Archivio dell'autore: Puck74
È tutto un quartierino
Oggi avevo un po’ di questioni burocratiche da sbrigare ed ho apprezzato il bello di vivere in un piccolo paesino. Ore 12.00: entro in comune. Non c’è nessuno agli uffici demografici (nome figo di quello che una volta era l’anagrafe) e autentico una foto. Dopo di che salgo dal messo comunale e ritiro delle notifiche di lavoro che erano arrivate lì. Uscita dal comune ore 12.13… Provate a farlo a Milano. Dopo di che dovevo risolvere una questione legata alla Patente Internaziobale. L’autoscuola del mio paese mi sta antipatica e allora faccio tre fermate di metropolitana e vado a Bonola. Nell’autoscuola dove feci la patente si ricordano ancora di me e della mia famiglia (mai capito perché…) e risolvo tutto in fretta. È il quartierino, qualunque esso sia, che manda avanti il mondo.
Serravalle vs Vicolungo: il mio personalissimo derby degli outlet
Io sono la gioia di ogni esperto di marketing perchè tendo a fidelizzarmi molto facilmente. Sono un consumatore routinario. Così da anni la maggior parte del mio guardaroba viene acquistato in due e tre trasferte annuali a Serravalle. Però sono anche uno che, se trova le giuste motivazioni, valuta se non convenga cambiare. Così sabato sono andato a Vicolungo. In auto già mi sentivo un po’ in colpa a tradire McArthur Glen, ma fa niente. Vicolungo è più vicino a casa mia (alla resa dei conti mica tanto, giusto 15 minuti), me ne parlano bene, sulla carta aveva quasi tutti gli stessi negozi.
Alla resa dei conti però sono rimasto abbastanza deluso. I punti vendita, a parità di brand, sono più piccoli e peggio forniti. La superficie generale è inferiore e un po’ tutta l’esperienza non è stata minimamente paragonabile alle mie solite visite a Serravalle. Insomma: provato e, per me, bocciato Vicolungo
Ossessioni da vecchia massaia
Non mi posso definire certo un angelo del focolare, però in fondo vivo solo da una decina d’anni (abbondanti ormai…) e ho le mie abitudini. E le mi fisse anche assurde. Per esempio ho sempre paura che vada via la luce mentre sono via e che quindi marcisca tutto quello che ho in frigo/freezer. Quindi, anche se le vacanze sono ancora lontane, è partita la missione “fai fuori tutto quello che hai in casa”. Il sogno è quello di poter completamente spegnere il frigorifero ma alla fine non ci riesco mai. Il problema è che si finisce sempre per comprare qualcosa che non si ha voglia di mangiare. Per esempio dovrò forzarmi per far fuori un sacchetto di cubetti di spinaci. In inverno mi piace anche farmeli in padella col formaggio… ma in estate non è che sia in testa alle mie preferenze…
Una coincidenza? Io non credo
L’outlet di Vicolungo (seguirà un post in cui racconto della superiorità, per me, di Serravalle) ha una piccola appendice con un grande punto vendita Diffusione Tessile. Per chi, come me, fino ad oggi non lo conosceva se non di nome, tratta solo abbigliamento e accessori femminili. Al suo interno c’è un piccolo box con attaccato un fogli A4: “coffee and drink”. Al suo interno due distributori automatici, un bancone e due sgabelli. Sul bancone una pila di giornali: Corriere, Gazzetta dello sport e numerosi vecchi numero di SportWeek. Un caso? Non credo proprio. Un piccolo lager di salvezza.
Il sogno di ogni partito (populista)
In Italia (ma credo non solo qui) un partito che punti sul populismo ha un potenziale bacino di voti sicuramente in doppia cifra percentuale. Ne ho la conferma ogni giorno su internet. Un esempio emblematico di lettore supino e scollegato lo trovate nella foto che riporto. Ormai non si riconosce neppure più la satira (è ben evidente il fatto che si tratti di un articolo de Il Lercio), basta lanciare un titolo che ce l’abbia con qualcuno che è riconosciuto come il nemico (sia l’europa, i politici o gli immigrati) e subito tutti dietro come pecoroni. Tristezza.
Tutti i figli di meteo.it
Purtroppo ci sono alcuni bruttissimi fenomeni che affliggono l’informazione (o la presunta tale) online. Ormai si va a caccia di click (che corrispondo a visualizzazioni di pagine e quindi piccoli o grandi incassi pubblicitari) con slogan scandalistici, spesso immotivati e infondati. Uno di quelli che più mi fa arrabbiare è ilmeteo.it che riesce a farlo strumentalizzando anche gli eventi atmosferici. Una nuova fonte da cui secondo me bisogna tenersi alla larga è it.blastingnews.com. E’ vero che consente a tutti di scrivere quindi non c’è una vera e propria linea editoriale, però è anche vero che buona parte degli articoli è della categoria di cui vi accennavo. Devo indagare se è così perchè poi gli scrittori possono incassare qualcosa in base alle visualizzazioni del proprio articolo. Sarebbe l’apotesi della mercificazione dell’informazione. Un esempio pratico è questo articolo in cui mi sono imbattuto oggi. Per una volta gli regalo quel poco di visibilità che il mio sito puo’ dargli.
Per fortuna che ci sono siti come BUTAC (Bufale Un Tanto Al Chilo) che cercano di fare chiarezza è hanno redatto pure una black list dei sito la cui affidabilità è dubbia (per usare un eufemismo).
Il mio secondo musical londinese
Dopo aver apprezzato molto “The commitments” (nb più per l’esperienza che per il musical in sè, che presenta alcune debolezze), a questo giro londinese non avevamo in programma nessuno spettacolo teatrale. Poi il sabato ci siamo detti “perchè no?”. E’ seguito patteggiamento sui musical papabili (mannaggia… mi è stato posto il veto su Bend It Like Beckham… ma riuscirò a vederlo) e quindi abbiamo Leggi il resto di questa voce
Iniettarsi l’inchiostro con gli aghi
Ok, sarò ripetitivo e monotono ma gli Elio e le storie tese hanno sempre ragione. La canzone La follia della donna in genere la cito in merito alla passione femminile per le calzature. Oggi invece vorrei parlarvi de “il disagio mentale di iniettarsi l’inchiostro con gli aghi”. Badate bene, non sono contro ai tatuaggi e il genere Suicide Girl ha il suo fascino (si veda la foto). Però di recente sto notando un metto incremento delle ragazza (ma anche delle donne) TROPPO tatuate. Personalmente è una cosa che non mi piace. Motivo? Mah, forse perché molte di queste mi sembrano fare tatuaggi a casaccio o comunque sull’onda della moda. Sinceramente penso che prima o poi se ne pentiranno. Del resto il complessino in tempi non sospetti cantava: “un giorno non ti piace più, che fai? Lo togli. Non puoi. Ne fai un altro più grosso.”
Le Grandonne obietteranno che la mia è una posizione di parte e che anche gli uomini si tatuarono troppo. Verissimo però, scusate, degli uomini non mi frega, io guardo solo al gentil sesso.

