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Il mondo che è sempre più piccolo: gli acquisti in vacanza

Una volta quando andavi in vacanza in posti come gli Stati Uniti o Londra potevi, al ritorno, tirartela un po’ con marche qui sconosciute o comunque introvabili. Con la globalizzazione commerciale ormai queste cose si sono perse e trovi tutto d’appertutto. Tornavi con qualcosa di Abercrombie e già sapevano dove eri stato. Meno spendibile socialmente ma una delle ultime griffe a perdere questo fascino è stata Victoria’s Secrets. Meno di un lustro fà la Famigerata Ex mi telefonava dallo store di New York bullandosi. In tempi più recenti l’Addetta Stampa mi ha fatto conoscere a Londra Ben Sherman, che da camicie che mi piacciono molto. Ora ogni volta che ci vado provo a prenderne una. Speriamo non apra mai in Italia. Sempre a Londra c’è una catena di negozi (non ricordo neppure il nome) che fa delle simil Clarks con suola bicolore che mi intrigano molto. Forse un po’ sopra le righe per il mio stile ma mi piacerebbe avere il coraggio di indossarle. Ogni volta a Londra ci passo ma non le prendo mai. Un paio di settimane fa ero al Teatro Manzoni e proprio lì vicino ha aperto quel negozio. Ci sono rimasto male: averlo a portata di mano ne rovina gran parte del fascino.

La solitudine del (numero) primo

Come già vi scrissi (in uno dei post più letti del mese scorso), quest’estate andrò in Georgia e tornerò in Armenia. Lo farò con un tour di Viaggi e Avventure del mondo, la cui guida sarà mia Cugggina. Ora ogni giorno faccio una scappata sulla pagina web del viaggio per controllare se ci sono altri iscritti. Per ora sono desolantemente l’unico iscritto. C’è tempo.

Sorgente: Viaggi Avventure nel Mondo – I nostri Viaggi in MEDIO ORIENTE – L’ALTRO CAUCASO

Arterio ma Coerente

Di Sanremo 2016 ho visto davvero poco. Una sera però, scanalando, mi capitò di ascoltare una ragazza della sezione giovani e mi piacque subito, al punto che il giorno dopo scaricai  da iTunes la sua canzone. Si trattava di Chiara Dello Iacovo.

Stamane, a letto, sfogliavo pigramente i “ricordi” suggeriti da Facebook. Mi sono accorto con stupore e un po’ di piacere di aver già scritto, nell’aprile 2015, un pezzo su di lei. Sicuramente sono smemorato ma come gusti sono sicuramente coerente.

Ecco comunque la canzone sanremese:

 

No, quest’anno no

4260vignNegli ultimi anni sul mio blog ho postato dei pesce d’aprile. Notizie verosimili su di me che molti hanno preso per vere. Alcuni hanno pure obiettato che fossero così verosimili che non erano neppure configurabili come scherzi. Quest’anno no. Sinceramente non ho avuto l’ispirazione è così evito. Vi lascio giusto con una carrellata dei pesci passati.

2015 (ironico, oggi quel post è davvero possibile…)

2014 (qui qualcuno esultò anzitempo…)

Il virus “famigerato”

Ieri dovevo essere affetto da un qualche strano virus per il quale l’unico aggettivo che riuscivo ad usare era “famigerato”. Ero infatti ad una riunione, che tra l’altro è andata abbastanza bene, e continuavo a dire “famigerato”. Il famigerato documento, la famigerata mail, il famigerato tutto. Me ne rendevo conto e più mi sforzavo e più mi scappava. Spero fosse un malessere passeggero.

Sogni

Io in genere ricordo pochissimi sogni. In genere quello che mi resta è solo una sensazione piacevole o di inquietudine che il sogno stesso mi ha lasciato, ancorché non lo ricordi minimamente (ricordo però di aver sognato). Stanotte invece è stato uno di quei rari casi in lo ricordo nitidamente. 

In pratica partecipavo a una puntata speciale di Masterchef dedicata agli ex concorrenti. Io poi ero un concorrente speciale perché, per strani motivi, avevo partecipato a ben due edizioni, arrivando anche abbastanzaa avanti. C’era da cucinare una sorta di sogliola impanata, partendo comunque da una base già fatta. Io la cucino (sappiate che nella realtà sono un cuoco decisamente mediocre) e poi corro nella sala a parte per prendere il piatto da impiattamento. I miei due avversari sono più avanti e l’hanno già preso. Entro in questa stanza che sembra una normale cucina di casa. Iniziò a cercare il piatto ma trovo solo fondine, scodelle, piatto su cui i bambini hanno colorato coi pennarelli. Nel frattempo discuto con Barbieri sul fatto che non ero mai entrato lì perché in due edizioni, pur andando molto avanti, non ero mai stato tra i migliori. Il tempo passa e io non trovo il piatto. A un certo punto entra Cracco che mi dice che il tempo è scaduto e che ero stato eliminato.

Che le molte scadenze di questo periodo abbiano avuto un certo peso? 🙂

Quando “cinque anni” erano una vita

Quando si è piccoli, cinque anni ti sembrano una vita. Quando inizi le superiori, la maturità sembra una cosa che arriverà dopo secoli. In fondo ha un suo senso: a 15 anni, pensare a 5 anni è pensare (se ti guardi indietro) ad un terzo della tua vità. Quasi a metà se tieni in considerazione solo gli anni di cui hai ricordo. Poi passano gli anni e questa frazione si annacqua in denominatori sempre maggiori. Ci pensavo l’altra sera quando osservavo che ci sono serie tv che seguo fin dal loro inizio e che sono alla sesta serie o oltre. Eppure mi pare siano iniziate ieri. Il passare del tempo non è costante ma cresce in modo esponenziale.

Buona Pasqua

  Buona Pasqua a tutti. Perché tra un’abbuffata e l’altra ricordiamo che è la festa cristiana più importante, anche più del Natale. In questo giorno il mio augurio speciale va a chi è solo. Da over 40, single e figlio unico, sento molto vicine le persone sole. Io ho ancora la fortuna di avere entrambi i genitori e un discreto numero di amici cari. Però la vita non si sa mai cosa può riservare e quindi il mio pensiero va in particolare modo a chi oggi non avrà nessuno con cui festeggiare. Magari ne conoscete anche voi, senza accorgervene forse. Se vi avanza almeno un messaggio, mandatelo a loro.