Come vendersi bene su Amazon

Non ci credevo, quando mi hanno passato la schermata di questo prodotto. Eppure è proprio come vedete nell’immagine.

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Il link al prodotto è QUESTO. L’ilarità si spreca nelle recensioni…

Ode al servizio clienti Playstation

sackboy Ieri vi scrivevo di come il mio account Playstation Network fosse stato hackerato.

Oggi sono qui a tessere le lodi dell’assistenza Sony Playstation. In genere si dicono peste e corna dei servizi clienti e soprattutto dei call center ma, in questo caso, non posso che parlarne bene.

Alle 13.15 compilavo un form di assistenza online. Alle 13.45 trovavo sul sito il numero di telefono (unico aspetto migliorabile del loro servizio cliente è appunto la facilità a reperire questo numero). Mi rispondeva una persona molto pragmatica è disponibile a venirmi incontro per risolvere il problema. Nel frattempo avevano già evaso la mia mail. Al telefono mi hanno detto che la cosa sarebbe stata sistemata in un paio di giorni ma alle 19 già ero di nuovo in possesso del mio account. Complimenti.

Il Bike Sharing a Milano c’è dagli anni 80

img_5681-1024x767In questi mesi a Milano c’è stato un grande entusiasmo per il bike sharing.  A fianco di BikeMe, che già da tempo opera con successo, sono apparsi due nuovi operatori: OFO e Mobike. La peculiarità di questi due servizi è che, a differenza di BikeMe, le bici non vanno prese e lasciate in appositi stalli ma si possono lasciare dove si vuole.

Questo mi ha fatto tornare in mente un (fallimentare) esperimento degli anni 80: 300 bici che furono messe “libere” per esser prese e lasciate dove si voleva. Inutile dire che durarono pochi giorni… Qui di seguito trovate un pezzo che racconta meglio la storia.

Sorgente: La leggenda ritrovata (al Fuorisalone di Rossignoli) del bike sharing anni ’80

Bentornati nel calcio che conta

Ho sempre professato che le partite si chiudono al fischio finale. Si puo’ commentarle andando a casa ma poi finisce lì. Odio i processi alle partite e tutto il chiacchiericcio calcistico. Però ci sono eccezioni che confermano la regola.

Oggi la Cremonese ha perso in casa con il Palermo. Di base ci puo’ stare. Ma non così. Non con un arbitraggio del genere. Non dopo Parma (medesimo arbitro), non dopo Cittadella.

In un calcio urlato, Tesser è un allenatore come e ne sono pochi. Elegante, misurato, mai sopra le righe. Anche per questo il suo sfogo su Sky (quasi con le lacrime agli occhi, più da nervosismo che da disperazione) e in sala stampa, fanno ancora più impressione. Senza alzare la voce, senza mancare di rispetto a nessuno, chiede però anche di essere rispettati. Io vi consiglio di leggere integralmente le sue dichiarazioni. Di sicuro verrà squalificato ma del resto certe cose andavano dette, soprattutto in un modo così preciso ed educato da risultare ancora più inappuntabili.

Personalmente rimpiango la lega pro, dove in undici anni ho visto arbitri più o meno bravi ma MAI ho sospettato comportamenti faziosi o dolosi come in queste prime giornate di serie B.

La fotografia da matrimonio

Una delle questioni ancora aperte, sulla quale ancora non siamo riusciti a fare chiarezza, è il fotografo per il matrimonio.

Oggi, in un gruppo facebook di fotografia che frequento, hanno postato questo video promozionale di un’agenzia. Simpatico, carino, però io solo per questo li avrei esclusi.

Lo so, sono fatto male.

Dilemmi musicali (anni 90) del sabato mattina

Uno è alle 8.45 del sabato mattina alla sua scrivania. Per aiutarsi nella concentrazione, mette su spotify. Una bella playlist degli anni 90.

A quel punto sorge un dubbio: Eagle Eye Cherry è noto come fratello di Neneh Cherry o Neneh Cherry è nota come la sorella di Eagle Eye Cherry?

Io voto per la prima.

Gli inseguitori di porte

C’è una cosa che mi fa spesso ridere in metropolitana, soprattutto alla mia fermata, dove salgo ogni mattina e vedo spesso le solite facce. 

Fateci caso: mentre il treno si approccia, magari è quasi fermo, gente che era ferma sulla panchina insegue una porta che la sorpassa. Magari, stando fermi, si troverebbero perfettamente davanti alla porta successiva. 

Se poi sali sempre alla stessa fermata, non serve essere Sherlock per prendere un punto di riferimento e sapere che li si aprirà la porta.  

Invece no. Così spesso, come successo oggi, me ne sto fermo aspettando si apra la porta e vengo regolarmente travolto da qualcuno che, occhi fossi sulla porta, la insegue . Senza guardare dove va.