nell’ombra.
Personalmente mi sento vicino a quello del popolo armeno, ancora negato (o quantomeno non riconosciuto ufficialmente) dalla maggior parte degli stati cosiddetti civili.


