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Essere ‘anta

Ho portato gli occhiali per circa un quarto ti secolo: circa dai 3 ai 27 anni. Ci ho sempre visto bene, ero solo strabico.  Ora invece il tempo presenta il conto sono stato costretto a farmi gli occhiali da lettura. Ieri sono andato a ritirarli e la tipa, di pregio, mi chiede se voglio anche la cordina per tenerli al collo. Io, che ho scelto un modello che fosse, per quanto possibile, giovanili, ho risposto con un moto di orgoglio “va bene che ho dovuto mettere gli occhiali ma non sono ancora così vecchio da usare il cordino…”

 

La scighera l’hanno inventata a Lubiana 

Una delle cose che mi rimarrà dei giorni di Lubiana è la nebbia che abbiamo trovato sulla città. Dopo una giornata stupenda nella zona di Postummia, arrivando la sera nella capitale slovena siamo stati accolti da un muro bianco. Visibilità minima che rendeva affascinanti le luminarie natalizie ma che nascondevano completamente il castello che sovrastava la città. La mattina seguente situazione quasi uguale ma una volta usciti, gran bel tempo.  Non restava che consolarsi col kuhano vino.

 

Fatemi tornare bambino

Il 12 dicembre su Fox tornano i Muppet. Non credo sarà un programma per ragazzi. Non credo neppure che piacerà ai 20-30enni. Penso e spero che sarà un programma per noi dai 35 in su che siamo cresciuti con Kermit e soci. Staccare la testa e tornare un po’ bambini. Altro che peppa pig… 

 

Il post del mese (a mani basse)

Primo dicembre e torna una delle poche rubriche del mio blog. Riguardando la valanga di cavolate scritte nel mese precedente, vedo quale è stata la più letta. Quando scrissi il pezzo su pornhub pensai avrebbe scalato in fretta le classifiche di gradimento. Così fece. Non pensavo invece di creare un flusso costante di visite raccontando della chiusura di twist e del mio tempismo nell’avere da poco sottoscritto il servizio. Questo infatti è stato a mani basse il post più letti di novembre e ancora continua a generare traffico.

Lunedì sera 

A cosa servono le donne se uno ha la schisceta con la Red Velvet fatta dalla cugina? Lol

Cinema vuoti, pecore e testardi islandesi

Ieri sera sono andato al cinema da solo. Da solo perché non ero con nessuno ma da solo anche perché in sala eravamo solo in 9 (contati). Del resto c’era da aspettarselo, per lo spettacolo delle 18 di un film drammatico islandese, vincitore della sezione Un certain regard al festival di Cannes. Il mio rapporto coi film premiati e impegnati si è un po’ incrinato dopo “Un piccione seduto su di un ramo riflette sull’esistenza“, nonostante questo nutrivo buone speranze per questo “Rams: due fratelli e otto pecore”. Ammetto che la mia passione per l’Islanda ha avuto un certo peso nella mia scelta di vederlo. Senza aver la pretesa di aver capito un popolo in due settimane di ferie, devo dire che questo film è un ottimo spaccato di quello che è la campagna islandese. Cioè tutta l’isola che non faccia parte dell’area metropolitana di Reykjavik. Il film è molto intimista, lento ma non noioso. Con un finale che, senza spoilerare, potrei definire enigmatico ma dolce. Non so se suggerirvelo perché non a molti potrebbe piacere. A me è comunque piaciuto.

 

Vi segnalo anche la recensione di FILM.IT

Figa, Bruguera no…

  Ieri sono stato a Modena per la finale della tappa italiana dell’Atp Champions Tour, il circuito delle vecchie glorie. Dico subito che è stato uno spettacolo davvero divertente, con due match molto di diversi tra loro. La finale 3/4 posto era tra Leconte, che ha intrattenuto il pubblico non solo coi suoi colpi ma anche facendo parecchio il buffone, e Wilander. Questa è stata l’esibizione più giocosa, in cui si sono alternati colpi di grande tocco e simpatici siparietti. La finale invece vedeva di fronte McEnroe e Bruguera. Partendo da casa pensavo che il quarto fosse Noah, ma ho scoperto che si è infortunato in settimana ed è stai rimpiazzato all’ultimo dallo spagnolo, non certo il più spettacolare tennista che ricordi. La classe non è acqua e lo statunitense, più vecchio di quasi vent’anni, ha vinto in due set, al termine di una partita vera in cui si sono visti davvero dei bei colpi. Se rifanno la manifestazione l’anno prossimo sicuramente ci torno. Insomma: ho visto cantare Paul McCartney, ho visto giocare Gretkzy, ora posso dire di aver visto giocare anche McEnroe

GoPro, Las Vegas e genitori

Quel che resta di Wired (ovvero la sua versione online) ci propone il video di un genitore che per le sue vacanze a Las Vegas si era fatto prestare la GoPro del figlio, montata sul classico bastone da selfie. Peccato che non si sia reso conto che l’obiettivo fosse puntato verso di lui e non verso quello che pensava di riprendere. Ne è uscito così un video alquanto bizzarro che sta spopolando in rete.