Archivi categoria: Giorno Marmotta

La paura fa 50

Quando sono stati sorteggiati i calendari della Serie B. Io, in preda ad una pesante recrudescenza di tifo calcistico, sono subito andato a vedere il calendario della Cremo. L’urna non è stata favorevole: debutto a Parma e un inizio da brivido. Viene (oppure mi passate il “veniamo”?) da undici anni di Lega Pro (a ben vedere molto di più, se escludiamo un unico anno di B) e a questo punto dell’anno, da tifoso, non avevo grossi timori. Lotta promozione? Favoriti? Al massimo playoff? Quelle sono speranze, non paure. Ora, dopo la fortunata e fortunosa (ma altrettanto meritata) promozione, la parola d’ordine è Salvezza. Per non tornare all’inferno.

Domani sera c’è questo famigerato debutto coi ducali. Match scelto per l’anticipo inaugurale del campionato. Partire bene non sarebbe male.

In giro sento troppo entusiasmo. Ribadisco: io firmerei ora per una salvezza tranquilla. Per questo mi sono fissato nella testa un numero: 50. Come i punti che, secondo me, dovrebbero bastare per rimanere nella serie cadetta. Speriamo di scalare questo numero quanto prima.

Il gol che, all’87’ dell’ultima giornata di campionato, ha regalato la promozione diretta.

Maniaco di aggiornamenti

In una vacanza on the road, con i giga contati e i Wi-Fi gratuiti che vanno e non vanno, un nerd maniaco compulsivo come me ha un grosso problema: non può aggiornare tutte le sue app. Faccio quello che posso ma le app da aggiornare si sommano. Ogni volta che prendo in mano il cellulare e vedo che il numero sale, ho una stretta allo stomaco…

Cosa fare a Trondheim la domenica (piovosa?)

Trondheim ci ha accolto, all’arrivo del nostro treno notturno, nel modo peggiore: con uno tempo di melma. Dovevano però riempire la giornata. Abbiamo visitato la cattedrale, siamo andati al museo d’arte moderna, girato il quartiere storico e passeggiato sul ponte vecchio. Tutto sotto la pioggia. Abbiamo quindi scoperto e preso una bella linea tranviaria che arrivava fin sopra la città, in un punto da cui partirebbero (se il tempo lo consentisse) diverse passeggiate. Ok, a quel punto erano le 15… proprio girando in tram ho però visto in lontananza il grande stadio. Piccola ricerca e illuminazione: andiamo a vedere una partita di campionato del Rosemborg! Squadra costantemente nelle coppe europee e che giusto qualche giorno prima aveva battuto, a domicilio, l’Ajax. Bello stadio, bel tifo, peccato abbia perso 0-1 con un autogol con doppia deviazione….

Tra l’altro i biglietti per la partita sono stati tra le cose meno costose della vacanza.

Spigolature dalle Svalbard

Le Svalbard sono ormai alle spalle (a dire il vero lo sono quasi anche le Lofoten, mentre vi scrivo) ed è il momento di buttare giù qualche idea sparsa sul posto. Piccole osservazioni che non meritavano un post tutto loro. 

– Le armi da fuoco vanno sempre portate dietro quando si esce dal paese. Chissà perché, però ti chiedono di non portarle quando entri in banca.

– che poi… ok quando fai trekking isolati ma a fondo valle, vicino all’unica strada, il fucile mi sembra una cosa eccessiva. 

– lo scrissi già in un altro post ma lo riporto qua, sempre sulle armi: gli studenti che vengono al distaccamento locale dell’Università, devono fare una giornata di corso per il porto d’armi.

– l’entità esterna più diffusa è sicuramente la thai. Cosa che si riflette anche nell’assortimento dei negozi di alimentari. 

