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Joystick, fusibili e cacciaviti: le vacanze dei nerd anni ’80 #LegaNerd
Il mio egocentrismo e la mia nostalgia per “i bei tempi” dei videogiochi hanno fatto un altro danno: è uscito il mio terzo articolo su LegaNerd. Anche se il successo di pubblico del primo pezzo è lontano (del resto era un racconto su cui lavorai molto e a cui tengo ancora molto), devo dire che di questo ultimo nato. In pratica è un racconto su cosa voleva dire per un nerd anni 80 partire per le vacanze con il suo “carico” da video giocatore. Il revisore ha cambiato alcune cose, prima di tutto il pezzo, ma lo spirito è rimasto quello che volevo io. Buona lettura
Sorgente: Joystick, fusibili e cacciaviti: le vacanze dei nerd anni ’80 #LegaNerd
Mixage
Da ieri è estate e stamane, una canzone fatta passare dal trio medusa, mi ha scatenato un ricordo del passato. Fino ai diciotto anni le mie vacanze sono sempre state in Trentino. Fino a che non sono stato dotato di gusti musicali (e di attrezzature portatili per goderne) la colonna sonora di agosto era data dalle cassettine di mio padre. In Agosto non poteva mancare Mixage, una compilation che andava molto negli anni 80 e che mio padre acquistava dai primi “vu cumprá” che si affacciavano anche in Val Rendena, nei giorni di mercato.
Dell’educazione musicale
Verso i quattordici anni, io e mio cugino passavamo diverso tempo assieme, anche se lui ha dieci anni in più di me. A quei tempi cercò di inculcarmi un po’ di cultura musicale. Vinse facile facendomi conoscere gli Elio e le storie tese. Ai tempi non era ancora uscito il loro primo album e ci si passava le cassettine dei bootleg. Lavoro molto più arduo ebbe con Prince. Non era musica facilissima per un ragazzino e il folletto di Minneapolis lo iniziai ad apprezzare solo molto tempo dopo (anche se non divenni mai un vero e proprio fan). Quella infarinatura, a base di Kiss e Purple Rain, mi servì però per apprezzare il funky (e da lì altri gruppi come gli Spin Doctors). Mi ero ripromesso, se mai fosse tornato a Milano, di andare ad un suo concerto. Ormai è troppo tardi. Ciao Artista Una Volta Conosciuto Con Il Nome Di Prince
La Milano che non c’è più
Quando si parla della “Milano che non c’è più, in genere si parla di quella dell’800, coi Navigli scoperti e senza grattacieli. Gli anni però passano e la città cambia, così anche cose più recenti “non ci sono più”. Ieri Il Milanese Imbruttito ha pubblicato la foto che vi allego qui sotto. Si tratta di una vecchia pubblicità di Burghy degli anni 80. Non solo la storica catena di fast food è defunta da anni ma anche la cartina in sé è interessante, dalla linea 3 che ancora non c’era, alla linea 1 che si fermava a Lampugnano. Un bello spaccato storico, a modo suo.
Canzoni Natalizie 2: in chiave anni 80
Tra i nuovi classici natalizi, non puo’ mancare questo grande classico degli anni 80 degli wham.
Dagli anni 80 con furore
Oggi mi è tornato in mente quasi senza motivo (a dire il vero il motivo c’è, ho visto uno che mi sta sulle balle è che chiamo così) un prodotto totalmente anni 80: il nano ghiacciato. A pensarci bene, visto che ero troppo piccolo per berlo, mi sa che non l’ho mai provato. Però ho questo ricordo dei miei che lo tenevano nel frigo in montagna, assieme ai sanbitter.
Agghiacciante la pubblicità con Amanda Lear
AMANDA LEAR | “Nano Ghiacciato” [Spot Sanpellegrino] (1979/81) from Be3. on Vimeo.
Dinosauri alimentari (!) degli anni 80
Di recente mi è stata regalata la bustina che vedete nella foto ed è stato un vero tuffo nel passato. Non le vedevo dagli anni 80. Cicche in briciole che frizzano: l’apoteosi degli alimenti sani… Queste, in più rispetto a quelle che ricordassi, colorano anche la lingua. Per ora non ho ancora avuto il coraggio di provarle.
Presto non ce ne ricorderemo più

L’altro giorno mi sono trovato a riflettere sul fatto che immagini come quella qui sopra sono ormai pezzi archeologici. Se non avete neppure capito di che si tratti, è presto detto: la classica schermata di disturbi sulla vecchia televisione analogica. Nell’era del digitale, o c’è segnale o non c’è. O si vede benissimo o c’è una schermata nera (o blu). Addio segnali distorti, addio immagini di pessima qualità. Io mi ricordo addirittura quando i computer si collegavano alla tv col cavo dell’antenna; fù un vero sollievo quando si passò all’avveneristica presa scart! Così ieri sera mi sono ritrovato a fissare un schermo sfarfagliante. Con un po’ di nostalgia.

