Back to Spotify

Oggi ho riaperto Spotify. A giudicare dalle playlist, non lo facevo dal 2015. Fa una certa impressione ritrovare canzoni che avevo dimenticato o altre, come quella che vi metto qui sotto, che ascoltavo sempre in un certo periodo, dandogli una certa accezione.

Di acqua ne è passata sotto i ponti.

Per fortuna!

La vera rivoluzione di ATM

img_0189Di recente è uscita la notizia (rilanciata da molti siti tra cui anche MilanoToday: Atm, “addio” ai biglietti: in metro si entrerà con la carta di credito ) della rivoluzione nei trasporti pubblici milanesi e del parziale addio ai biglietti.

In soldoni la cosa si riassume semplicemente nel fatto di poter pagare direttamente con carte contactless.

La vera rivoluzione, se attuata, sta in una parte meno pubblicizzata della notizia: in TUTTE le stazioni sarà necessario convalidare il biglietto all’uscita.

I furbini ci saranno sempre, come alla mia fermata di casa, però almeno rendiamogli la vita difficile!

Sensori di prossimità

La gente è strana. Oggi, alla fermata di Molino Dorino, è salita la solita bolgia (soprattutto in questo periodo di orario estivo dei mezzi). Una coppia sui 50 anni, era riuscita a sedersi ma separata. Hanno allora chiesto ad una signora di fare cambio. Questa ha accettato.

Dopo essersi seduti accanto, si sono messi ognuno a leggere sul proprio ebook reader.

Va bene essere una coppia unita, però non cambiava niente leggere a due metri di distanza.

Rita Atria: una storia che non conoscevo

Sinceramente non conoscevo la storia di Rita Atria, collaboratrice di giustizia 17enne, che si suicidò dopo la strage di via D’Amelio.

Nonostante il sito sia TgCom24, una lettura interessante.

Sorgente: Rita Atria, 25 anni fa moriva la “picciridda” di Borsellino – Tgcom24

Ma cosa ne sapete voi di cos’erano i videogiochi?

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E’ un triste giorno, quando un sito come Wired deve pubblicare un articolo che spieghi cosa fosse Dragon’s Lair. Non mi dilungo sull’argomento, se non sapete cosa sia, leggete il link qui sotto, mentre io vado a depennarvi con il napalm dalla mia lista amici.

Mi prendo solo un minuto per tessere ancora le lodi del periodo 80-90 dei videogiochi. Per me sono stato il momento più bello, quando dal pionerismo si passava all’industria vera e propria. Sono orgoglioso di poter esser stato un cronista privilegiato di quegli anni. Dalle sale giochi al commodore 64. Dalle musicassette ai floppy da 3,5. Quanti bei ricordi

Sorgente: Cos’era Dragon’s Lair, il gioco intravisto nel trailer di Stranger Things 2 – Wired

Serenata (non rap)

20314675_10155491402374144_1172838813_oA quanto pare, le serenate vanno ancora di moda. In questo weekend ero in centro Italia, per un matrimonio. Il futuro sposo venerdì sera si è esibito in una serenata, sorretto dagli amici e da un discreto pubblico. Massimo rispetto. Ovviamente è tutta una tradizione, più che una studiata sorpresa ma la futura sposa sembra aver molto gradito. Noi, oltre allo spettacolo, abbiamo gradito molto anche la porchetta (una, intera, finita) messa a disposizione dei presenti.
Con l’occasione, mi sono sbizzarrito a fare foto. Ve ne presento una che mi piace particolarmente. Visto che non si riconosce nessuna delle persone coinvolte, credo che nessuno possa risentirsi.

Mezza Italia 

Oggi giornatone di trasferimento. Dal Granducato di Pero fino a Castel di Sangro. Non sono un grande amante dei viaggi in auto e quando stamane siamo partiti (Mrs Puck and I, ovviamente) il navigatore questo ci diceva:


Mi è venuta la morte nel cuore….

Gli influencer, i marchettoni e la legge

Nel 2015, quando ancora il termine “influencer” non era sulla bocca di tutti, si parlava semplicemente di blogger e dei loro post prezzolati a favore di diverse aziende. Speravo anch’io di poterne fare e avevo fatto un pubblico annuncio per vendermi al miglior offerente. Ovviamente nessuno ha risposto.

Ora giro su Twitter e Instagram ed è un fiorire di questi soggetti, che propongo, spesso, gli articoli più disparati.

Il problema, ben espresso nell’articolo di wired di cui vi metto il link, è semplice: come distinguere un blogger/influencer che esprime la propria opinione da un post (a vario titolo) pagato,  più simile ad una pubblicità che ad una recensione? Semplice. Allo stato attuale non si può.

Certi post dovrebbero essere accompagnati, come sulla carta stampata, di una segnalazione che il post è promozionale. Con buona pace di quelle piattaforme che reclutano soggetti per fare marchettoni, specificando che parlando di un dato prodotto, non si debba fare riferimento alla campagna promozionale alla quale si partecipa.

Sorgente: Gli influencer e la pubblicità: viaggio nella giungla del non detto – Wired