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Giornalismo, cronaca nera e luoghi comuni sui videogiochi

I recenti fatti di cronaca nera hanno riportato in auge sulla stampa (anche se, bisogna ammetterlo, meno di altre volte) l’odioso parallelismo tra videogiochi e violenza. Tipico di quando gli autori di atti del genere siano giovani. Un hobby peraltro diffuso tra quasi tutti gli under 20. La nera ci ha anche riportato l’ennesimo caso di femminicidio. Magari quasi tutti gli omicidi di questo tipo fumano. Perché nessuno da la colpa al fumo? Provocazione a parte, l’associazione di categoria degli sviluppatori italiani ci ha tenuto, anche questa volta, a precisare.

Sorgente: AESVI prende posizione sui fatti di cronaca nel ferrarese – Gamesurf.it

Unboxing RetroFreak

Ok, non sarò mai uno youtuber,
Ok, questo video è veramente di una qualità scadentissima (io darei la colpa all’operatore video… ma devo pur sempre tornare a casa stasera…) 🙂
Ok, per il montaggio del tutto ci ho messo tre minuti e si vede

Però il Retrofreak meritava un video di unboxing. Ammetto che mi sono anche divertito a farlo. Vediamo un po’ se in futuro avrò voglia di fare altri video.

Forse non sono poi così nerd

Oggi siamo stati ad Akihabara, il paradiso dei Nerd qui a Tokyo. Bhé evidentemente non devo essere poi così nerd perché mi ha davvero deluso. 

In fondo la cosa non dovrebbe stupirmi più di tanto. Ai tempi d’oro della mia attività di recensore di videogiochi, le redazioni si dividevano tra filo Usa e filo Giappo. Io ero sempre stato della prima d’azione. Anime e affini non mi hanno mai scaldato più di tanto e anche tutta una serie di tipologie nipponiche di videogame non mi hanno mai preso. 

Per non parlare delle sale “giochi” di pachinco e slot…

Quindi ok, anche questa l’ho vista. Passiamo oltre.

Sdoganare il gaming

Io porto ancora addosso il retaggio di esser stata un videogiocatore della prima ora. Negli anni 80 i videogiochi erano di nicchia, spesso quasi artigianali e nulla avevano a che fare con le produzioni tripla A di oggi. Ecco perché ancora mi stupisco, piacevolmente, quando vedo un intero convoglio del Malpensa Express griffato per il lancio dell’ultimo Final Fantasy.

Non solo blog: i miei scritti estivi

Quest’anno, tra uno sclero lavorativo e un altro, sono riuscito a scrivere non solo per il mio blog. In particolare sono tornato a fare qualche pezzo per Gamesurf e, dopo il successo del mio primo articolo, ho pubblicato anche due brevi scritti su LegaNerd.

Per chi se li fosse persi, vi rimetto i link:

LEGANERD
Joystick, cacciaviti e fusibili: le vacanze del nerd anni 80
Openfeint: quando Apple si fece trovare impreparata

GAMESURF
Le tour de France 2016 – Recensione Ps4
Dino Dini’s Kick Off Revival – Recensione Ps4
Brain Training tiene davvero giovane la mente? – News

Joystick, fusibili e cacciaviti: le vacanze dei nerd anni ’80 #LegaNerd

Il mio egocentrismo e la mia nostalgia per “i bei tempi” dei videogiochi hanno fatto un altro danno: è uscito il mio terzo articolo su LegaNerd. Anche se il successo di pubblico del primo pezzo è lontano (del resto era un racconto su cui lavorai molto e a cui tengo ancora molto), devo dire che di questo ultimo nato. In pratica è un racconto su cosa voleva dire per un nerd anni 80 partire per le vacanze con il suo “carico” da video giocatore. Il revisore ha cambiato alcune cose, prima di tutto il pezzo, ma lo spirito è rimasto quello che volevo io. Buona lettura

Sorgente: Joystick, fusibili e cacciaviti: le vacanze dei nerd anni ’80 #LegaNerd

Le Tour de France 2016 – Recensione PS4 – 

In queste ultime settimane sono riuscito a ritagliarmi qualche piccolo spazio per una mia vecchia passione: fare il recensore di videogiochi. Esce oggi, sempre sul portale Gamesurf di Tiscali, il mio articolo su Tour de France 2016 per Playstation 4.

Se volete farci un salto… così mi aumentate anche le letture del pezzo 😉

Sorgente: Le Tour de France 2016 – Recensione PS4 – Gamesurf.it

#SocialFace

A volte mi faccio veramente del male da solo. Potevo immaginarlo, potevo evitarlo. Invece no. Il tele masochismo che è in me ha avuto io sopravvento. 

Andiamo con ordine. Stavo cazzeggiando su MySky quando mi sono imbattuto in #socialface. Ecco. Un programma il cui titolo parte con un hashtag doveva farmi presagire una grande minchiata (un po’ come una canzone che ha un hashtag nel titolo, ma questa è un’altra storia), però mi ha incuriosito.

Apro la descrizione: otto webstar si sfidano su SkyUno. Mmm… No, non ci puo’ essere “lui”… Guardo il riassunto delle varie puntate e… Sì, lui c’è. Favij è arrivato anche su Sky.

Con la morte nel cuore ne scarico le prime due e parto con la visione. Come definirlo? YouTube che incontra Jackass. Questi… (Pausa nella scrittura: mi sforzo di trovare un termine che esprima il mio disprezzo per la qualità delle loro produzioni ma anche quel minimo di rispetto perchè comunque un certo sbattimento e impegno c’è lo mettono) soggetti vengono ripresi all’interno di una finta casa, dove fanno scommesse stupide e si sfidano ai videogiochi. Una roba di una noia e di una trasparenza di contenuti imbarazzante. 

Ho amici che mi hanno tolto il saluto perchè gli ho parlato di questa trasmissione e l’hanno quindi vista per curiosità. Temo che dopo questo post perderò anche qualche lettore.

#SocialFace: otto webstar si sfidano su SkyUno. 

Sorgente: #SocialFace | SkyUno | Favij, Greta Menchi, Simone Paciello | Anticipazioni