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Ciao Rocco, grazie di tutto 

Ieri sera, al concerto milanese degli Elio e le storie tese, Rocco Tanica ha dato l’addio alle esibizioni live col gruppo. In inverno si era vociferato che fosse l’ultimo tour del gruppo. In realtà è il suo tour di addio. Effettivamente è già da diversi tour che non partecipava più (neppure all’ultimo Sanremo si è esibito col gruppo), però sentire il suo addio mi ha sinceramente commosso. “Grazie per questo giro di giostra lungo 35 anni”. Giusto un attimo di malinconia e poi lo spettacolo, stupendo, di tre ore filate, è ricominciato. Difficile descrivere la mia reazione. Seguo gli Elii da circa 28 anni, ben prima del primo album. Forse solo di loro mi posso definire un vero fans. Per me è come se Paul McCartney avesse lasciato i Beatles. Il mio umore a fine concerto era come dopo la finale degli UsOpen, quando la Pennetta vincente (la mia Pennetta) annunciò il ritirò. Oppure come quando un amico fa una festa perchè si trasferisce lontano: sai che lo rivedrai ma non sarà più la stessa cosa.

Sembra che i motivi siano fisici (Elio a fine concerto ha ringraziato l’inventore del cortisone, senza il quale lo spettacolo non sarebbe potuto andare in scena) e che Rocco continuerà a far parte del gruppo. Sinceramente lo spero e voglio pensarlo.

Grazie Rocco. Sentirti cantare per l’ultima volta Cara Ti Amo è stato bello.

Fossi mancato non me lo sarei perdonato.

Chiuso per manifesta superiorità

Mentre questo pezzo andrà in pubblicazione, io sarò a vantarmi con me stesso della qualità dei miei gusti musicali. Sì, stasera al Forum c’è il concerto degli Elio e le storie Tese.

Quindi potete anche venire a svaligiarmi la casa e ovviamente farmi cacca su letto… perchè gli Elii hanno una canzone per ogni momento e avevano previsto anche questo (sapete in che canzone, vero?)

“Non sono un uomo vissuto, sono un uomo che vive”

 Ieri gli Elio e le Storie Tese cantavano a Sanremo (ci sarà tempo per parlare della loro canzone in un’altra sede) e quindi ho provato a vedere quanto resistevo guardando il Festival, in attesa della loro esibizione. Passano le prime due Nuove Proposte, tutto sommato carine (la prima era anche tipa molto Puck…). Parte la seconda sfida e canta tale Irama. Quando nel testo (scritto da lui) sento “non sono un uomo vissuto, sono un uomo che vive” il vaffa e il cambio di canale si stati istantanei e simultanei. Di Sanremo avevo già visto abbastanza…

Per vedere Elio mi sono affidato ad un mix di zapping e segnalazioni degli amici via web.

Sorgente: Analisi/ Testo “Cosa resterà” brano di Irama, Festival di Sanremo 2016

Evviva l’Italia, evviva la Bulgaria

 Il 6 e 7 febbraio andranno in scena le primarie del centrosinistra per il candidato sindaco di Milano. Secondo me andrà in scena la quintessenza della votazione bulgara. La vittoria di Sala non credo che sia in discussione, come non lo era già prima della sua candidatura. Una fetta di voti andranno alla Balzani, un po’ meno a Majorono e poi c’è il quarto meso lì.

Poi magari sbaglio, però…

Evviva l’Italia, evviva la Bulgaria (che sapete bene di cosa ci ha fatto dono…)

X-Factor e la tempesta perfetta 

IMG_7891o, ha rasentato la perfezione del genere. Eliminato il corpo estraneo tra i giudici, inserita Skin e richiamato Elio, la versione italiana del talent è stata la prima a presentare solo cantanti a guidare le squadre. Il secondo elemento è stato l’inserimento dei gruppi “veri” e non solo di quelli vocali. Credo che in Italia la maggior parte di chi faccia musica lo faccia in questa forma, era quindi a
nacronistico lasciarle fuori e la qualità di questa categoria nel corso della gara lo ha dimostrato. Ultimo elemento è l’alchimia che pare essersi creata tra i concorrenti. Senza polemiche e invidie (apparenti) la competizione non è comunque scaduta nel buonismo. A questo punto il dilemma della produzione sarà “replicare o innovare?” Entrambe le strade sono altrettanti difficili e rischiose dopo un successo come quello 2015.

 

Blocchiamo la tangenziale?

Oggi mi sono imbattuto in questo pezzo, fatto da J-Ax con la partecipazione di Elio. Due soggetti che come sapete apprezzo. Ok, uno decisamente più dell’altro. Il brano non è niente di trascendentale, però il riff mi è entrato in testa e non esce più.

Una pizza in compagnia, una pizza da solo

 Ieri sera tornavo verso le 20.30 dalla palestra. Molta fame e poca voglia di cucinare. Ho fatto allora una cosa che, la sera, non faccio mai: sono andato in pizzeria da solo. In genere a mezzogiorno non ho problemi a mangiare da solo, in fondo è solo pausa pranzo. La sera è diverso, di norma mi fa tristezza. Lo so, è un mio limite. Limite che stasera ho superato senza grossi problemi, complice anche il posto in cui sono andato: una pizzeria sotto casa dove l’utenza settimanale è prettamente di uomini lavoratori in trasferta. La pizzeria degli edili, la chiamiamo generalizzando. Che poi fanno una buona pizza e nel weekend hanno anche dell’ottimo pesce. Però, soprattutto in settimana, l’utenza è quella. Comunque mi sono fatto una pizza e una birra, mentre mi echeggiava in testa questa canzoni degli elii che (cosa ve lo dico a fare) hanno una canzone per ogni occasione.

Recensire un’intervista 

Oggi sono qui a fare una cosa un po’ strana: recensire un’intervista. O almeno parlarvene. Mi riferisco a quella rilasciata, con tanto di copertina, a Rolling Stone dagli Elio e le storie tese. Premesso che non acquistavo una rivista in edicola da mesi, non potevo resistere alla curiosità di leggerla, visti i tanti rumors che giravano in questi mesi e che si concentravano in un concetto: lo scioglimento della band. L’argomento viene formalmente risolto nei primi paragrafi, dove queste voci vengono definite fasulle. Dico però formalmente perché non tutti i dubbi sono subito fugati. Rocco Tanica è presente nel servizio fotografico ma il giorno del l’intervista marcò visita. Così come fa da tempo nei live. Il mio sospetto è che ormai sia un ex e ho anche purtroppo dei sospetti sui motivi, di cui però non parlerò qua. A dire il vero il grosso del mio interesse si è risolto lì anche se poi il pezzo parla del nuovo brano e da come è stato accolto dai fans, soprattutto da quelli della prima ora (come me). Da tempo sostengo ci sia una netta divisione generazionale tra i fans di Elio. Da una parte chi li seguiva al tempo delle cassettine e che si identifica soprattutto coi primi tre album, dall’altra parte i più giovani (ma non più tanto giovani) che invece preferiscono altri album. Anche in questo caso nei commenti sul singolo, la distinzione è netta. In definitiva un’intervista non banale che vi consiglio.

PS come giustamente ha sostenuto un mio amico, visti i nomi in copertina poteva benissimo essere una rivista uscita nel 98.