Visto che si parla di orsi


Mi giunge eco, anche qui in Norvegia, della polemica sugli orsi in Italia. La mia l'ho già detta in un altro post: la sicurezza delle persone viene prima di tutto e se si mettono dei predatori in un ambiente dove essi stessi non hanno predatori, prolifereranno in modo eccessivo.
Chi la sa più lunga di noi sugli orsi sono i norvegesi. Da decenni non si puo' più cacciarli e la popolazione degli orsi polari è passata da 1000 a 3000 esemplari (non chiedetemi se in generale o nella zona: non lo so). Fatto sta che però qui TUTTE le guide devono essere armate, gli studenti dell'Università DEVONO fare il corso per il porto d'armi (e non allontanarsi dal paese disarmati) e nelle corse campestri che si fanno da queste parti, i corridori si portano il fucile. Quindi va bene il rispetto della natura ma l'incolumità delle persone viene prima.
Nella nostra gita dei qualche giorno fa, prima di essere scaricati a terra in un'area lontano dal centro abitato (accompagnati da due guide armate) ci hanno fatto un breve briefing sul cosa fare se si fosse avvistato un orso.
Visti gli ampi spazi, capire prima se corre verso di te o altrove. Se corre verso di te e si è un gruppo, raggrupparsi. Quindi fare casino. Spesso l'orso è più spaventato di noi. Se questo non funziona, la guida gli spara una sorta di bengala contro, con la pistola di segnalazione. Ad un uomo farebbe male, all'orso per nulla. In pratica è un razzo che dopo averlo colpito (e gli rimbalza contro) esplode facendo casino e accecando. Se neppure così si spaventa, allora prende il fucile e si spara per uccidere, perchè un orso ferito è ancora più incazzato.
In definitiva: prima i nostri, prima le persone. Poi gli animali.

Ps: Nella foto qui sotto altre due guide armate che abbiamo avuto: non certo per la gita della quale parlavo ma semplicemente per una cena in un accampamento fuori dal centro abitato…

Strani sogni, dalla Norvegia con furore

L'altra sera ho fatto un sogno strano. Così strano che, a dispetto del solito, una volta sveglio me lo sono ricordato in quasi tutti i suoi particolari. Se qualcuno vuol cimentarsi con l'interpretazione, prego.

In pratica inizia che è inverno e io sono a fare sci di fondo. Sto facendo questo anello e a sciare con me c'è Mara Maionchi. Non se la cava neppure male, tanto che poi, verso il rettilineo d'arrivo, scatta anche e fatico a starle dietro. Finito, rientro in quello che pare lo spogliatoio del centro sportivo. Mi sto cambiando e arriva Fabio Fognini che mi si appiccica e mi abborba raccontandomi che è triste perchè ha giocato male e non capisce perchè. Oh ma mollami!!!

Italiani, brava gente

Sinceramente, speravo che la Norvegia fosse, per gli italiani, una destinazione un po' più di nicchia. Invece, a quanto pare, mezza Italia ha deciso di trasferirsi in questo angolo di mondo. Alle Svalbard già ci era capitato di trovare altri italiani, ma non eravamo certo l'etnia (straniera) dominante. Arrivati alle Lofoten è invece un brulicare di simpatici abitanti del bel paese. Sinceramente un po' mi dispiace. Tra l'altro devo rassegnarmi al fatto che sono un italiano riconoscibile. Bei tempi quando (nel lontano 1996) con Simon in Canada continuavano a scambiarci per croati.

Narvik, ma vaff…

Il mio rapporto con Narvik è stato breve e molto conflittuale. In pratica tutta la città mi è stata sulle balle. A partire dal bed’n breakfast: dovevamo avere una matrimoniale con Wi-Fi, avevamo la stanza che vedete nella foto. Ovviamente senza connessione. Menzione di merito per le lenzuola di carta usa e getta. Ok che spendevamo poco ma a tutto c’è un limite. Vabbè, diciamo, consoliamoci con la cena. Andiamo al ristorante panoramico sopra l’hotel Scandik: ci è rimasta sullo stomaco tutta notte. La mattina dopo siamo partiti di corsa.