Archivi Blog
Alla ricerca di oasi
Avendo perso i miei due comodi rifugi da pausa pranzo (il chiostro di Santa Maria delle Grazie e i Giardini di via Terraggio), continuo a vagare alla ricerca di alternative. Inevitabilmente ho dovuto allargare il mio raggio d’azione e così sono finito al Giardino Perego, a due passi dalla fermata di Montenapoleone. Lo conoscevo già da delle mie passeggiate in centro ma fino ad ora non era mai stato appetibile per la pausa pranzo. Lontano è lontano, non è poi così sconosciuto ma ammetto non è affatto male.
Pubblicità per il nuovo millennio – 2
Oggi passavo nella stazione metropolitana di duomo. Il 100% della cartellonistica è stata presa per il lancio del nuovo film delle Tartarughe Ninja. Quella stazione non è nuova a promozioni del genere: sotto natale è capitato fosse monopolizzata da sephora. La novità sta in quello che vedete nella foto:

In pratica attivando il wifi si può o vedere subito il trailer del film o, autenticandosi tramite i propri account di Facebook o Google+ si può navigare gratis. Questa è una promozione carina.
Proviamo Mama Burger
Con (almeno) tre anni di ritardo su quando era una novità trendy, in questi giorni sono stato a pranzo da Mama Burger. Ho provato diversi gourmet burger in questi mesi e devo dire che questo è un buon anello di congiunzione tra loro e i fast food. A pranzo il menù, comprensivo anche di caffè, è 10 euro. Gli hamburger sono belli alti e unti come piace a me, forse perchè ho provato il baconcheeseechipiùnehapiùnemetta burger. Il locale, ho provato quello dietro corso Vittorio Emanuele II, non è il massimo della vita ma è passabile. In definitiva sono rimasto discretamente soddisfatto e di sicuro ci capiterò ancora.
Pubblicità per il nuovo millennio
A Milano iniziano a essere diffusi cartelloni pubblicitari multimediali come quello ripreso nella photo (in evidenza un particolare). Se si hanno smartphone dotati di tecnologia nfc o in grado di leggere qr code, si ha accesso a contenuti aggiuntivi. Ecco, il qr code. Altro esempio in cui sono stato anche troppo first mover e poi non ho sviluppato la cosa. Per un po’ era stata anche una pagina sulla barra dei titoli del mio blog. Mi ero ripromesso di farmi pubblicità col qr code. Anche il mio fumetto che vedete tutti i giorni qui a fianco, era pensato per essere facilmente affiancabile a uno di questi quadratoni pixelosi. Poi non se ne è più fatto nulla. Per ora.
In definitiva, tornando a questa innovazione tecnologica pubblicitaria. la trovo una cosa quantomai futile e modarola. Credo che quasi nessuno si metterà mai lì a cercare di scaricare contenuti da un manifesto. Lo trovo una sorta di gadget tecnologico, pensato da qualche creativo che ha visto un po’ troppi film di fantascienza.
Red Army
Nonostante negli anni abbia preso in giro il Milano Film Festival (più che altro una parte dei suoi appassionati), quest’anno avevo iniziato a guardarne il programma con occhi diversi. Per un breve lasso di tempo avevo pensato di fare l’abbonamento. Più realisticamente avevo puntato un paio di titoli decisamente interessanti. In cima alla lista c’era Red Army. Si tratta di un docufilm (credevo un film vero e proprio e invece…) che parte dalla storia di Slava Fetisov per raccontare dalle sue parole cosa fosse la cska e la nazionale russa di hockey durante la guerra fredda. In pratica una macchina da propaganda. Interviste e filmati storici sono montati con molta sapienza, alternandosi con gran ritmo e una cura dei particolari che fa raccontare molto anche ai silenzi degli intervistati, più che alle loro parole. Oltre all’aspetto politico c’è anche quello sportivo perché se non segui l’hockey non puoi capire fino in fondo cosa sia la scuola russa rispetto a quella nordamericana e come siano intrinsecamente diverse. Un must.
Per chi poi vuole approfondire un particolare evento narrato nel film, consiglio The Miracle: pellicola americana che racconta “alla americana” la semifinale di Lake Placid tra lo squadrone russo e gli universitari americani. Match ribattezzato dai giornalisti “The Miracle on ice”. Ricordo che poi un giocatore di quella formazione ha vinto Lo Scudetto (con le maiuscole) del H.C. Milano Saima: Mark Johnson
Inciso: l’utenza era quasi esattamente quella che mi aspettavo e di cui avevo parlato in un vecchio post che non ritrovo più.
Velocità warp?
Ieri, senza averlo deciso prima, ho fatto una piccola spesa fuori programma. Visto che il mio piano tariffario e il mio cellulare supportano le nuove reti veloci 4G/LTE sono passato in un centro vodafone e mi sono fatto cambiare la Sim. Spesa: 10 euro. Attivazione: 2 minuti (mi avevano detto entro 24 ore).
Da buon appassionato delle statistiche, ho subito fatto una verifica delle velocità. In effetti in download non c’è proprio paragone, come potete vedere dall’immagine. Il risultato dell’upload invece mi pare casuale: la banda dovrebbe essere sempre la medesima. Mi riservo di valutare se ciò comporta un consumo maggiore di batteria. C’è comunque da dire che una tale velocità tornerà utile in caso di chiamate via web o altre cose del genere, nell’ordinaria amministrazione il reale vantaggio sta nel fatto che a Milano ho notato che il segnale 3G di vodafone era peggiorato, da quando avevano lanciato la nuova rete. Conto che ora questi lievi disservizi non si verifichino più.
Latinismi
Oggi avevo bisogno di junk food compensativo (sì dai, facciamo un po’ la vittima per il pacco subito oggi, sia mai che torni utile ehehe) e così sono andato a mangiare al Mc Donald’s in Wagner. Zona residenziale discretamente nobile. Ho origliato al tavolo affianco al mio il commovente tentativo di una nonna della Milano bene di convincere i suoi nipotini, tra gli 8 e i 10 anni circa. La signora insisteva sul fatto che lei dicesse “nike” e non “naiki” perché la società prende il nome dal termine latino che significa vittoria e non perché lei non conoscesse l’inglese. Questo perchè “almeno noi italiani ricordiamoci il latino”. A parte il fatto che Nike era la dea greca della vittoria e non romana. A parte che ritenga nella fattispecie la pronuncia corretta “naiki”. Ho apprezzato soprattutto il suo corollario a sostegno, fatto di Plus e non Plas, minus e non Mainus. Ovviamente i nipoti erano poco convinti.
C’era una volta il chiostro di Santa Maria delle Grazie
Ieri mi lamentavo che il giardino di via Terraggio non fosse più quello di una volta, soprattutto per andarci in pausa pranzo. Chiudevo dicendo che avrei ripiegato su di un altro classico: il chiostro di Santa Maria delle Grazie. Oggi puntualmente ci sono andato e… ho scoperto hanno transennato i muretti con del filo metallico per segnalare in modo abbastanza plateale che è vietato sedersi. Delusione. Devo trovare nuovi scampoli di centro a Milano dove rintanarmi dalle 13 alle 14.



