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Il recensore ufficiale de I Puffi
Nella mia vita precedente, quando ero un brillante recensore di videogiochi sulle maggiori testate del periodo (Tgm, C+VG, Superconsole, Megaconsole per citare le quattro alle quali mi sono legato maggiormente), ero comunque un umile manovale di redazione e non certo una prima firma. Sono comunque resistito nell’ambiente molto più di certi fenomeni che dovevano spaccare il mondo. Appunto perchè non ero uno dei nomi di spicco, spesso mi toccavano recensioni non certo di primordine. Era poi nata l’abitudine, mutuata dopo una serie di casuali assegnazioni, che tutti i giochi relativi ai Puffi (e al tempo ce n’erano parecchi, soprattutto su Gameboy) arrivassero con somma gioia a me.
Oggi leggo su un portale gaming ho trovato la recensione di un nuovo titolo legato ai piccoli omini blu.
E un po’ di nostalgia monta.
Ci riprovo con Kickstarter: Server Tycoon
Dopo il fallimento della campagna per il remake di Sensible Soccer, ci riprovo a finanziare un progetto su Kickstarter. In questo caso si tratta di un videogioco che simula la gestione di una webfarm. Fin da piccolo sono stato un giocatore entusiasta per qualsiasi videogame che avesse “sim” “tycoon” o “manager” nel titolo. Questo non potevo proprio farmelo scappare!
Vediamo se questa volta va meglio e riesco a vedere l’arrivo sul mercato del gioco, con tanto di mio nome nella schermata dei ringraziamenti.
https://www.kickstarter.com/projects/1567327150/server-tycoon
Stroncare un gioco (a volte) è bello
Ieri è uscito un mio articolo su Gamesurf, si tratta della recensione del gioco ufficiale dei mondiali di rugby. Non vi tengo in sospeso: voto 4. Avevo paura di partire prevenuto verso questo titolo (lo scrissi in un post ah hoc) ma la realtà si è rivelata in linea con le aspettative. Mentre ero ancora indeciso sul voto (4 o 4,5), un mio amico recensore passò da me e glielo feci provare “se gli dai più di quattro sei stato pagato” fu il suo ironico commento sulla qualità del gioco.
Detto questo però devo ammettere che ogni tanto stroncare un gioco mi diverte. Spesso, non so se sia questo il caso, giudicate voi, sono più ispirato quando stronco rispetto a quando incenso un titolo. Se volete, ecco il link per leggere il pezzo.
Sorgente: Rugby World Cup 2015 – Recensione (PS4) – Gamesurf.it
In redazione ho sempre portato la croce
C’è chi canta e chi porta la croce, dice un detto popolare. Io, nella mia passata carriera di recensore di videogiochi, ho sempre portato la croce. Nessun problema, quello era il mio ruolo, sapevo di non aver il sacro fuoco della passione (anche videoludica) per ambire a qualcosa di più. Uno dei miei tanti gap era (ed è) la poca conoscenza dell’inglese. Questo ha in particolare determinato uno dei miei più grandi rimpianti professionali: non sono mai stato mandato a seguire una fiera all’estero. Ci penso ogni anno, in genere due volte all’anno, durante l’E3 di Los Angeles e in questo periodo, durante il Gamescom di Colonia. Seguo le mie conoscenze che partono come inviati e penso che in fondo, almeno una volta, sarebbe piaciuto farlo anche a me.
SBK15 Official Mobile Game – Recensione (iPhone) – Gamesurf.it
Ogni tanto, tra uno sclero lavorativo e l’altro, trovo anche il tempo per dedicarmi alla mia vecchia “professione”: il recensore di videogiochi. Ecco un mio piccolo articolo, pubblicato come al solito su Gamesurf (Tiscali).
SBK15 Official Mobile Game – Recensione (iPhone) – Gamesurf.it.
Fosse per me morirebbero di fame

Ormai, soprattutto nel giocare mobile ma anche in quello più strutturato su console, è assai diffusa la formula del freemium. I giochi cioè si scaricano gratuitamente ma poi si paga per avere dei crediti interni al gioco che consentono di sbloccare alcune cose. Molto spesso è un fenomeno abbinato ai titoli per casual gamer (cioè i giocatori saltuari) ma anche qui non è solo così. I casi più clamorosi, per il giro d’introiti che generano, sono giochi come Candy Crush o Farmville. Fosse per me, potrebbero anche morire di fame. Mi spiego, di base non mi cambia nulla (soprattutto su giochini del genere) andare più avanti dei miei amici spendendo. Per molti invece non è così e le software house si ingrassano. Ovvio, ogni tanto anche io mi concedo qualcosa. per esempio di recente ho speso qualche euro in Fifa su Ps3 per delle delle “bustine” di giocatori per una particolare modalità (Ultimate Team) che si comporta un po’ come una collezione di figurine. Poca cosa comunque rispetto a certi malati del gioco (e delle spese).
L’importante comunque è che il freemium sia veramente tale: il gioco dev’essere gratuitamente fruibile, paghi solo se vuoi avanzare più velocemente. Titoli in cui alcune funzionalità o avanzamenti sono (fondamentalmente o effettivamente) bloccati per me sono truffaldini e non si possono definire più freemium.
Essere Nerd a Tavola
Essere Nerd a tavola vuol anche dire che mentre ceni con l’Addetta Stampa (d’ora in poi AS) e lei ti parla delle Toma piemontese e di tutte le sue varianti… A te scatta il neurone retrogamer e ti torna in mente un videogioco che hai adorato in sala giochi e a cui non pensavi da anni… Questo: (e si capisce un po’ il collegamento)

Ps giuro che a parte il collegamento mentale la stavo ascoltando 🙂
