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Toccata e fuga londinese

Oggi parto per Londra. Anzi, quando questo post verrà pubblicato sarò già in aeroporto. Non sono mai partito così leggero come oggi, anche perché non ho mai fatto una trasferta di una sola notte. Del resto questo viaggetto nasce come toccata e fuga per il concerto dei/delle Corrs di stasera. Ho un misero zainetto con il cambio per la notte è una maglietta per domani. Niente reflex, niente iPad. Non mi pare neppure di andare all’estero con un bagaglio così leggero.

Vabbè, ora che sono tornato basta andare in giro…

Giusto, devo aspettare fino al 23 per il prossimo viaggio all’estero… questa volta per un concerto. Questo.

 

Metro parigina vs londinese

La metropolitana parigina è quella londinese hanno diversi punti in comune. Sono entrambe molto vecchie e coprono in modo molto capillare la pianta della propria città. La loro età però presenta anche delle problematiche che metropolitane più recenti non hanno. Il principale è legato al fatto che sono difficilmente accessibili ai disabili. Quella parigina ancor più di quella londinese è un tortuoso sali scendi di gradini, solo raramente accompagnate da scale mobili. Un altro drammatico punto in comune è quando si trova una discesa per una fermata, non è detto che la banchina sia così vicina. Per esempio Chatelet… Si può vagare a lungo in tortusi cunicoli prima di arrivare al punto desiderato. 

  

 

Il lato culturale del weekend londinese

 Il weekend londinese ha avuto anche due aspetti culturali. Un primo quasi casuale, il secondo puntato a lungo. Ci siamo imbattuti in uno spazio dedicato alla fotografia dietro Oxford street. La mostra, interessante ma non troppo, mostrava l’utilizzo nei tempi passati della fotografia nella criminologia è più in generale nella documentazione dei delitti. Sono poi stato alla Tate Modern per una mostra sulla Pop Art molto interessante. Se capitate a Londra nei prossimi mesi ve la consiglio fortemente.  

 

50 a 1

No, 50 a 1 non è il risultato del Match di coppa del mondo di Rugby che ieri ho visto a Londra. 50 a 1 è il rapporto, probabilmente per difetto, tra tifosi in verde e supporters azzurri. Precentivato anche se non in questa misura, faceva parte della bellezza della trasferta. Poi soprattutto nel rugby la situazione sugli spalti è così tranquilla che non c’è stato il minimo problema. La partita l’abbiamo persa, come da pronostico, ma almeno abbiamo opposto una seria resistenza, rischiando anche il colpaccio. Finiremo terzi il giorno, eliminati. Proprio come l’Inghilterra padrone di casa. Se mi avessero detto a priori che avremmo ottenuto il loro stesso risultato, avrei firmato! Già, perché loro dovevano andare ben oltre… 

 

Il “dramma” di una nazione

Sono a Londra per andare oggi a vedere Italia – Irlanda dei mondiali . Ieri ci siamo portati avanti entrando in clima. Siamo andati al parco olimpico dove era costruita la Fanzone. In pratica un grande prato, con baracchini e maxi schermo, per vedere le partite. Di scena L’Inghilterra, padrona di casa e obbligata a vincere per passare il turno, e la temibile Australia. Il grande entusiasmo dei locals non ha evitato alla squadra della rosa una sonora sconfitta.  
 

Il mio secondo musical londinese

Dopo aver apprezzato molto “The commitments” (nb più per l’esperienza che per il musical in sè, che presenta alcune debolezze), a questo giro londinese non avevamo in programma nessuno spettacolo teatrale. Poi il sabato ci siamo detti “perchè no?”. E’ seguito patteggiamento sui musical papabili (mannaggia… mi è stato posto il veto su Bend It Like Beckham… ma riuscirò a vederlo) e quindi abbiamo Leggi il resto di questa voce

Grandonnismo londinese

Il grandonnismo non conosce confini e soprattutto l’abilità degli esercizi commerciali nell’approfittarsene ha raggiunto vette da Himalaya. Domenica passeggiavo verso le 11 nella zona di Covent Garden. La mattina era gioiosamente uggiosa, come solo un luglio britannico può essere e i negozi erano per lo più ancora chiusi. Uno però ha attirato la mia attenzione: si trattava di un negozio che vendeva articoli (trendy) di abbigliamento per l’esercizio fisico. Al suo interno una ventina di Grandonne di varie età stavano facendo una lezione di quella che ho sommariamente catalogato come yoga. Ma farlo direttamente in palestra no?