Archivio dell'autore: Puck74
Una mattina nella bolla
Stamane sono rimasto a casa perchè non stavo bene. Niente di clamoroso, ordinaria amministrazione da emofilico. Polemicamente potrei far notare che faccio molti meno giorni di “malattia” io di certa gente sana che vedo al lavoro. Ma tant’è. Sono fortunato io.
Comunque, dato che mi capirà pochi giorni l’anno, è una sensazione strana. Di sicuro Mrs Puck avrà pensato che abbia passato il tempo attaccato alla Play. In realtà non è stato così.
Un po’ ho lavorato in connessione remota. Un po’ ho fatto, ma soprattutto ricevuto, telefonate di lavoro. Un po’ ho cazzeggiato online.
Soprattutto mi sono ritagliato un bel po’ di tempo per leggere una graphic novel che una cara amica mi ha regalato ormai due Natale fa. Si intitola “Cronache di Gerusalemme”, di Guy Delisle. E’ il diario a fumetti della vita in Israele di questo disegnatore, marito di un medico impegnato in una ONG. Leggero nella sua serietà. Interessante e coinvolgente.
Ora però meglio che mi prepari il pranzo… alle 14 devo essere a litigare all’Agenzia delle Entrate di Rho. L’ufficio pubblico che odio di più in assoluto.
Sindaci, palme e scimmie
Per la serie “piccoli cabarettisti crescono”, pare che oggi il sindaco di Milano Beppe Sala, si sia lanciato in un esilarante siparietto (oh, sono sarcastico, sia chiaro a tutti) con il vincitore di Sanremo, Gabbani. Alla presentazione del concerto gratuito di Radio Italia, il sindaco ha invitato il cantante a esibirsi ne Occidentalis Karma, sotto le famigerate palme di piazza Duomo, che tante polemiche hanno suscitato. In un crescendo di simpatia, è uscita anche l’idea di ribatezzare la canzone Occidentalis Palma.
Scusate, vado a morire. Ciao
Sorgente: Sala invita Gabbani a cantare sotto le palme di piazza Duomo: sarà “Occidentalis Palma” – Cronaca
Ps io spero sempre che nei prossimi concerti degli Elio e le storie tese (se ce ne saranno), durante “il vitello dai piedi di balsa”, quando il testo recita “ma la legge prevede una pena aggiuntiva per questo reato l’ascolto forzato di…” il simpatico complessino intoni Occidentalis Karma. I meno avvezzi devono sapere che, nel corso degli anni, la canzone suonata a quel punto è variata, a seconda delle hit penose del momento.
Dieci anni con #kiva, dieci anni di microcrediti
Più volte, nel corso degli anni, vi ho scritto in merito alla mia partecipazione a Kiva, una piattaforma per il microcredito nei paesi in via di sviluppo.
Oggi i loro simpatici bot hanno trovato il tempo di mandarmi una mail automatica per ringraziarmi dei dieci anni di onorata attività sulla loro piattaforma. Ironia a parte, sono molto contento di averli sostenuti e di continuare a farlo.
Nel corso di questi dieci anni ho finanziato 159 progetti in 30 diversi paesi. Io vi invito sempre a iscrivervi a questa piattaforma, che trovo il modo migliore per sostenere chi ne ha bisogno: consentire a chi vuole lavorare di poterlo fare.
La geniale osservazione del quotidiano
Oggi vi consiglio la lettura di una breve storia di Zerocalcare. A volte l’osservazione del banale e del quotidiano è più divertente di chissà quali invenzioni. Buon divertimento
Sorgente: Lo spostamento dal divano al letto at Zerocalcare.it
Super Mario Run non frutta
Oggi anche osservatore più autorevoli di me se ne rendono conto. Però io l’avevo scritto già il 17 dicembre scorso: Super Mario Run non frutta.
Ora che è stato lanciato anche per Android, tutti corrono a scaricarlo. Il problema è che la parte giovanile senza spendere un euro è molto risicata. Secondo problema è che il prezzo richiesto non è 0,99 o 1,99. Neppure 4,99 come la maggior parte dei giochi più esosi. Bensì 9,99. Nintendo non pensa di cambiare strategia. Io non penso di cambiare idea: con un prezzo inferiore, il fatturato totale sarebbe stato molto più alto. Se trovi una persona disposta a spendere 9,99, di sicuro ne trovi almeno (almeno!) tre disposte a pagare 4,99.
Sorgente: Quanti pagano per Super Mario Run? Non abbastanza – Wired
Lui è tutto tornato!
Venerdì. Ore 19.30. Esco dall’ufficio, dopo una giornata discretamente pesante e discretamente produttiva. Sono sulla banchina della metro che cazzeggio con l’iPhone. Con la coda dell’occhio (in alternativa potrei dire “con la mia mostruosa vista periferica”) noto un’altra persona in attesa della treno. Nell’intorno dei trent’anni, con occhiali da sole, cappellino e felpa. Mi sembra… no dai, non può essere lui… è una vita che non si vede. Mi rimetto a cazzeggiare. Arriva la metro. Salgo. Da un altro vagone sento partire la musica. È LUI! È TORNATO! Cantante Metroman! Il repertorio di frasi è sempre composto dai suoi grandi classici: “tutti insieme, anche i peruviani!” “Dai un applauso, almeno per il coraggio” “Dai che sono migliorato” … e via di mossette tipo la dance. Grande Metroman. Bentornato.

