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Milano, il jazz, gli anni 60…

Oggi mi è tornata in mente sta canzone, allegra e apparentemente stupida. In realtà molto più complessa di quello che sembri. A volte mi piacerebbe esserci stato ai tempi della Milano di Gaber e Jannacci.

Vi lascio quindi con “Faceva il palo (la banda dell’Ortica)”

 

First cut is the deepest

Stasera concerto di Cat Stevens (vi scrivo durante la lunga pausa di venticinque minuti). Già tra i primi brani fa il motivo principale per il quale sono venuto: first cut is the deepest. Non posso non pensare che quando si viene feriti le prime cose che si pensano sono due: non lascerò che mi feriscano ancora e non ferirò mai nessuno così. Purtroppo l’esperienza mi insegna che entrambi i buoni proponimenti, per quanto ci si impegni, vengono disattesi. Non resta che provare a limitare per quanto possibile i danni.

Expo2015: inizio a perdere il mio ottimismo

Sono uno che alla fine spera, che vuole crederci. Qui scrissi diverse volte sostenendo che al di là di tangenti e lungaggini italiane, l’Expo poteva ancora essere una buona occasione per Milano. Poi però ci sono notizie che ti fanno capire come, anche per il clima economico, non certo solo italiano, non potrà certo essere una cosa clamorosa. Purtroppo i due bandi per l’assegnazione dei servizi di ristorazione interni all’area sono andati deserti. Mi ricorda una cosa analoga successa per le stazioni di servizio della BreBeMi… E sappiamo la situazione attuale….

Un po’ Sheldon (Cooper)

Ho la fortuna di prendere la metropolitana appena dopo il capolinea. A Rho Fiera non sale molta gente e quindi alla fermata di Pero i posti a sedere sono molti. Quasi tutti i giorni riesco quindi a prendere lo stesso posto. Lontano dai bocchettoni dell’aria in estate, con la parete a fianco (per evitare vicini impiccioni he mi leggano sul cell), comodo se devo appoggiare l’ombrello. Da ormai un paio di settimane lo trovo occupato, quasi sempre dalla stessa persona. Considerate che ho un range di circa 15 minuti in cui prendo la metro. Prendo atto del posto occupato e mi siedo altrove ma non posso non rilevare il mio disappunto per la cosa. Un giorno arriverò ad un punto di zitellaggine da piazzarmi lì davanti e dire “quello è il mio posto”

Ironia portami via

Milano. Piazzale Cadorna. Ore 18.15. Diluvia. Giornata grigio autunnosa che pIù grigio autunnosa non si puo’. Il complessino musicale che suona The Girl from Ipanemap pare leggermente una presa per il deretano.

Oggi vi suggerisco una app

Non sono solito recensire applicazioni sul mio blog ma quella di cui vi andrò a parlare mi piace particolarmente. Innanzitutto è utilizzabile su iOs, su Android ma anche direttamente dal browser del vostro computer. Si chiama citymapper e secondo me è l’app definitiva per muoversi coi mezzi pubblici, non solo a Milano ma anche a Roma e in diverse altre città in Europa e nel mondo. Fa una cosa molto semplice (ma la fa molto bene): indicate un punto di partenza è uno di arrivo e vi calcola diversi itinerari alternativi con varie combinazioni di mezzi pubblici. Potete immediatamente vedere il tempo di percorrenza previsto e visivamente sulla mappa la strada da fare. A corollario di ciò potrete inserire i vostri punti preferiti, rilevare la vostra posizione attuale, avere informazioni sulle condizioni della rete è tanto altro. Dimenticavo: attualmente è gratis!

Salgado a Milano

Scrivendo queste mie impressioni sulla mostra di Salgado ho paura quasi di essere accusato di blasfemia. Di sicuro non ho la cultura per poter sviscerare in modo approfondito il linguaggio di questo fotografo ma credo, come tutti, di aver diritto ad un’opinione. Giusta o sbagliata che sia. Lungo preambolo per dire che la mostra non mi ha convinto fino in fondo. Alcune immagini, diciamo la maggior parte (soprattutto i ritratti), sono bellissimi ma nel complesso sono uscito con una sensazione non troppo soddisfatta. I motivi sono principalmente due. Il primo è che non sono un grande amante del bianco e nero spinto (anche se due dei miei tre fotografi preferiti hanno fatto quasi solo bianco e nero). Se in alcuni contesti ha una resa eccezionale, anche in questa mostra, non credo che sia il linguaggio ideale per raccontare alcuni tipi di paesaggi. Il secondo è che alcune foto, nella primissima fase della mostra, destano più di un sospetto di un lavoro artistico di post produzione. Per il mio gusto la foto è cattura dell’attimo e quindi quando si perde questo realismo si ha qualcos’altro che per me si stacca dalla fotografia. Comunque ve la consiglio perché a dispetto di questi dubbi, è un’esposiIone molto interessante e che ai più è molto piaciuta.

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Una mattina da Nerd fra i Nerd

9.00 Oggi vado in Games Week, la fiera milanese dedicata al mondo dei videogiochi. Dovrei avere il mio solito pass per la stampa ad attendermi, anche se ogni anno mi sento sempre più un imbucato (quest’anno credo due sole recensioni).
9.14 Già metropolitana si riconosce al volo chi deve in fiera. In genere hanno meno della metà della mia età. Per fortuna c’è una folta schiera di attempati Nerd che mi attende là.
9.35 Entro e si capisce già che la fiera è abbastanza in tono dimesso. Ciò non toglie ci siano file assurde anche per giocare titoli che sono già nei negozi.
9.45 La fatica maggiore è stata trovare la sala stampa. Indicarla meglio no? Saluto gli amici e poi mi faccio un giro tra gli stand.
10.55 Ho già visto abbastanza, cioè tutto quello che si può fare senza farsi ore di coda. Da buon matusa, la parte che mi ha colpito di più è quella retrò.

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