50 anni e ancora c’è chi non ci crede

Cinquant’anni dall’allunaggio. Cinquant’anni da un piccolo passo per un uomo ma un grande passo per l’umanità. Cinquant’anni di complottismo, che negli ultimi tempi sta raggiungendo livelli preoccupanti di generalizzata diffusione. Sarebbe limitato dire, citando X-Files, “I want ti believe”. Io non voglio crederci: io ci credo, perché è successo. Perché la terra non è piatta e perché è ora di dire basta all’uno vale uno, quando si vogliono sostenere tesi assurde.

Facebook Vs Instagram

Stamane, mentre venivo in ufficio in metropolitana, ho tristemente scorso la mia bacheca Facebook. Purtroppo è diventata un ricettacolo di articoli che evidenziano affermazioni e comportamenti (che non condivido) dell’attuale esecutivo.
Non è bello. Non è leggero. Però penso sia anche doveroso, in un periodo come questo, non stare zitti e soprattutto farlo cercando il confronto con chi non la pensa come noi. Anche se questo spesso sfocia in prescrizioni di malox.

Instagram al contrario, resta un ambiente positivo. Legato alle immagini più che ai link. Ammetto che la fotografia mi sta aiutando molto in questo periodo. E’ uno sfogo creativo dalla normale routine. Qualcosina di buono, nel mio piccoli, mi pare pure di farla. Anche se non resto certo particolarmente dotato.

In mezzo il blog. Per il quale, mi rendo conto, non ho più il tempo di una volta ma che comunque non lascerò mai totalmente andare. Per quei quattro lettori che mi restano e per il piacere di scrivere.

Norwegian Reggaeton (corretto)

Quando pensavo che, musicalmente, la Norvegia non potesse produrre, musicalmente, nulla meglio di Optimist di Jahn Teigen, ecco che una mia conoscenza di Facebook mi fa scoprire Norwegian Reggaeton dei Nanowar of Steel.

Li credevo un gruppo norvegese… invece sono italianissimi. Però il pezzo merita lo stesso.

…e il grido dell’estate diventa “esta vida loca a mirar la foca” 🙂

38%

Gli ultimi sondaggi danno la Lega al 38%. Con Forza Italia e Fratelli d’Italia che portano un 6% ciascuno, siamo vicini a quando Salvini farà cadere il governo.
Io non passa giorno che non provi a discutere con almeno un salviniano in rete (ergo: ci finisco a litigare) e la cosa veramente mi stanca. Però non si puo’ più stare zitti.
Mi piacerebbe trovare una formazione in cui identificarmi e nel quale poter fare qualcosa di attivo.

Deluso dalla rivista “Turisti per caso”

Dovendo pianificare la prossima vacanze (anche) a New York, mi sono fatto attirare dalla copertina di Turisti per caso. La pensavo una rivista snella e aggiornata, ideale per avere qualche spunto per le novità della Grande Mela. Niente di più sbagliato. Un articolo pieno di banalità, ideale solo per chi non c’è mai stato. Per esempio, nulla dicono su Hudson Yards che, basta fare una semplice ricerca in rete, per capire che è il top di quest’anno. Mai più.

Questo è l’effetto del Sovranismo/Populismo

La nave della Ong olandese, mentre scrivo, non ha ancora attraccato. Attraccano invece i barchini “indipendenti” che stanno portando molti più di 42 migranti sulle rive di Lampedusa. Però meglio combattere le ong degli scafisti e… continuiamo così.
Questo però non è una cosa lontana ma, purtroppo, impatta sulla mentalità di troppa gente troppo vicino a noi.
Seguo diversi gruppi facebook locali (sì, lo so, me le vado a cercare…) e in questi giorni mi sono imbattuto in due post sicuramente emblemetici.
Il primo parte con il classicissimo “non sono razzista ma…” e si lamenta di come, nel mio paese, aprano sempre più attività commerciali gestite da stranieri e che “non se ne puo’ più di questa politica”. Ho fatto notare che non mi risulta che siano rifiutate licenze ad italiani per darle a stranieri… ma se preferiva un paese pieno di negozi sfitti… alla faccia del commento non razzista.
Il secondo è ancora più assurdo. Stanno aprendo un megastore di bricolage. La gente ha avuto il coraggio di lamentarsi che non ci sono state (presumibilmente) assunzioni di residenti del paese ma solo di fuori. Il campanilismo allo stato puro. Figuriamoci se ora un megastore deve avere vincoli di residenza nelle assunzioni. Il “prima i nostri” all’ennesima potenza.
Boh. Un po’ sono stufo di combattere i mulini a vento. Un po’ sento che, ora più che mai, è un dovere farlo, anche se sembra non servire a nulla.

Cinque cerchi sì, cinque stelle no

Oggi a Sono state assegnate le Olimpiadi invernali a Milano-Cortina. Ci sarà tempo per parlarne ma il primo pensiero è politico. Malagò, non certo uno stinco di santo ma se non altro un dirigente sportivo di una certa caratura, ad esplicita domanda ha detto che i sindaci di Milano (in Sala we trust…) e Cortina gli hanno dato fiducia, quello di Roma (M5S) no. Conviene anche ricordare che la candidatura era a tre… poi Torino (M5S) si è defilata, rischiando di far saltare tutto.

Oggi Di Maio dice che è una vittoria di tutta l’Italia. Forse si, ma NON VOSTRA. Non di un movimento che sa dire solo no è che vede i grandi eventi solo come occasioni buttate in partenza.

Orgoglioso di chi ha l’audacia di credere nei sogni.

Ora tutti a osannare Berrettini

A distanza di un anno, da quando tutti si sono scoperti tifosi di Cecchinato (simpatia che io ho abiurato ben prima del Roland Garros 2018, per via della non chiarissima situazione relativa alla sua squalifica), ora sono tutti tifosi di Matteo Berrettini.
Bravi fenomeni. Dove eravate quando la stupida idea Fit di fare una qualifica per assegnare la Wild Card, lo privava della strameritata partecipazione alle Netx Gen Finals?
Dove eravate quando giocava quasi come oggi ma una sfiga atroce nei sorteggi gli proponeva primi turni impossibili?
Ora tutti bravi a dire “io l’avevo detto”.